| LA VERA STORIA... |
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Se avete un quarto d’ora di tempo, dedicatevi alla lettura della “Vera storia di Raimondo e Baiano”. Questo breve racconto narra come, nel lontano medioevo, Mirko e Guido si conoscessero già prima che gli eventi li separassero… Il fato ha poi voluto che nelle pieghe del tempo e dello spazio, si incontrassero di nuovo, a Roma, nel 2003… Buona lettura. ...Le quasi cinquanta case che componevano il piccolo borgo erano ridotte piuttosto male. La maggior parte dei tetti avrebbero avuto bisogno di una bella sistemata ed il legno delle porte aveva visto tempi migliori. Per non parlare della stalla di Raimondo e Baiano; quella si reggeva in piedi giusto perché era appoggiata ad un grosso faggio vecchio di almeno cento anni. L’inverno del 1187 era stato molto rigido e molti abitanti di Pontremoli se ne erano andati in cerca di una vita migliore unendosi alle migliaia di pellegrini diretti in Terrasanta. Pontremoli infatti, sorgeva proprio sulla via Francigena e da qui passavano continuamente stranieri che raccontavano storie a dir poco incredibili. Narravano di luoghi lontani, popolati da persone dalla pelle nera, di alberi strani con frutti dolcissimi e di animali bizzarri. Molti si facevano tentare da quei racconti e non avendo niente da perdere partivano pieni di entusiasmo, lasciandosi alle spalle una dura vita fatta di stenti. Qualcuno faceva ritorno dopo qualche anno, ma la maggior parte delle persone non tornava più. Probabilmente trovava la morte per malattia o mancanza di cibo, durante un viaggio troppo lungo e pieno di pericoli. Quando, quella tiepida e serena mattina di luglio, Raimondo e Baiano aprirono gli occhi, non ebbero bisogno di chiedersi se il sole si era già levato. Come al solito il vecchio Astolfo, che viveva nella casa accanto alla loro, si svegliava presto e chiamando il cane, tirava giù dal letto tutti i vicini. Giusto il tempo di divorare una pesca matura e un pezzo di pane nero e i due furono fuori dalla casa. Alla loro destra il sole era appena spuntato. La giornata si preannunciava splendida e calda come i giorni precedenti. I vecchi prevedevano un ottimo autunno e un inverno mite. Questo voleva dire raccolti abbondanti, castagne e noci in quantità, mele finalmente grosse e sane. Raimondo e Baiano erano due giovani forti, robusti e possedevano una piccolo appezzamento di terra vicino al fiume. Era abbastanza fertile e loro erano molto orgogliosi dei frutti che dava. - Astolfo vecchio scemo, ma quando la smetterai di urlare in questo modo?- disse Baiano stiracchiandosi -Anche quando sarà sotto terra continuerà a buttarci giù dal letto quel vecchio pazzo- disse Maria, passando a testa bassa sotto il peso di una cesta di legna – ah…buongiorno Baiano - -Buongiorno a te Maria - rispose il giovane -vai giù al monastero oggi?- Maria non rispose ma fece di no con un cenno della mano e si incamminò verso il carro dove la stava aspettando il marito. Baiano la salutò con il capo e si girò per vedere se Raimondo aveva già tirato fuori il bue. Molti viandanti e pellegrini si fermavano a Pontremoli per comprare o vendere qualcosa e c’era sempre un gran via vai di gente. Donne e uomini affollavano le strade così come la vecchia osteria; la noia era l’unica cosa che mancava. Non mancavano però anche brutte storie di violenza. L’anno precedente, il figlio dell’oste fu rapinato e picchiato duramente da un gruppo di sassoni che gli ruppero entrambe le braccia. Insieme ai pellegrini si univano sovente assassini e delinquenti che per sfuggire alla giustizia si aggregavano a questa enorme massa di persone continuando a commettere i loro crimini. Si dice che la stessa Matilde, che aveva quasi 50 anni, fosse stata violentata da due inglesi lo scorso inverno. Astolfo non ha mai detto se la cosa fosse successa davvero, ma da quel giorno non era più lui. I due ragazzi montarono sul carro e con il sole che cominciava già a scaldare le loro ampie spalle, si diressero verso il loro podere. Quando si fece troppo caldo, Baiano e Raimondo decisero che era ora di riposarsi un po’ e dopo aver assicurato il bue al solito albero, si sdraiarono all’ombra e cominciarono a mangiare. -Cosa abbiamo oggi?- chiese Baiano -Ho portato un pezzo di pane, il formaggio che abbiamo comprato da frate Urbano e una fiasca di vino. Che dici può bastare?- rispose sorridendo Raimondo -Si,si…- rispose con gli occhi chiusi e le mani dietro la nuca Baiano In realtà i due giovani non mangiavano mai a sufficienza ma questo era il massimo che si potevano permettere. Dopo un breve sonnellino ripresero a lavorare ed entro sera ebbero dissodato quattro acri di terreno.
Tornando verso casa erano troppo stanchi per parlare e pensavano a come si sarebbero ubriacati all’osteria e poi addormentati per terra, davanti a casa, nella calda notte estiva. Quasi tutte le sere c’era qualche forestiero che raccontava le sue straordinarie storie e tutti i presenti non potevano fare a meno di ascoltare a bocca aperta. Poi, quando il vino annacquato di Clemente faceva effetto, cominciavano ad urlare, intervenivano per dire la loro, dicendo che non era vero niente e che quelle cose, quei luoghi, non esistevano. Poi ad un certo punto della serata, Astolfo tirava fuori la sua storia preferita. -Già…come quella volta che trovai questi due ragazzoni qui- cominciava, indicando con il bicchiere mezzo vuoto in mano, Baiano e Raimondo –il sole non era ancora sorto ed io stavo uscendo dalla finestra della camera di Eleonora. -Ma non dire fesserie, non hai mai fatto l’amore con lei, è sempre la solita storia- lo interruppero dal tavolo accanto tirandogli due cortecce di pane. -Ti vanti sempre di questa cosa ma per tua fortuna lei non è qui per testimoniare- aggiunse il giovane falegname Tancredi ridendo sguaiatamente. Erano passati molti anni da quando la bella ragazza dai capelli ricci era morta. Eleonora era una delle donne più belle e prosperose di tutta Pontremoli ed il vecchio Astolfo ha sempre detto di aver fatto l’amore con lei molte volte quando erano giovani. Lei era sposata come lo era lui ma pare che non seppero resistere alla tentazione di commettere adulterio…fino al giorno in cui lei morì improvvisamente dopo una breve malattia. -Piangevano come due agnelli- continuò il vecchio senza curarsi delle interruzioni- faceva freddo ed erano quasi nudi. Appena li vidi, li presi tra le braccia e li portai a casa per metterli davanti al fuoco….- E così via come tutte le altre volte. Ognuno diceva la sua opinione sui due bambini, su chi potessero essere o da dove venissero. Nessuno sapeva la verità ne l’avrebbe mai saputa, ma da quel giorno i due non abbandonarono mai Pontremoli. Qualcuno diceva che erano fratelli, ma non si somigliavano per niente. L’uno moro con gli occhi e la pelle scuri, l’altro biondo con gli occhi azzurri. Siccome non avevano la stessa età, ma pareva esserci un circa anno di differenza, molti asserivano che la madre fosse una bellissima ragazza francese che passò da quelle parti una ventina di anni prima. Pare fosse di ritorno da Gerusalemme e che avesse con se questi due piccoli. Baiano, scuro di pelle e dallo sguardo fiero, potrebbe essere stato il frutto di un amore con un soldato saraceno che combatteva nell’esercito del Saladino. Gli occhi azzurri di Raimondo invece, dicevano che la passione aveva portato la giovane tra le braccia possenti di un crociato bretone. Queste e molte altre erano le voci che circolavano da ormai venti anni nel piccolo paesino arroccato tra le montagne. Ai due giovani, sarebbe piaciuto sapere di più sulle loro origini, ma alla fine si consideravano fratelli e non si facevano tante domande. La durissima vita quotidiana non permetteva loro di pensare ad altro che al modo migliore di arrivare a sera per sedersi davanti ad un bicchiere di vino ad ascoltare storie di avventure lontane. Avevano condiviso dolori, sofferenze ma anche le poche gioie che erano capitate. Erano cresciuti al convento di frate Urbano fino all’età di sedici anni, dopo di che erano andati ad abitare nella vecchia casa del fabbro. Questi se ne era andato una mattina di gennaio al seguito di una carovana di pellegrini, lasciando tutto come se dovesse tornare la sera; nessuno l’aveva più visto. Baiano aveva una grossa cicatrice tra il collo e la spalla destra che si era procurato all’età di 18 anni. Erano andati a rubare un pollo nell’orto del fornaio che dopo averli sorpresi colpì il ragazzo con un’ascia. Per fortuna non fu un colpo profondo e nel giro di un paio di mesi Baiano ritornò in forze. Raimondo si senti molto in colpa per l’accaduto anche perché l’idea di rubare l’animale era stata sua. La possibilità di sdebitarsi l’avrebbe comunque avuta qualche anno dopo, quando gli armigeri ingaggiarono una rissa con Baiano e lui, fortunatamente, intervenne per dargli man forte riportando varie ferite e una gamba rotta. A fine serata il vino era scorso a fiumi e la gente, stanca dopo una giornata di lavoro nei campi, se ne andava per fare rientro nelle proprie case. La mattina successiva sarebbe successa una cosa che avrebbe sconvolto le vite di Raimondo e Baiano per sempre. Dopo essersi levati alla solita ora ed aver messo qualcosa sotto i denti, uscirono e notarono che nella via c’era un certo trambusto. -Salute Astolfo, ma cosa succede stamani?-chiese Baiano -E’ arrivata una fiumana di gente dalla Francia e pare che stiano comprando viveri- rispose Astolfo –saranno almeno mille persone- -Ma se non sai nemmeno contare fino a mille- disse ridendo Raimondo -Clemente farà affari d’oro…quel vecchio imbroglione…- disse di rimando Baiano I due si fecero una risata e si incamminarono verso la via Francigena che si trovava proprio sotto al paese per vedere cosa succedeva con i loro occhi. In effetti c’erano tantissime persone e una gran confusione. Uomini, donne, polli, maiali, cavalli, oche e tacchini turbinavano nella grande strada. Nell’aria si sentiva l’odore del pane appena cotto. Si stavano evidentemente facendo affari e nella marea di folla c’era qualcuno che per qualche motivo si era già azzuffato. Si vedevano volti di persone stanche e malate, ma nei loro occhi c’era la forza e la determinazione di chi vuole raggiungere una meta a tutti i costi. Intorno ad un frate logoro ed emaciato si era radunata una piccola folla di persone. Stavano tutti ascoltando una predica e sembravano molto interessati. Esortava a rimettere i propri peccati nelle mani di Dio e ad andare in Terrasanta per farsi perdonare una vita vissuta nella dissolutezza e fuori dalla grazia del Signore. Un nobile passò, facendosi spazio tra la folla, sul suo enorme cavallo da guerra scortato da 5 cinque cavalieri. Dietro di loro altrettanti scudieri accompagnavano il drappello occupandosi dei muli carichi di armi. I due ragazzi guardarono con un po’ di invidia quell’enorme bestia dal manto nero e lucido…chissà quanto costava. Alcuni giocolieri davano prova di grande abilità facendo volteggiare corde, birilli e altri oggetti strani. Fu allora che il destino decise di tirare di nuovo i dadi della loro vita. Continuando a guardarsi intorno incuriosito, Baiano vide tra la folla una bellissima chioma rossa e la indicò a Raimondo. La ragazza, come se avesse sentito, si girò verso di loro e i suoi occhi azzurri come il cielo si incrociarono con i suoi. Per un attimo tutto sembrò silenzioso ed il cuore di Baiano cominciò a battere all’impazzata. Aveva una pelle chiarissima ed era un incanto. Baiano aveva avuto molte ragazze ma questa era di una bellezza straordinaria. Lei sorrise mettendo in mostra i suoi denti sanissimi.. Raimondo vide che accanto a lei c’era una fanciulla altrettanto bella. Era più bassa dell’amica ed aveva i capelli biondi e ricci. Anche i suoi occhi però erano di un azzurro così intenso da togliere il fiato. I due, erano noti a Pontremoli per essere grandi rubacuori; si guardarono per un istante e senza dire una parola mossero verso le due ragazze. -Salute- disse Baiano con un inchino appena accennato – il mio nome è Baiano di Fabbro e lui è mio fratello Raimondo di Fabbro, voi come vi chiamate ?- Baiano pronunciò quelle parole in latino sperando che le ragazze lo capissero. I due lo avevano imparato quando erano in convento con frate Urbano e di tanto in tanto lo parlavano anche fra di loro per non perdere l’abitudine. L’aspetto delle due ragazze tradiva chiaramente le loro origini ed il loro latino lo faceva ancora di più. Dicevano di venire da una terra chiamata Scozia che si trovava a nord dell’Inghilterra. Raimondo ne aveva sentito parlare ma nessuno dei due sapeva dove si trovasse esattamente. Non riuscirono a capire bene i loro nomi e per non fare brutta figura lo chiesero di nuovo. Comunque la ragazza dai capelli rossi si chiamava Melissa e l’altra Alba. Sarebbero ripartite il giorno seguente cosicché Baiano chiese loro se volevano andare con loro al podere per passare insieme la giornata. -Con piacere- rispose Melissa girandosi con aria complice verso l’amica. -Si, si ci fa piacere venire con voi, ci piace parlare il latino con persone straniere- rispose Alba. Così i quattro abbandonarono la confusione ed il vocio e si diressero verso casa a prendere il carro. Durante il breve tragitto verso il campo entrambi i ragazzi non staccarono mai gli occhi da quelli delle fanciulle e appena arrivati al campo le aiutarono a scendere. Il sole era ancora basso sull’orizzonte ma scaldava già parecchio e i due fratelli si misero subito al lavoro. Le ragazze li aiutarono e per tutto il tempo non fecero che parlare della loro terra, di quello che avevano visto o fatto durante il viaggio. -Vado in Terrasanta perché il mio villaggio è stato distrutto da un barone fedele a Enrico II e non ci è rimasto più nulla- disse Melissa abbassando tristemente lo sguardo – hanno distrutto tutto e bruciato i campi ma fortunatamente non hanno ucciso nessuno. Così, insieme ad altri abitanti del mio villaggio, abbiamo deciso di metterci in cammino con la speranza di arrivare a Gerusalemme sani e salvi e cominciare lì una nuova vita- Erano in cammino da ormai tre mesi ma non erano ancora stanche. Si sarebbero imbarcate a Mesina (Messina ndr) una città che sorgeva su una grande isola. Questo era perlomeno quello che le avevano detto. Alba invece veniva da un villaggio più a sud dove stavano costruendo una cattedrale che veniva già soprannominata la “Delizia degli stranieri” per la sua bellezza. Le avevano ucciso il padre mentre la madre era morta quando l’aveva messa al mondo. Cosicché anche lei aveva deciso di partire con altri concittadini verso la Città Santa. Verso la metà del giorno la fame cominciò a farsi sentire. Le ragazze andarono al fiume a prendere l’acqua e quando tornarono trovarono Baiano e Raimondo sdraiati all’ombra del solito albero. Il cibo che avevano portato era appena sufficiente per due ma loro dissero che non avevano molto appetito e fecero mangiare di più Melissa e Alba. Tutti e quattro però avevano altre cose per la testa. Le ragazze ne avevano parlato camminando verso il fiume e si erano vergognate per aver provato quei pensieri. Appena terminato il pranzo si sdraiarono uno accanto all’altro a guardare le nuvole che correvano via veloci. Baiano prese la mano della ragazza con i capelli rossi, la guardò e non fu necessario dirsi nulla. Si alzarono e andarono verso il fiume. Anche Raimondo si girò e baciò sulla bocca la ragazza accanto a lui. Fecero l’amore con passione; Raimondo spingeva vigorosamente mentre la ragazza lo stringeva con forza tra le gambe e gemeva intensamente. Dopo poco si abbandonarono esausti sull’erba tenendosi per mano. Baiano e Melissa invece si baciarono e si toccarono ma non fecero l’amore. Si tuffarono nudi e stettero a scherzare e ridere nell’acqua per parecchio tempo. Poi venne il momento di proseguire il lavoro e fino al tramonto non si fermarono più. Tutti e quattro però continuarono a parlare fino allo sfinimento. Durante il ritorno decisero che avrebbero passato insieme anche la notte prima della partenza e dopo aver chiuso il bue nella stalla, Baiano e Raimondo fecero vedere loro dove avrebbero dormito. Poco dopo andarono all’osteria e si diressero verso il solito tavolo. Quella sera, c’era una gran confusione, visto il numero di pellegrini giunti in paese ed il loro tavolo era occupato. Decisi a non far discussione con nessuno, presero da bere e si misero in un angolo, a sedere per terra. Parlarono ancora e Baiano non riusciva a staccare gli occhi da Melissa nemmeno per un minuto. Lei contraccambiava sorridendo ed abbassando timida lo sguardo. Quando la maggior parte della gente se ne era andata o si era addormentata sui tavoli i quattro erano ubriachi fradici. Raimondo si era addormentato tra le braccia della sua bella e lei gli accarezzava i capelli stando con la testa appoggiata al muro. La decisione che avrebbe cambiato la vita di entrambi i fratelli fu presa lì, seduti su un lercio pagliericcio di una osteria,tra persone piene di vino che urlavano e ridevano. Baiano sarebbe partito l’indomani con la ragazza e non appena Raimondo si fosse svegliato, l’avrebbe messo al corrente della sua decisione. Baiano aveva riflettuto bene e la cosa più preziosa che aveva al mondo era, dopo la sua stessa vita, suo fratello Raimondo…Pontremoli non valeva così tanto come aveva sempre pensato, adesso se ne rendeva conto. Raimondo avrebbe accettato l’idea con entusiasmo…almeno così sperava. Dopo essere tornati a casa si misero nei letti e sprofondarono in un sonno profondo. Alle prime luci dell’alba Astolfo cominciò con i suoi soliti schiamazzi e i ragazzi capirono che era giunta l’ora di levarsi. -Alzati Baiano che anche oggi nostro Signore ci ha dato una bella giornata- disse Raimondo scendendo dal letto di paglia. -C’è qualcosa che ti voglio dire - disse entusiasta Baiano – vieni, lasciamole dormire ancora un po’-aggiunse tirando per un braccio il fratello. -Ieri è stato il nostro ultimo giorno di lavoro al campo…- Baiano spiegò senza mezzi termini quello che voleva fare… -Partiamo stamattina con le due ragazze, che ne dici?- disse Baiano – andiamo in Terrasanta ma non è detto che sia per sempre, possiamo sempre tornare nella nostra casa se non va come crediamo- -Veramente io…- rispose Raimondo con voce insicura –…non so…Alba voleva chiedere esattamente la cosa contraria a Melissa. A lei piacerebbe fermarsi a vivere qui con noi – continuò Raimondo- ed io sono innamorato di lei, rimanete anche voi, perché andarsene?- Baiano rimase sorpreso da quelle parole e sentì che nella stanza accanto le ragazze si erano svegliate e stavano parlando. Fuori la folla di pellegrini si era già messa in marcia e bisognava affrettarsi a decidere. Parlarono a lungo e alla fine la decisione fu presa. Baiano sarebbe partito con Melissa lasciandosi alle spalle la vita che aveva vissuto fino ad allora. Il fratello sarebbe rimasto a Pontremoli con Alba che non aveva più voglia di proseguire il suo viaggio e si voleva fermare per creare una famiglia. In silenzio e in un clima di profonda tristezza Baiano raccolse le sue poche cose. Raimondo lo aspettava fuori, vicino alla stalla che avevano costruito insieme. Decisero di salutarsi senza dilungarsi troppo, come se Baiano dovesse stare via solo pochi giorni. Erano ragazzi duri, cresciuti nella miseria e senza genitori e adesso che ci pensavano, era la prima volta che si separavano da quando erano nati. La cosa era molto più difficile di quanto pensassero perché erano stati sempre l’uno il sostegno dell’altro. Le ultime raccomandazioni sulla gestione del campo e dei pochi averi che avevano e si abbracciarono con forza. Melissa aspettava a poca distanza mentre Alba era rimasta in casa a piangere. Baiano e Raimondo si staccarono, si guardarono negli occhi pieni di lacrime e si dettero una stretta di mano vigorosa. -Tornerò- disse Baiano asciugandosi il viso- quando avrò visto il mondo tornerò e ti racconterò cose meravigliose- -Sicuro fratello- rispose Raimondo con la voce rotta dal pianto –ci rivedremo…- Baiano si incamminò verso la via Francigena dove i pellegrini stavano sciamando come mosche. Si girò per l’ultima volta verso la casa ed i loro occhi si incontrarono di nuovo. -Ci vedremo ancora…- dissero entrambi a voce bassa e si girarono ognuno verso il proprio destino.
Quella fu l’ultima volta che i loro sguardi si incrociarono. Baiano e Raimondo non si videro mai più…ALMENO IN QUELLA VITA.
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