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14.08.04 - 05.09.04

  

   15 Agosto

     Tutto è pronto, finalmente partiremo per la Scozia. Il gruppo, che è stato nella Loira e Bretagna lo scorso anno è parzialmente riconfermato, ci sono Guido (Mastrotitta) con la sua zavorrina Valentina (Titta), Mirko “Legolas” e zavorrina  Cinzia “th” (Torrini), e nuova coppia aggiunta al MIC, ovviamente “TDMemmisti” anche loro, Marco e Valentina di Gaiole in Chianti. Sono le 5 del mattino, l'eccitazione è alle stelle. Alle 06.15 abbiamo appuntamento con Marco e Valentina.

     Il viaggio ha inizio e scorre via veloce, Svizzera e Germania fino a Strasburgo dove arriviamo in 9 ore e mezza dopo aver percorso 835 km. L’alloggio è, come al solito, un Etap della catena Accor Hotel, molto conveniente, il prezzo per la notte è basso (circa 35-40 euro a camera) e il livello di igiene è più che accettabile. Certo non è un 5 stelle super lusso, ma anche noi siamo “solo” dei motociclisti “brutti sporchi e cattivi”. Essendo ferragosto, siamo fortunati perchè vediamo Strasburgo in festa con giocolieri, fuochi artificiali e bellissimi giochi di luci colorate sulla facciata dell’enorme cattedrale che purtroppo non abbiamo il tempo di visitare.

 

16 Agosto

 

 

     Anche questa mattina la sveglia è all’alba, la tappa di oggi è da non fallire, dobbiamo arrivare in Belgio al porto di Zeebrugge entro le 16.00, oltre tale orario il traghetto per la Scozia salperebbe senza di noi. Attraversiamo in un sol colpo il Lussemburgo e tagliamo in verticale gran parte del Belgio. L’arrivo a Zeebrugge è nei tempi.

     Ci imbarchiamo sul  traghetto della “Super Fast Ferries” che di “traghetto” ha solo il nome, perchè con nostra gioia e sorpresa, è in tutto e per tutto una nave da crociera.

     Caricate  e ben legate le moto, ci dirigiamo in cabina dove ci spogliamo in pochi minuti per dirigerci nella sala relax della nave che offre vasca idromassaggio e sauna a soli 5 euro, un toccasana per la schiena e il fondoschiena dopo km e km in moto.

 

17 Agosto

 

 

 

     La sveglia avviene con tutta calma, (fatta eccezione per Mirko che come al solito è il più mattiniero di tutti e già la notte si è alzato per fare delle fotografie alla luna …romanticone!!), la nave è ancora in viaggio e non arriverà prima delle 11.00, quindi decidiamo di fare colazione a buffet sul traghetto. La spesa non è proprio “modica”, circa 12 sterline a testa, ma abbiamo mangiato per l'intera giornata (uova al bacon, salsicce, salmone affumicato, macedonie di tutti i tipi, croissant, e chi più ne ha più ne metta).

     L’arrivo nel porto di Edimburgo è eccezionale, la nave passa sotto il famoso ponte di ferro FORT BRIDGE che è anche il ponte più lungo di Scozia.

     Rimontiamo in sella, sbarchiamo e finalmente: SIAMO in SCOZIA!!!

     I nostri sguardi sono subito alla ricerca dei paesaggi incantati e fantastici visti in tanti film e descritti in tante storie e leggende; ma per ora riusciamo solo ad imboccare contromano la prima rotatoria visto che.....gli inglesi guidano all'incontrario.

     In poco tempo arriviamo al nostro primo Bed & Breakfast il “the Robert Reid” poco fuori città, scarichiamo velocemente le borse e ci rimettiamo in moto per andare a visitare Edimburgo. Il clima è quasi autunnale e una leggera pioggerella ci accompagna durante la nostra escursione.

     Iniziamo con una passeggiata sul Royal Mile, il vialone principale che porta al castello ed essendo nel periodo del famosissimo festival militare, lo stesso è invaso da saltimbanchi e artisti di strada che si esibiscono su palchi improvvisati con unico premio l’applauso e l’ammirazione del pubblico.

     Visitiamo poi la “National Gallery” (di scarso interesse) e lo Scotland Museum (gratuito), nei cui 5 piani è rappresentata la storia della Scozia e del suo popolo.

     La serata si conclude in puro stile Scozzese in un ristorantino Spagnolo… a base di paella!!!

 

18 Agosto

 

 

     Il giorno seguente lasciamo le moto al B&B e ci spostiamo in autobus, il tipico autobus inglese a due piani. Il tempo è pessimo, piove di brutto, certo che se questi sono i presupposti della nostra vacanza possiamo dire che sarà mooolto bagnata, ma.....

     Prima meta, castello di Edimburgo. Il nostro consiglio è quello di acquistare a 25 sterline il biglietto cumulativo chiamato “historic of Scotland”, che consente l’accesso a quasi tutti i castelli e musei di Scozia facendoti risparmiare notevolmente rispetto ai ticket singoli.

     Il castello di Edimburgo è però una delusione, perchè l’interno è completamente rimaneggiato e quindi non è esattamente la nostra idea di Scozia, ma come vedrete dalle nostre foto non siamo rimasti delusi dagli altri. Il panorama è comunque interessante e alle 13.00 in punto c’è lo sparo con il “colpo di cannone”.

     La visita ci porta via diverso tempo e la giornata termina “ a zonzo “ per la città con cena al pub “Ivanhoe” dove iniziamo a respirare la vera atmosfera Scozzese…bevendo e mangiando cibo doc !!

 

19 Agosto

 

 

     Dopo un' abbondante colazione, salutiamo Edimburgo ed iniziamo ad andare incontro alla “vera Scozia” quella che abbiamo sempre immaginato. Fortunatamente non piove, e la strada ci porta nel grazioso paesino di Culross, piccolo centro, a pochi km da Edimburgo, caratteristico per via delle case tutte colorate in modo differente che donano una nota di allegria. Dopo un salto nella piccola chiesetta locale, inforchiamo nuovamente le moto e ci dirigiamo verso il “Campbel Castle”.

     Il tempo si fa quasi “estivo” ed è una vera goduria scorrazzare lungo le stradine locali ammirando il panorama… e non siamo ancora nelle Highlands! All’ingresso del Castello, incontriamo due simpatici portieri in vena di scambiare 4 chiacchiere, che ci raccontano la storia del castello, stato costruito dal “CLAN” dei Campbell, la parte più vecchia risale al 1400 circa e la più recente al 1600. Il castello domina la vallata dove è situato il paese di “Dollar” del quale era il feudo. Ancora oggi vi vengono celebrati matrimoni tradizionali con kilt e cornamusa. Una visita è consigliata vivamente.

     Nuova meta, la splendida cittadina di St. Andrews, capitale mondiale del golf, proprio qui, secondo la tradizione è nato questo sport. Arriviamo in città sul tardi, e facciamo appena in tempo ad andare nel Tourist Office locale e farci prenotare una stanza in un paese vicino, Dundee.

     Il tempo è cambiato ancora rispetto al mattino, e arriviamo scortati da un’antipatica “gnagnarella” (dicasi gnagnarella quella pioggerellina costante e leggera che si infila ovunque).

     La cattedrale di St. Andrews vista l'ora è chiusa, ma illuminata in modo eccellente, e alla fine dei conti siamo proprio contenti di averla potuta vedere così, certamente gli architetti che ne hanno sviluppato il progetto d' illuminazione hanno saputo mettere in risalto lo splendido campanile ed i ruderi rimasti.

 

20 Agosto

 

 

 

     La mattina inizia nel migliore dei modi, il simpatico gestore del B&B ci stuzzica l’appetito con un' abbondante colazione, in più il cielo è di un azzurro intenso, limpido come non lo vedevamo da giorni.

     Riattraversiamo il Dundee Bridge, (anche questo ponte come quello di Edimburgo sarebbe a pagamento, ma le moto sono esentate)  per tornare in direzione St. Andrews, dobbiamo recuperare la visita della cattedrale.

     St. Andrews  deve il suo nome a St. Rufus, che trasportò qui alcune reliquie di San Andrea uno degli apostoli di Gesù. L’accesso alla cattedrale è in parte gratuito, e in tutta onestà la parte non a pagamento corrisponde anche alla più bella, poi alla modica cifra di 3 sterline, si ha l’accesso ad un piccolo museo  in cui sono depositate diverse statue, candelabri, e dove grazie ad alcuni plastici e disegni ci si può rendere bene conto di quanto fosse grande tale costruzione. Con il prezzo del biglietto si ha anche accesso alla torre del campanile dell’adiacente chiesa di St. Rufus (sita nello stesso complesso) da dove si può godere di uno splendido panorama.

     Dall’abbazia all'omonimo castello il passo è breve.

     Il castello, mantiene il suo fascino pur essendo diroccato (come si addice ad un tipico castello scozzese) siamo rimasti notevolmente colpiti dalla prigione, che non era altro che una specie di pozzo dove venivano condotti i prigionieri  che poi rimanevano ammassati nell’enorme stanzone che si apre subito dopo.

     Anche la visita del condotto che consentì la presa del castello, è molto suggestiva, non adatta però ai claustrofobici.

     Salutando St. Andrews, la strada ci porta al castello di Edzell e al suo splendido giardino ottocentesco, dove entriamo con il biglietto cumulativo.

     Ma la giornata non è ancora finita e quindi ci dirigiamo verso il non plus ultra “Dunottar Castle”.

     Tale castello si erge a strapiombo su una rocca, su tre lati è circondato dal mare e da un fossato, solo il quarto lato è collegato alla strada per consentire l’accesso. Venne usato da Zeffirelli come set per girare il suo Amleto, ma molti secoli prima, nel 1297,  fu teatro di diversi assalti e incendi, uno dei quali provocato da William Wallace che l' assediò e l'incendiò per sconfiggere una guarnigione d'inglesi. Dire che abbiamo finito un rullino a testa per le fotografie è poco!!! L’interno è un pò rimaneggiato, ma ciò nonostante ha mantenuto il suo fascino originale, e qui per la prima volta abbiamo avuto la sensazione di essere nella “nostra” Scozia!!!

     Salutiamo a malincuore Dunottar Castle ed il suo panorama, per dirigerci nella molto meno affascinante Aberdeen, tipica città universitaria. Se nella nostra vacanza avessimo cercato delle distrazioni tipo discoteche, o locali notturni, questo sarebbe stato il luogo ideale, ma non era quello che interessava a noi quindi appena cenato ci siamo diretti nel nuovo B&B prenotato al mattino grazie alla gentilezza del precedente gestore, unica nota dolente è che tale B&B si trovava “in culo alla Scozia” (passatemi il termine); per raggiungerlo abbiamo percorso 13 miglia sotto la gnagnarella, in mezzo ad una boscaglia con strada non illuminata, che come se non bastasse passava pure vicino a un cimitero, ma.... finalmente arrivati alla frazione di Alford, dove quattro case illuminate ci infondono un pò di coraggio, facendoci capire che forse non siamo giunti a “frittole” versione Scozzese,  decidiamo di chiedere informazioni in una casa.

     Ora, immaginatevi la scena!! Voi siete comodamente seduti in casa vostra a vedere la Tv, quando all’improvviso iniziate a sentire il rumore delle marmitte di tre moto (quella di Marco anche piuttosto rumorosa), poi come se non bastasse tre alieni con caschi e tute, compaiono nel vostro giardino, ovviamente aperto abitando nella "frittole" Scozzese, e si dirigono verso di voi…sotto la pioggia. Beh questa è la scena che si è presentata alla signora cui siamo andati a chiedere delle informazioni. Vederla alzarsi di scatto e dirigersi in un'altra stanza a chiamare il marito è stato uno spasso… Non ci saremmo meravigliati se questo, fosse uscito con un fucile. Invece, dopo  aver chiarito che non venivamo da Marte ma da Aberdeen,  l’omino molto gentilmente ci ha indicato la strada per il B&B dove siamo giunti alle 11.00.

 

21 Agosto

 

 

     Ci sveglia il gallo, ma non gli diamo troppo retta, invece al mattino, con la luce del sole, ci rendiamo conto di essere capitati in un luogo veramente speciale. Il panorama che si vede dalla finestra è spettacolare e ci ripaga di quanto passato la sera prima.

     Prima tappa è l’Huntly Castle. Per raggiungerlo passiamo fra le colline e incrociamo anche diversi corsi d’acqua, in poche parole un panorama stupendo. Questa volta l’ostacolo atmosferico non è dato dalla pioggia, ma dal freddo, veramente pungente e insopportabile nonostante le imbottiture.

     Anche questo castello rientra nel biglietto dell’Historic of Scotland, è tenuto molto bene, la prigione poi ospita due manichini che simulano due carcerati; devo dire che vederseli apparire così all’improvviso, fa effetto… .

     Lasciamo il castello e nell’andare a recuperare le moto accade un disGuido, gomma bucata!!! In ogni caso, nessun problema, abbiamo con noi il Kit ripara gomme, e così il nostro Guido che durante le ferie fa sempre fare gli straordinari al suo angelo custode, allarga il foro, inserisce la striscia adesiva, la lascia asciugare e in pochi minuti il danno è riparato; così il giro prosegue verso la cattedrale di Elgin e la successiva distilleria “ Dallas Dhust Distillery” nei pressi di Forrest. Qui abbiamo visto come si produce il tipico wisky scozzese, con assaggio finale a stomaco vuoto, un bel colpo da reggere!!

     Finalmente arriviamo nelle Higlands e fermandoci sotto il cartello che indica l’ingresso nel territorio per fare le foto di rito, veniamo subito mitragliati dai temibili “Midges”, i piccoli insetti fastidiosi, di cui avevamo tanto letto sulle guide, tipici di queste parti.

     La sera a cena, Mirko decide di assaggiare il famoso “Haggis”, la pietanza tipica di queste zone, in sostanza una sorta di medaglione ripieno di frattaglie di pecora, provare per credere!!!!

     Si va a letto, stanchi ma soddisfatti, è stata una giornata molto intensa.

 

22 Agosto

 

 

     La riparazione alla gomma sembra resistere, (e sarà così per tutta la vacanza e oltre..), così la meta di oggi è il maestoso lago di Lochness, lungo oltre 37 km, e più profondo del mare del nord.

     La prima cosa che facciamo è il periplo del lago con le moto, la strada si addentra nel bosco da cui, attraverso varchi naturali ed artificiali vediamo affacciarsi il lago. Anche noi, come molti turisti del resto,  proviamo ad avvistare il mostro, ma la fortuna non ci assiste.

     Il castello di Urquhart domina il lago affacciandovisi maestosamente, è qui che incontriamo  un' orda di turisti intenti a scorgere il lago e a fare foto.

     Non sembra, ma il periplo del lago ci ha portato via la giornata, quindi ci rimane giusto il tempo di raggiungere la meta successiva che è il paesino di Embo. Lungo la strada abbiamo ancora il tempo di fare una breve sosta a Dornoch, paesino salito agli onori della cronaca rosa per la sua cattedrale che venne scelta anni prima dalla cantante Madonna per battezzare il suo secondo figlio.

     La giornata volge al termine giungendo al paesino prescelto per la notte, praticamente deserto, e allora una domanda sorge spontanea: ma la gente del luogo che fa di lavoro? Dove vanno il fine settimana? E dov'è il centro commerciale con l'ipermercato per fare la spesa? Il MIC crede che siano ancora tra i pochi fortunati che lavorano le campagne, la sera bevono una birra in compagnia con gli amici e comprano quel poco che non coltivano nella bottega di paese, è un ottimo rifugio dove rintanarsi per sfuggire allo stress del traffico e della vita di città.

     La cenetta avviene in uno dei 2 pub della zona, ed è una fra le migliori della vacanza.

     Si va a letto presto, oltretutto  domani mattina stando a quanto ci ha detto Mrs Doubtfire del B&B (il nome è inventato, ma le gentili signore anglosassoni un po’ cicciotelle e con il viso rubicondo è carino soprannominarle così) potremmo scorgere delle foche lungo la costa facendo una piccolissima deviazione. Per noi che non le abbiamo mai viste in libertà, è una tappa imperdibile!!

 

23 Agosto

 

 

 

     Durante la colazione ci facciamo spiegare bene la strada  per raggiungere il rifugio delle foche.

     Il tragitto è breve e infatti dopo pochi km le vediamo lì beate, distese sulla sabbia di una secca a circa 100 mt. da noi. Sarà una delle emozioni più forti e coinvolgenti della vacanza. Salutate le nostre nuove amiche, riprendiamo il cammino verso nord, JOHN O’ GROATS è la meta del giorno, il punto (fasullo) più a nord della Scozia.

     La strada si inerpica per pendii e vallate regalandoci oltre a panorami mozzafiato, anche l'incontro con le tipiche mucche scozzesi a pelo lungo, ricoperte di riccioli sulla testa, per proteggersi dal freddo e dal vento di queste parti.

     Lungo il tragitto troviamo anche il tempo di fare una sosta, non preventivata, presso un centro di noleggio QUAD, dove per poche sterline ci divertiamo come pazzi lungo un itinerario sterrato.

     Raggiunto John o’ Groats, ci dirigiamo poco lontano,  a Duncansby Head da cui possiamo ammirare un panorama magnifico con scogliere alte 60 metri, unico inconveniente sono le “cacche” di pecora, disseminate lungo tutta la passeggiata visto che qui le lasciano pascolare allo stato brado.

     La serata si conclude in quel di THURSO dove abbiamo prenotato l'hotel.

 

24 Agosto

 

 

     Oggi il programma prevede le isole Orcadi, quindi imbarchiamo le moto o dopo circa mezz'ora di traghetto arriviamo a destinazione.

     La prima visita la dedichiamo alla famosa “Tomb Of  Eagles” la tomba delle aquile, segnata su diverse guide. Beh, se mai capitaste da queste parti, sappiate che è “una sola incredibile”!! La storia è semplice, un contadino proprietario di svariati terreni, scavando una buca, ha rinvenuto quattro pentole, e tre teschi preistorici (per la verità i teschi dovevano essere oltre 300, ma noi ne abbiamo visti meno di 10) appartenenti al periodo neolitico. Il nome “tomba delle Aquile” venne dato perché i cadaveri dei defunti venivano esposti in questi luoghi per essere scarnificati dalle aquile prima della sepoltura. La famiglia proprietaria dei terreni, ebbe la concessione dal governo per poter fare un piccolo museo, facendo pagare un biglietto abbastanza salato per poterlo visitare, quando il sito archeologico esterno, abbiamo scoperto, essere comunque gratuito.

     Oltre a questa tomba, ci sono diversi altri siti appartenenti al periodo neolitico, che vale la pena di visitare.

     Le Orcadi, sono inoltre state prigione per diversi soldati italiani, durante l'ultima guerra, da qui la nostra visita all'Italian Chapel, un hangar dato dagli inglesi ai prigionieri italiani per poter pregare e celebrare la messa, e trasformato in una splendida cappella dai nostri reclusi, semplicemente con legno e  ferro battuto.

     L’ultimo sito visitato, che ci sentiamo di consigliare, è “Skara-brae”, dov'è stato rinvenuto in ottimo stato un villaggio neolitico completo di case, giacigli, focolari etc..

     Ma la giornata volge al termine, e dobbiamo tornare all’imbarco del traghetto per poter prendere l’ultimo della giornata che è alle 19,30. Ci mettiamo in fila per imbarcarci e ora arriva la sorpresa….

     Il ritorno del traghetto delle 19,30 andava prenotato, in quanto poteva trasportare solo 12 persone con le relative vetture per motivi di sicurezza, anche se in realtà ne trasportava oltre 300. Ci siamo sentiti un po’ persi, avevamo tutto il bagaglio in albergo a Thurso e non sapevamo dove andare a dormire. Decidiamo comunque di aspettare il comandante e chiedergli un “piccolo” strappo alla regola. Nulla da fare, più che inglese questo sembrava tedesco… non ci ha fatto salire a bordo. Prenotiamo comunque il rientro per il giorno dopo e ci mettiamo alla ricerca di un alloggio per la notte.

     Non per essere blasfemo, ma ci siamo sentiti un pò come San Giuseppe e la Madonna quando cercavano un riparo e non trovarono nulla di meglio di una stalla. Beh, a noi stava andando più o meno nello stesso modo. Tutti i B&B erano occupati. A forza di girare una signora, che gestiva un hotel, pur avendo tutte le camere prenotate, ci ha sistemato in due camere/soffitta in cui aveva depositato alcuni letti. La cifra irrisoria, 10 sterline a testa, incluso un bagno “privato”. Rilassati per lo scampato pericolo, siamo scesi sotto nel pub dell’albergo a berci una birra.

     Intanto il tempo fuori è pessimo e tutti siamo felici di non dover passare la notte all’agghiaccio. Andiamo a dormire e qui c’è l’ultima sorpresa.....

 

25 Agosto

 

 

 

     La mattina all'alba la proprietaria dell’albergo ci bussa svegliandoci per dirci che non ci sarebbe stato nessun traghetto in partenza dal porto locale, a causa di un guasto. L’unica possibilità per fuggire da queste isole che sembrava non ci volessero più lasciare andare, era quella di imbarcarci in un paese che si trovava esattamente sulla punta opposta dell’isola. E così di corsa abbiamo fatto. Riusciamo finalmente a tornare in albergo a Thurso, dove abbiamo giusto il tempo di preparare i bagagli e rimetterci in viaggio, non prima però di aver fatto una bella doccia calda ed essere stati rifocillati degnamente dalla direzione dell’hotel che, conosciuta la nostra disavventura della sera prima, si è mossa a compassione.

     Purtroppo l’inconveniente ci ha fatto accumulare un po’ di ritardo, ci rimettiamo in cammino alle 13, ciò nonostante non rinunciamo alla tappa "Dunnet Head" il punto più a nord della Gran Bretagna. La sosta dura il tempo necessario per le foto di rito, dopodiché ripartiamo di gran carriera per raggiungere il B&B successivo situato nel paesino di Laid.

     Per arrivarci percorriamo la statale “A838”, perché la segnalo? Semplicemente perché forse questa è la strada più bella percorsa fino a questo momento. Passa esattamente per la Scozia che abbiamo sempre immaginato di vedere, panorami da favola, stradina stretta “monocorsia” con i mitici “passing place” (delle rientranze per permettere la sosta temporanea di una vettura mentre quella che si incrocia passa) ai cui lati si alternano romanticamente pecore, laghetti, pecore, panorami, laghetti, pecore, colline etc…

     Questa strada ci fa impazzire, è fantastica!.

     Verso le 18 siamo a Laid  un ridente paesino composto da 4 (nel vero senso della parola) case. Abbiamo prenotato da “er solitario”, un omone grande e grosso che ha una casa che si affaccia sul “loch Eriboll” e che per vivere, oltre ad affittare camere ai pochi turisti che arrivano quassù, coltiva cozze ed ostriche sul loch. Una particolarità che non dimenticheremo mai di questo posto è che l'omone a colazione ci ha servito salsiccia e fagioli!!

     La serata si conclude nel pub del paese dove abbiamo mangiato ottimamente e poi sfidato a freccette una coppia di ragazzi spagnoli che stavano attraversando a piedi la Scozia.

 

26 Agosto

 

 

     La meta di oggi è “Cape Wrath”. Questo capo è una zona militare, raggiungibile solamente tramite un battello che ti fa attraversare un fiume e un pulmino che porta per una stradina stretta e sterrata per svariati km fino al faro. Il costo della gita è di 10 sterline, francamente ben spese.

     Lungo il tragitto, la natura fa da padrona, vediamo diversi cervi e cerbiatti, oltre al secondo incontro con le foche che si trastullano e giocano nelle scogliere sottostanti. Complimenti a Valentina che ha “imposto” questa tappa,  una puntatina da queste parti va certamente programmata, fidatevi!!

     Il pomeriggio è tappa di trasferimento verso Ullapool, dove dormiremo. A dire la verità la strada che percorriamo sarebbe sublime, anche qui con panorami adorabili, ma il vento e la pioggia (ma non siamo in agosto?!) ci impediscono di goderne a pieno, quindi raggiungiamo la “base” alle 16 in punto, doccia calda per riprenderci e via in strada a fare qualche acquisto.

 

27 Agosto

 

 

 

     Oggi dobbiamo andare sull’isola di Skye. Secondo i piani avremmo dovuto percorrere la panoramica “A 832” ma il tempo non essendo dei migliori, ci ha spinto a percorrere la più veloce “A 835” che porta ad  Inverness, riprenderemo la A 832 in prossimità di “Garve” per raggiungere il famosissimo “Eilean Donan Castle”.

     Il vento è tremendo, siamo costretti a guidare tenendo la moto piegata verso l’interno della corsia per evitare di venire spostati nell'altra. Infreddoliti e bagnati fradici decidiamo di fare una sosta nel primo pub che incrociamo nel paesino di “Strathcarron”. Appena entriamo, il calore sprigionato dal caminetto acceso, (si avete letto bene, “caminetto acceso”) è una manna e ci catapultiamo sotto lo sguardo divertito dei pochi clienti verso la fiamma per riscaldarci un po’.

     A malincuore lasciamo il caminetto ma l’Eilean Donan Castle, il castello di Higlander, ci aspetta.

     Vederlo apparire con il suo profilo all’orizzonte, da dietro una curva è fantastico. Subito nella mia mente inizia a riecheggiare “who wants to live for ever” dei Queen, mitica sigla che accompagnava la scena principale del film Higlander quando Cristopher Lambert lascia proprio questo castello per andare a combattere la battaglia che gli rivelerà la sua immortalità. Da fuori è meraviglioso, costruito su un istmo che penetra nel lago, collegato alla terra ferma tramite un ponte. All’interno tutto il suo fascino scompare. Il castello infatti risale al 1200, ma è stato distrutto e ristrutturato agli inizi del 1900, quindi se avete poco tempo (ma anche se ne avete molto a disposizione) e non siete dei patiti dell’arredamento del novecento risparmiatevi i soldi del biglietto!

     Terminiamo la visita e ci rimettiamo in marcia verso l’Isola di Skye, seguendo le indicazioni dello Skye Bridge, un ponte con una campata molto alta, che collega l’isola alla terra ferma. Il prezzo del biglietto è di 2,90 sterline a moto.

     Bradford è la tappa conclusiva della giornata dove abbiamo il nostro B&B.

     Cena e poi la serata prosegue in un piccolo pub locale dove c’è una festa con un dj, noi indifferenti facciamo il gioco dei mimi, e mitica rimarrà l’interpretazione di Marco per i “soliti sospetti”… indescrivibile! Fatto sta che nonostante fosse completamente assurda siamo riusciti ad indovinare il titolo del film contro ogni aspettativa.

     Uscendo dal locale, notiamo un cielo inaspettatamente pieno di stelle, sembra un buon presagio per domani quando faremo il tour dell’isola!!

 

28 Agosto

 

 

     Purtroppo, nonostante i presupposti della sera prima, il cielo è carico di nuvole, che rendono il panorama di questa bella strada costiera quasi invisibile.

     La prima tappa è al “Mc Donald Castle”, che ovviamente non è un fast food, ma un castello ormai diroccato ricco di fascino, poi proseguiamo in direzione del castello di Dunvegan dove però decidiamo di non entrare  perchè per 6,50 di sterline a giudicare dalle fotografie esposte nella biglietteria ci sembrava che non valesse la pena. Ciò nonostante Valentina e Cinzia “Th” decidono di visitarne i giardini (4 sterline l’ingresso) , che sembra siano molto belli.

     Ripartiamo nel primo pomeriggio e qui accade l'ennesimo disGuido… uno strano rumore accompagna ogni frenata di Guido appunto e subito ci rendiamo conto che ha finito completamente il lato interno della pasticca dei freni della ruota anteriore. Intanto mentre Guido maledice il suo (ex) meccanico che gli aveva controllato la moto prima di partire, pasticche comprese, assicurandogli che poteva farci ancora altri 7-8000 km, noi consultiamo il libretto yamaha per vedere dove si trova il primo centro assistenza ufficiale più vicino, (che era a Glasgow).

     Ma anche stavolta, l'angelo custode interviene e una pattuglia della polizia che si trovava a passare da quelle parti ci indica un rivenditore di accessori per moto poco più avanti. Ci dirigiamo verso il negozio e becchiamo il proprietario in macchina che aveva appena chiuso e stava per andarsene. Carinamente, ci aiuta, controlla il freno, poi ci dice di non avere le pasticche, ma improvvisamente aggiunge “probably is your lucky day” e va nel retro del negozio. In men che non si dica torna con le pasticche che non sono originali, ma  in quella situazione non ce ne poteva importare di meno. Con 30 sterline, manodopera e pasticche, salva il disco e la vacanza.

     Lasciamo definitivamente l’isola di Skye, e giungiamo ad Invergarry dove da lì a pochi Km abbiamo il B&B per la notte.

     Anche questa volta la serata si conclude nel solito pub, dove esageriamo mangiando di tutto dall’antipasto al dessert, e Guido e Valentina si concedono "un'ottima" torta  alla crema.

 

29 Agosto

 

 

     Si una torta alla crema che “rivedremo” più volte nell’arco della giornata, e che ha provocato mal di stomaco e forti dissenterie a Guido e Valentina. Valentina in particolare sta malissimo. Come se non bastasse piove di brutto.

     Decidiamo comunque di metterci in viaggio per andare a Stirling. Lungo il cammino si scatena la “tempesta perfetta”, pensate che le macchine si fermavano perché non si vedeva ad un palmo dal naso. Noi invece proseguiamo imperterriti, sino a quando “semi assiderati” decidiamo di fare una “sosta tecnica” in un pub. Thè caldo e “soup of the day” per tutti tranne che per Vale che sta ancora male.

     Purtroppo la pioggia ha rovinato una giornata che sulla carta doveva essere “esagerata”, avremmo dovuto vedere il “Ben Nevis” (la cima più alta della Gran Bretagna), e diversi torrenti e cascate che disegnavano il paesaggio solcando le colline e le varie montagne.

    Dopo la pausa al pub decidiamo di dividerci, Guido e Vale, che sta sempre peggio, decidono di andare direttamente a Stirling e saltare il resto del tour giornaliero, gli altri faranno almeno una sosta alla tomba di Rob Roy, patriota scozzese.

     Ovviamente lungo la strada, Guido che correva oltre il limite di velocità per sbrigarsi a portare la Vale in albergo, viene fermato da una pattuglia della polizia stradale che lo ha “pizzicato” con il laser. Scende e  cerca di spiegare la situazione, non sappiamo se si sono mossi a compassione o se hanno realmente visto il viso cadaverico della Vale sotto il casco, ma quando Guido ormai persa ogni speranza di farsi capire, aveva tirato fuori il portafoglio per pagare la multa, il poliziotto gli dice di andarsene e di guidare piano.

     L’ennesimo intervento dell'angelo custode.

     Arrivati a Stirling, anche Guido accusa mal di pancia e mentre va in bagno con la mente manda a quel paese il tortino alla crema della sera prima.

 

30 Agosto

 

 

     Il giorno dopo tutto ok! Il riso in bianco e le pasticche di Cinzia TH hanno posto un freno (o per meglio dire “un tappo”) al problema del giorno prima, e siamo pronti per il castello di Stirling. Proprio qui, ai tempi di William Wallace avvenne una delle battaglie più cruente per l’indipendenza della Scozia, quella di Stirling Bridge.

     Entriamo nel castello, e anche questo che dall’esterno sembrava imperdibile in fondo non è così interessante, e ringraziamo di non aver speso le 8,50 sterline a testa del biglietto, in quanto l’ingresso era incluso nell’Historic of Scotland. All’interno non c’è nulla ad eccezione del museo del corpo di guardia degli Highlanders Scozzesi.

     Foto di rito e poi via per raggiungere la seconda meta, il monumento a William Wallace. Questa torre fu eretta nel 1920 e domina con la sua altezza tutta la città di Stirling, ma il costo del biglietto, abbinato ai 246 gradini da scalare ci fa rinunciare alla visita dell’ennesimo panorama.

     Decidiamo quindi di proseguire verso la cattedrale di DUMBLANE, molto bella, volte, soffitti altissimi, merli, la fanno da padroni, e tutto l’ambiente è pervaso da un atmosfera di “antico” che a noi piace tanto.

     La meta seguente è al castello di DOUNE. Anche qui entriamo con il ticket cumulativo dell’HISTORIC of Scotland.

     Lasciato il Castello verso le 16,00 raggiungiamo il nostro ultimo B&B a Galashiels nei pressi di Edimburgo.

 

31 Agosto

 

 

     L'ultimo giorno in Scozia è iniziato, domani pomeriggio ci aspetta il traghetto.

     Non abbiamo una meta precisa, decidiamo quindi di visitare le abbazie della zona. Siamo nella regione dei Borders, molto simile all’Irlanda a livello di paesaggi.

     La prima abbazia è quella di Melmose, dove è conservato il cuore di Robert the Bruce, venne distrutta nel 1300 dalle truppe di Edoardo I° che vi si ritirarono in seguito alla sconfitta di Bannockburn, fu proprio Robert The Bruce a ricostruirla anni dopo.

     L’abbazia successiva è quella di Driburg, bella e ricca di fascino anch’essa, ma il massimo lo abbiamo raggiunto con quella di Jedbourg, all'ingresso della quale vengono messi a disposizione su dei guardaroba degli abiti medievali per i turisti coraggiosi che intendono rivivere nel vero senso della parola l'ambiente circostante. Secondo voi noi siamo sufficientemente coraggiosi?

     Certo che sì, e ci mascheriamo da “medievali” iniziando a gironzolare tra i ruderi, sotto lo sguardo attonito degli altri turisti, nei nostri nuovi abiti. Le ragazze erano divenute delle dame, Guido e Mirko due contadini, e Marco un monaco.

     Fatte le foto e le riprese di circostanza, ce ne andiamo, e visto che l'Inghilterra non è poi così lontana, decidiamo di fare un salto al cartello di confine, giusto per aggiungere un'altra “tacca” simbolica sui nostri serbatoi.

     Ultime due tappe sono l’abbazia di Kelso, che è completamente diroccata, ma quei pochi resti lasciano intendere l’imponenza che doveva avere in passato questa chiesa, e la SMILEHOLM TOWER”.

1 Settembre

     Oggi pomeriggio abbiamo il traghetto per il ritorno, in ogni caso la giornata è ancora lunga e ne approfittiamo per visitare il castello di CRICHTON non considerato nel tour, ma che alla fine si è rivelato una gradevolissima sorpresa. Una nota particolare va fatta alle incisioni/graffiti fatte dai vari visitatori nel corso degli anni, una addirittura risalente al 1795, fa un certo effetto pensare che proprio in quel luogo 200 anni fa c’è stato qualcuno che ha sentito il bisogno di scrivere il nome della persona che amava o di lasciare un segno del suo passaggio, ancora oggi visibile!

     La visita  finale è stata riservata alla meta che nel corso degli ultimi anni è diventata molto famosa, in particolare per “il codice da vinci”, la “Roslyn Chapel”. Non basterebbe un mese per analizzare tutti i simbolismi e gli enigmi templari presenti all’interno della chiesa. Questa venne costruita da William St. Claire, cavaliere templare del 1300. Qualcuno crede che al suo interno, nella “colonna dell’apprendista” sia celato qualcosa di magico e unico, come il Sacro Graal, leggenda o meno resta il fatto che questo luogo è attorniato da un inconsueto alone di mistero.

     Ore 15,00, con l’umore a pezzi, raggiungiamo l’imbarco e ci mettiamo in fila per salire sul traghetto.

     Il capitano fa mollare le cime, il traghetto si muove e la Scozia così come è arrivata, si allontana all’orizzonte.

     Il momento del distacco è molto triste, pensiamo con malinconia ai bellissimi momenti trascorsi in questi giorni e all’anno di lavoro che ci separerà dalla prossima vacanza.

 

Rientro 3 e 4 Settembre

 

 

     Sbarchiamo nuovamente a Zeebrugge, ci dirigiamo verso Liegi dove dormiamo. Liegi è una città industriale lontana mille miglia da quella che era stata la nostra vacanza sino a quel momento.

     Da Liegi ce ne andiamo in Germania a Dusseldorf dove carichiamo le moto sul treno che ci porterà a Verona. Da prendere in considerazione questi trasferimenti in treno, perchè viaggiando di notte si ha un notevole risparmio di tempo e km.

     Giungiamo a Verona, alle otto del 4 Settembre, il treno è stato puntualissimo, in pochi minuti scarichiamo le moto e ci dirigiamo verso casa.

     I saluti di rito sono i più duri da digerire, dopo 20 giorni passati fianco a fianco.

 

Nota di carattere generale: lungo la strada del ritorno Guido "Mastrotitta" ha chiesto la mano a Valentina… romantico no?