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L’INIZIO:
"Le
vacanze estive ci piacerebbe farle in Francia, più precisamente nella
zona della Loira con i suoi castelli.
Cerco compagni di viaggio, perchè è la prima vacanza in moto e sarebbe
bello avere compagnia.
Chi è già stato in zona, mi può dire com'è di solito il tempo?
So che la domanda è difficile perchè ultimamente non si possono fare
previsioni meteorologiche molto attendibili.
Il sogno sarebbe Scozia o Irlanda, ma in 15 giorni non sono troppo
lontane?"
INTRODUZIONE
Tutto ha inizio
con un messaggio (vedi sopra) a Marzo del 2003 di Legolas & Lamù (Mirko
e Cinzia) di Tavarnuzze (FI) su due siti del “settore”: TDM Italia.net e
Mototuristi.org. per cercare compagni di viaggio per una possibile
vacanza in Francia nel mese di Agosto.
Molte coppie tra cui Merlino & Magò (Guido
“Mastrotitta” e Valentina) di Roma e Titty e Haran Benjo (Laura e Mirko)
di Castellina, rispondevano al messaggio, cominciando una fitta
corrispondenza con Legolas.
Che ci fosse “qualcosa” di speciale (almeno
secondo Merlino) che andava oltre la casualità, si era capito subito,
infatti tra i componenti c’erano già molte affinità. Tre coppie
coetanee, due di queste addirittura conterranee, separate solo da
quattro colli e pochi Km; tutte e tre alla prima esperienza
mototuristica seria, ma soprattutto…tutte e tre con moto TDM.
Il primo incontro è avvenuto a Roma, a giugno, ed è
servito per rompere il ghiaccio, per prendere confidenza gli uni con gli
altri e per sancire ufficialmente la nascita del M.I.C. (Motociclisti
Incontrati per Caso).
Il secondo incontro è avvenuto a Castellina a fine
giugno ed è servito per consolidare ulteriormente le prime impressioni
positive, ma specialmente per organizzare nel dettaglio il viaggio.
La domenica sera dopo aver steso le cartine (stradali
eh!!) sui tavoli, il M.I.C. prepara il piano di battaglia. Tre ore dopo
tutto era pronto e definito nei particolari: avremmo scavalcato il
Moncenisio e poi…6000 km davanti a noi !!
1 Agosto
Partenza rimandata per un disGUIDO tecnico: Guido per l’appunto arrivato
in quel di Castellina l’1/08/03, ha perso il portafoglio al cui interno
c’erano patente, soldi, carte di credito, praticamente tutto. Il
borsello era stato perso in una pizzeria nella quale Merlino, Magò,
Titty e Haran Benjo avevano comprato la cena. Non restava che tornare a
vedere se l’avevano trovato e il gioco era fatto. Il portafoglio era
stato effettivamente trovato, ma il locale non avrebbe riaperto sino
alle 16.30 del giorno dopo, quindi c’era la prospettiva di perdere un
giorno di ferie. La sfortuna oltretutto continuava a darci dentro,
infatti la pizzeria aveva anche cambiato gestione e i nuovi proprietari
non erano conosciuti da nessuno. In una maniera che definire
rocambolesca è riduttivo, viene trovata l’unica persona, ancora in giro
a mezzanotte per Castellina in Chianti, che conosceva i nuovi gestori.
Dopo averli svegliati all’una, Merlino usa tutto il suo repertorio di
scuse per convincerli a partire nel cuore della notte da Siena, aprire
la pizzeria e rendergli il prezioso oggetto.
Riusciranno i nostri eroi ad iniziare la fantastica
avventura?????
La vicenda è complessa e ha dell’incredibile (qualcuno
protegge il nostro Merlino e questa mano invisibile come vedremo poi, lo
accompagnerà per tutto il viaggio) ma sono le due di notte ed il
portafoglio è ritornato in mano al proprietario quindi……..SI
PARTE!!!!!!!
2 Agosto

La giornata inizia nel migliore dei modi, infatti la sveglia ci trova
praticamente già “operativi”, visto che per l'eccitazione non abbiamo
chiuso occhio!!!
Fatta una buona colazione, e indossate le tenute da
viaggio, non resta altro che mettere in moto le “bambine” e via!!!!
L’aria “frizzantina” sulla pelle è molto piacevole, il
panorama intorno a Castellina è meraviglioso, e per i “lupi ” di città
come Merlino, poter iniziare a lasciar andare i cavalli su questi sali
scendi è magnifico.
Ore 8,00 il gruppo è al completo, finalmente a
Tavarnuzze all’imbocco dell’autostrada il M.I.C. si completa con Legolas
e Cinzia. Anche loro sono lì da un po’ e per non perdere altro tempo
vengono rimandati i saluti al primo autogrill, dopo qualche km.
Le moto e il loro equipaggio “galoppano” sulla Firenze
Mare in direzione di Genova, il traffico è assente, e (cosa ancor più
importante) anche il caldo non è asfissiante.
Nei pressi di Genova una volante della Polizia stradale
si insinua tra di noi e lampeggia al primo della fila, cioè Legolas,
facendoci capire di fermarsi alla prima area di sosta e qui scopriamo il
motivo di questa improvvisa visita di “AMICI”.
Secondo disGUIDO: Guido per l’appunto, orgogliosissimo
della sua targa sporca ed illeggibile , è stato beccato e sotto lo
sguardo divertito di Legolas, Lamù, Titty e Haran Benjo (ed il
poliziotto), si arma di spugna, detersivo e olio di gomito e lava ben
bene la targa della sua moto.
La tappa di oggi è “solo” di trasferimento, la meta è
Lione, circa 600 km dalla partenza, dove abbiamo prenotato un Ibis per
la notte. La scelta è di non fare il traforo del Frejus per motivi
economico-salutisti, bensì di cavalcare il valico del Moncenisio… così
tanto per non perdere l’abitudine e per arrotondare le gomme,
spiattellate da 400 km di autostrada.
Attraversato il confine, decidiamo sempre di percorrere
una statale che costeggia l'autostrada fino a Lione.
La scelta si rivelerà poco azzeccata perché, anche se i
paesaggi che ci circondano sono splendidi, non avevamo tenuto conto
della stanchezza, del caldo e della voglia di farci una doccia, infatti
l’aria frizzantina della mattina, ci aveva già abbandonato dopo un paio
d’ore, lasciando posto ad un caldo torrido ed insopportabile
(probabilmente la nota stonata della vacanza).
Dopo Chambery, decidiamo così di rinunciare all’idea di
raggiungere Lione via statale, e imbocchiamo l’autostrada. Se le strade
francesi sono magnifiche, le autostrade non sono certo da meno…
Dopo aver superato un paio di postazioni mobili di
autovelox (in Francia dovete stare attenti sotto ai ponti e alle
macchine “civetta” camuffate da automobilisti in “panne” parcheggiate
lungo la corsia d’emergenza), raggiungiamo Lione verso sera.
Grazie a Valentina, che alla fine della vacanza
riceverà il premio “motoguida” dell’anno, rintracciamo il famoso Ibis
che avevamo prenotato dall’Italia tramite internet.
Legate le moto l’una all’altra (oltre che a dei robusti
pali!!!), docciati e rinfrescati, siamo andati in cerca di un ristorante
per cenare…a piedi ovviamente, sia perché il nostro fondoschiena aveva
ormai la forma della sella, sia perché per riaprire tutti i lucchetti ci
sarebbe voluto almeno un quarto d’ora.
L’appalto lo vincerà una pizzeria “Pizza Latina” una
pizza divina, cotta a legna, migliore di molte mangiate in tanti
ristoranti italiani.
La serata si conclude così, dopo aver gustato un ottima
cena e dopo aver deciso l’orario di partenza per il giorno dopo, con il
M.I.C. letteralmente a pezzi.
3 Agosto
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Facciamo un abbondante colazione all’Ibis durante la quale conosciamo un
italiano, che oltre a parlare, parlare, parlare…ci dà qualche
informazione utile: la benzina ai supermercati costa meno, ma dobbiamo
fare attenzione a non rimanere senza, perché i distributori automatici
francesi non accettano carte di credito italiane!!!!!!!(mah)
Iniziamo la nostra seconda tappa di
trasferimento…direzione Bourges.
Il traffico per uscire da Lione è notevole, ma le
macchine si aprono davanti a noi, al nostro passaggio, come il mar rosso
a Mosè, tutto il contrario di quello che succede da noi in Italia, si
può dire qualsiasi cosa dei francesi, ma a noi sembrano molto più
rispettosi degli italiani.
Usciti da Lione la situazione si capovolge, lungo la
strada le macchine si contano sulla punta delle dita e gli interminabili
rettilinei che caratterizzano questa zona della Francia con panorami
mozzafiato, distese di campi di girasole e campi di grano, ti spingono
ad accelerare, ma a farti rallentare e riflettere ci pensano poi delle
strane sagome nere lungo il ciglio della strada indicanti i “caduti” per
incidenti stradali.
Arriviamo a Bourges intorno alle 15.30 anche qui la
scelta per dormire è caduta su un albergo della catena Ibis e dopo aver
scaricato i bagagli decidiamo di andare a visitare il paese.
Guidare le moto senza il tris montato dà la sensazione
di essere su una bicicletta. Ci dirigiamo verso il centro della città
che dista pochissimo, un paio di km.
La prima cosa che ci colpisce di Bourges è il silenzio
che regna sovrano e le poche persone in giro; la seconda è la fantastica
cattedrale gotica, imponente, che sovrasta tutto il paese ed è visibile
quasi da ogni punto. E’ veramente maestosa, sembra quasi fuori posto in
mezzo a quei tetti moderni. L’atmosfera all’interno è magica, la musica
in sottofondo, le luci, il silenzio ed il rispetto dei visitatori ti
riportano indietro nel tempo, ai secoli bui del Medioevo. Vale
sicuramente una visita.
Dopo aver ammirato la cattedrale, seguendo la nostra
preparatissima guida Legolas, responsabile della zona LOIRA, ci
dedichiamo alla visita della cittadina scoprendone scorci bellissimi.
Mentre facciamo finta di ascoltare quanto racconta, la
nostra guida decide di integrare la storia e la cultura con del sano
esercizio fisico, così che con un bellissimo volo d’angelo, quasi lascia
una decina di denti stampati su un bel gradino di granito…meno male che
la città è vuota e nessuno ha visto…VERO???
Nel gironzolare scopriamo il perché di tanta
desolazione intorno a noi: nel bel mezzo del parco pubblico una
simpatica orchestrina tipo Casadei, intrattiene moltissima gente che
balla e si diverte.
La stanchezza del viaggio è ancora “forte” e non
abbiamo del tutto smaltito gli oltre 1000 km di trasferimento da
Firenze, quindi dopo un pasto non tanto frugale in un ristorantino del
centro, torniamo in albergo a riposar le membra stanche…
4 Agosto
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La partenza avviene con tutta calma. Ovviamente dopo
esserci rifocillati per bene e aver “speso”tutti i 12 euro a coppia per
la colazione, approfittando dell’abbondanza del menù per ricavarne un
decente pranzo al sacco.
Raggiungiamo l'hotel di BLOIS, ETAP questa volta
decisamente più abbordabile nel prezzo rispetto all'IBIS, e posiamo i
bagagli per partire alla scoperta dei castelli.
La nostra meta è quello che tutte le guide consultate,
garantivano essere tra i castelli più belli della Loira, quello di
Chambord.
Blois si trova in piena valle della Loira, ed occupa
una posizione strategica per muoversi e visitare Chambord, Chenouncheaux,
Amboise ed altre belle località.
Il caldo è massacrante, un termometro di una farmacia,
segna 44°.
Arrivati nel parcheggio del Castlello di Chambord
cerchiamo un posto all’ombra per le moto, ma l’impresa si rivela
impossibile. Rassegnati, le mettiamo al sole, ma per fortuna in
lontananza appare come un miraggio una fontana di acqua potabile sotto
la quale “ ci tuffiamo con tutti i vestiti”.
La particolarità di questi castelli è, a nostro avviso,
quella di essere bellissimi, fantastici, eccezionali… ma solo da fuori.
L’interno spesso non è all’altezza delle attese e del costo del
biglietto.
Chambord, è molto grande, e la perla del castello è la
famosa doppia scala “elicoidale” sita nel centro della sala principale.
Tolta questa scala, le camere sono molto spoglie, alle pareti ci sono
esclusivamente quadri (quando ci sono!!) raffiguranti scene di caccia e
simili.
Da ricordare lo spettacolo della “caccia alla volpe”
che viene ripetuto tutti i pomeriggi (a pagamento) con figuranti e
animali addestrati.
La seconda meta è il Castello di Amboise. Nel
parcheggio ci facciamo un’altra doccia completa ma il refrigerio dura
poco, dopo qualche km siamo asciutti come la sabbia nel deserto.
La strada per raggiungere Amboise, è fantastica,
costeggia la Loira e in alcuni tratti offre degli scorci bellissimi.
Da ricordare le “Caves”, che sono dei grottini (molto
simili alle fraschette frascatane di Roma) siti lungo la Loira dove si
può degustare qualche leccornia del posto, accompagnata dal vino locale.
Amboise è una bomboniera, un paesino molto carino,
sovrastato dall’omonimo castello presunta dimora delle spoglie mortali
di Leonardo da Vinci (fra l’altro autore oltre che delle tecniche
difensive del castello, anche della bella scala a doppia elica di cui
prima..), ma anche sede di una delle migliori cioccolaterie della zona,
dove Merlino non ha potuto non assaggiare una tavoletta di cioccolato al
latte ….in pieno 4 agosto, con più di 40° all'ombra!!! Ovviamente per
gli altri granite a volontà.
Lasciato Amboise, la meta finale della giornata è il
castello di Chenonceaux, che stando alla guida, è eccezionale
esternamente, quindi ci proponiamo di vederlo solo da fuori, fare un po’
di foto e via verso Blois. Nonostante la corsa, arriviamo alle 18,55
ovvero 5 minuti prima dell'ora di chiusura, le 19,00. Per la fiscalità
dei francesi non ci fanno entrare nemmeno nel parco del castello.
Chiediamo uno strappo alla regola, anche solo per uno di noi, giusto per
fare un paio di foto nel giardino, ma nulla da fare, i custodi,
inflessibili, ci chiudono le porte del parco in faccia lasciandoci a
bocca asciutta.
Rientriamo gustandoci il sole che si sta abbassando
lungo la Loira fino allo spuntare di Blois al tramonto, con tutte le sue
casette dai tetti d’ardesia, una meraviglia.
Per la cena abbiamo optato per un ristorante della
catena BUFFALO GRILL, dove cucinano della carne niente male. Dopo cena
invece ci dirigiamo verso i vicoletti di Blois che sono molto
caratteristici e “intimi”.
Anche qui troviamo “l’intera” popolazione raccolta in
una piazza nella quale si affacciano due o tre locali, intenta a bere e
divertirsi per riprendersi dalla calura diurna.
5 Agosto
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La giornata inizia presto, l’incredibile caldo sofferto
il giorno prima ci ha convinto a partire con il fresco della mattina,
così fino alle 11,00 abbiamo avuto un po’ di “tregua”.
Le mete della giornata sono gli splendidi giardini del
castello di Villandry.
Disegni tematici si alternano a labirinti di siepi e a
coltivazioni di verdure e alberi da frutto. Anche qui non mancano
fontane con giochi d’acqua assolutamente originali. L’ormai classico
rito della doccia alle fontane si ripete anche qui.
Lasciato questo castello, ci dirigiamo verso quello di
Azay le Ridau, anch’esso molto suggestivo con le sue torri e le sue
guglie. Intorno al castello si snoda il classico fossato creato da un
fiume che attraversa il bellissimo parco. Di questo castello, visto solo
da fuori, ricorderemo comunque l’incontro di Magò con una sua collega di
Roma, il coltellino svizzero di Merlino finito per errore nella busta
dei rifiuti e la corsa al bagno di Haran Benjo dopo giorni di
“astinenza”!
Visita successiva, Chateau d’Usse visto da lontano
perché l’ingresso di 9,80 euro a testa ci sembrava eccessivo. Dicono che
questo castello, tra l’altro molto bello nell’architettura, abbia
ispirato Perrault per la fiaba della Bella addormentata nel bosco.
Dopo una mezz’oretta di riposo il M.I.C. si dirige
verso Chinon, dove per 4,00 euro a testa ci siamo fatti dei bellissimi
gavettoni alla solita e immancabile fontanina, includendo anche qualche
malcapitato.
Ma ora ci aspetta Anger per la notte. Gli ultimi 30 km,
che ci separano dalla nota località dove viene prodotto il Cointreau,
decidiamo di percorrerli in autostrada. Il caldo è allucinante,
insopportabile nonostante siano ormai le 18,00; le gomme hanno dovuto
sopportare una prova durissima, ma alla fine il M.I.C. raggiunge l’Hotel
ETAP.
Qui ci attende una bella sorpresa, dopo una giornata a
43°, le stanze sono roventi e l’aria al loro interno irrespirabile. La
stessa signora della reception ci conferma che non aveva mai visto una
giornata così calda da quelle parti.
Per la cena abbiamo ricercato più che un locale
caratteristico, un locale climatizzato dove poter sorseggiare una birra
o una coca (nel caso di Merlino) senza grondare di sudore.
Comunque anche la giornata più dura volge al termine e
d’ora in poi ogni km percorso ci porterà verso il fresco della Bretagna,
e questo è l’importante!!!
6 Agosto
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Alle 7,30 siamo tutti in piedi, colazionati e pronti
per partire in direzione Le Mont Saint Michel.
Sulla nostra strada si trova Fougeres, che è la prima
meta della giornata. La strada è più lunga del previsto, ma
piacevolissima da percorrere soprattutto se accompagnati da una
temperatura finalmente umana, che ci consente di chiudere la lampo dei
giubbotti.
Raggiungiamo il paesino a metà mattina, non prima però
di aver acquistato da mangiare e fatto rifornimento nel solito
INTERMARCHE’ di turno.
Fougeres è fantastica, l’appellativo di Carcassonne
del nord non è sbagliato. Il castello troneggia con le sue imponenti
torri, fossato, e cinta muraria da una collina e domina tutta la città.
L’interno è, come tutti i castelli medievali che hanno avuto un passato
burrascoso fatto di assedi e riconquiste, desolato e vuoto, ma è proprio
il fascino nell’apparente desolazione, che ti fa pensare a come si
viveva nei secoli bui del medioevo. L’intero complesso è ben tenuto e
vale sicuramente il prezzo del biglietto di ingresso. Se il tempo non
incombe, merita una visita, anche la chiesa in stile gotico, costruita
in granito, appena fuori le mura del castello.
Il viaggio riprende ora senza sosta fino alla meta
finale della giornata: il monte di San Michele.
Arrivati nelle vicinanze cominciamo la ricerca di una
sistemazione per notte. Tutte le Chambre d’Hotes (case di campagna
immerse nel verde, molto rustiche e accoglienti), sono prenotate.
Decidiamo quindi di recarci all’ufficio turistico, per
chiedere di trovarci un tetto per la notte. Questo sistema è quello che
risulterà il più comodo e veloce per trovare da dormire in Bretagna.
Quasi sempre gratuitamente, altre volte ad un prezzo simbolico, gli
operatori si fanno in 4 per trovarti una sistemazione secondo le tue
preferenze ed esigenze economiche.
Nella fattispecie noi siamo stati abbastanza fortunati.
Infatti l’operatore ci ha trovato tre camere presso l’HOTEL DE LA POSTE
a pochi passi dall’ufficio e a pochi Km dal mitico Le Mont Saint Michel.
Posati i bagagli in fretta, decidiamo di andare a
vedere la meta del giorno al tramonto, sperando anche di trovare l’alta
marea che renderebbe la penisola un' isola molto più affascinante.
La sfortuna vuole però che capitiamo nel periodo della
bassa marea, e l’alta marea non si farà vedere se non 4 giorni dopo, che
sfiga!!! La vista dell’abbazia che si staglia all’orizzonte è comunque
indimenticabile.
Decidiamo prima di tutto di fare la foto di rito
mettendo in posa le moto con sullo sfondo il monte, con i due Mircki
intenti a bloccare temporaneamente l’afflusso di macchine lungo la
stretta (e unica) strada di collegamento. Rimontati in sella abbiamo
percorso poche centinaia di metri e ci siamo concessi una breve visita
del paesino arroccato sul monte che ricorda molto S.Marino.
La visita al monastero viene rimandata per motivi di
tempo, al giorno dopo.
Cena alla “COTE BLEUE” di Pontorson, una creperie che fa
delle vere e proprie opere d’arte culinarie. Magò e Legolas decidono di
accompagnare il pasto con il famoso sidro di mele. La scelta è
particolare ma azzeccata, il sidro leggermente gassato e non troppo
dolce si accompagna bene con queste galettes.
7 Agosto
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Stamani l’appuntamento è alle 8:00, Legolas (il solito mattiniero) ha nel
frattempo provveduto a chiedere al
proprietario dell’albergo di farci lasciare i bagagli in qualche stanza
in modo da evitare di portarli
con noi, il secondo appuntamento è invece in una “patisserie” della zona
per la colazione.
Alle 9,00 siamo a Le Mont Saint Michel, lasciamo le moto nel
parcheggio principale al costo di € 1,00 per l’intera giornata. A quell’ora
il flusso caotico di turisti (che troveremo la sera all’uscita) è quasi
inesistente.
In pochi minuti facciamo i biglietti e, alle 9:30 siamo nel piazzale
dell’Abbazia con un altro gruppo
di italiani in attesa di iniziare il tour guidato in italiano (incluso
nel biglietto d’ingresso).
La chiesa risalente all’anno mille, sempre stata abitata da monaci
benedettini (attualmente c’è invece
una piccola comunità religiosa non benedettina), si sviluppa su uno
scoglio di pochi km quadrati, ed
è visitata ogni anno da circa 3 milioni di turisti.
La forma piramidale non è stata creata a caso, ma come tutte le chiese
dedicate a S.Michele
Arcangelo, deve essere proiettata verso il cielo.
L’Abbazia è “gemella” nello stile e nella forma, a quella dedicata allo
stesso Arcangelo sita in Italia sul Gargano.
Nel 1150 e nel 1400 ha subito dei crolli strutturali, ma in entrambi i
casi la
fortuna, il destino o per i più credenti il Cielo, ha fatto si che i
locali fossero vuoti e non vi fossero
vittime. Tali crolli si verificarono in quanto la chiesa, che poggia su
un monte a forma piramidale,
con spazi ristretti e pareti molto scoscese, non consentiva un appoggio
sicuro e stabile alla struttura.
Lo stile interno, rimaneggiato da diversi architetti proprio a causa dei
crolli, è sia gotico
che romanico, unico quindi nel suo genere. Tutto è molto spoglio, non
ci sono ne
statue ne dipinti, la rivoluzione francese l'ha praticamente
denudata di tutto,
cacciando via anche i monaci e ribattezzando il monte in “Monte Libero”.
Successivamente alla rivoluzione, il complesso si trasformerà in carcere
per poi tornare ad essere un
monastero “abitato” solamente in questo secolo. Grazie alla
particolarità del luogo e alla marea, in
alcune ore della giornata, il monte è circondato completamente
dall’acqua, in altre la marea si ritira
velocemente per circa 15/20 km creando una spiaggia immensa che
trasforma l’isola in un'appendice della terra ferma.
Così come se ne va, l’acqua all’improvviso ritorna all’incredibile
velocità di 1m/s.
In passato questa caratteristica ha fatto strage di persone che
ingenuamente si avventuravano per km
sulla spiaggia. E’ sconcertante pensare che anche oggi, nonostante tutta
l’informazione,
qualcuno ci lascia comunque la buccia.
E’ proprio vero Le Mont Saint Michel ci è proprio piaciuta….non si è letto?!
Superato il marasma di gente, torniamo a mezzogiorno in hotel per
prendere le borse e per dirigerci
verso la città dei corsari: St.MALO'.
Tappa intermedia è CANCALE dove abbiamo visitato una chiesa in stile
gotico, con al suo interno un altare dedicato alle vittime del mare.
Qui a CANCALE il gruppo va all’ufficio del turismo per cercare un letto
per la notte. Memori
dell’esperienza del giorno prima abbiamo deciso di mettere la
prenotazione delle stanze fra le prime
cose da fare all’inizio della giornata, nel frattempo Merlino pensa bene
di accontentare le sue papille gustative assaggiando il dolce tipico
della
Bretagna, una torta alla crema alta 10 cm minimo, il FAHR.
Per dormire troviamo a € 29,50 + tassa di soggiorno di € 1, tre camere in
una Chambre d’Hotes di Cancale.
Lasciati i bagagli alla signora Leloup, padrona di casa, ci dirigiamo
verso St.MALO', non prima di passare però
dalla riserva naturale di POINT de GROUIN, da dove si gode di un
panorama stupendo con
scogliere a picco sul mare e colonie d’uccelli marini. Un’associazione
di volontari ha messo ha
disposizione binocoli e cannocchiali per l’osservazione dei pennuti.
Infine eccoci giunti a St.Malò, la famosa città dei corsari, da qui
partivano le navi dei pirati per
andare ad abbordare i velieri nei secoli scorsi.
Anche qui la bassa marea la fa da padrona. Attrazioni turistiche
vere e proprie non ce ne sono, però il centro storico con le
sue vie piene di turisti e di
negozi (soprattutto ristoranti) è veramente caratteristico.
L’ora di cena si avvicina e nonostante avessimo pranzato solo da poche
ore, decidiamo di sederci e
di assaporare le specialità del luogo.
La scelta cade su un localino caratteristico del centro, che ci permette
di assaporare il piatto tipico bretone le “mules
e frittes”, meglio conosciute come cozze (alla marinara
o in altre preparazioni)accompagnate da un ricco contorno di patate fritte.
Questo perchè una delle attività principali della Bretagna è
proprio la coltivazione dei
molluschi.
La serata finisce in allegria, all’uscita del ristorante conosciamo due
coppie livornesi, con i quali ci intratteniamo a parlare. Anche hanno
fatto il nostro stesso tour, e
come noi sono fuggiti dalla Loira per il troppo caldo (“70 gradiiiii”…“boia
dè un caldo!!!”).
Ci siamo salutati e abbiamo proseguito per la nostra strada convinti di
non incontrarci mai più, ma siccome il mondo è veramente piccolo,
il caso ha voluto che 3 mesi dopo al Toscoradue organizzato dai
Motocinghiali anche il Signor “70
gradiiii” fosse presente. Come se non bastasse abbiamo scoperto che non
solo è
iscritto alla nostra solita mailing list, ma ha un TDM giallo come
quello di Legolas…mah!!!
Il rientro a casa dei Leloup è funestato da un incidente a cui siamo
fortunatamente dei semplici
spettatori, una sardomobilista inconsapevole che al mondo ci sono anche
altre persone e che
esistono gli stop, tagliava la strada ad un centauro, facendolo
cadere…fortunatamente senza gravi
conseguenze.
8 Agosto
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Ci svegliamo a casa dei Leloup dove abbiamo fissato anche la colazione,
ma a differenza dei B & B inglesi, con 4 euro a testa (una enormità!!)
qui ti danno solo qualche baghette con marmellata, del
latte o te (non aranciate o succhi di frutta) e un, dico un, solo
cornetto a testa.
Con la stessa cifra in pasticceria si mangia il doppio e in due!!!
Chiusa la parentesi polemica contro la signora Leloup, l’itinerario
previsto ci vedrà spostarci
all’interno della Bretagna costeggiando sempre la costa per arrivare
fino a DINAN.
Questo paesino è semplicemente meraviglioso, il centro storico è
caratterizzato da abitazioni in
legno che il tempo e forse un terreno non proprio “edificabile” hanno
inclinato sui fianchi, e da una
torre “pendente” che fa concorrenza, ma senza batterla, alla nostra
torre di Pisa.
In una chiesa viene conservata una reliquia molto suggestiva e
particolare: il cuore di un cavaliere
nato a Dinan che la leggenda vuole molto coraggioso e gran combattente.
Lasciato Dinan, la tappa successiva è Dinard, nome simile ma
completamente diversa la situazione.
E’ una località turistica che può tranquillamente essere tralasciata,
non c’è nulla da vedere se non
una piscina d’acqua salata…e abbiamo detto tutto!!
La meta del giorno, sono le scogliere di “CAP FREHEL” e il loro faro
(che il caso ha voluto essere chiuso proprio in quel dì) alto più di 50
metri, la cui luce è visibile fin
oltre cento km. Qui il parcheggio per le moto è gratuito e si possono
mettere proprio fin sotto. Le macchine devono pagare o metterla molto lontano…in questo i
nostri cugini d’oltralpe ci
battono alla grande.
Il tour prosegue “on the road”, infatti non abbiamo una meta
prestabilita per oggi. Cerchiamo
solamente di fare più km, e di annotare nelle nostre menti il
susseguirsi di panorami atipici
caratterizzati sempre dalla bassa marea, che in questa zona
piena di porticcioli, lascia in
secca sulla sabbia centinaia di barche a vela, adagiate su un fianco
oppure in equilibrio precario.
Intanto presso l’ufficio del turismo di S.Brieuc,
ci trovano un alloggio a Plerin, all’Hotel “BONSAI”.
Per la cena decidiamo di lasciare andare le moto fino a quando non
avremo incrociato qualcosa che
ci piace, e il caso ha voluto che Binic fosse sulla nostra strada.
Questo paesino di mare, si sviluppa tutto su un porticciolo, di medie
dimensioni, con numerosi
ristoranti e con un festival del BLUES davvero originale.
Numerosi artisti internazionali,
suonano alternandosi nei vari
locali della zona, allietando turisti e non.
Per cena ci siamo rifugiati in un
localino, il “An Arvor Quay de
Courcy”, piccolo ma molto carino stracolmo di gente, dalla cucina
impeccabile, dove abbiamo mangiato un piatto a base di patate al forno e maiale
accompagnato da salsine varie
davvero niente male, e delle gallettes altrettanto invitanti.
Alla fine della cena le crepes dolci (al miele, al cioccolato, alla
vaniglia e chi più ne ha più ne
metta) sono state la ciliegina sulla torta per concludere la serata
in…”dolcezza”.
Il rientro in hotel avviene sul tardi, dire addio a questo paesino (che
non avevamo considerato di
visitare all’inizio del viaggio) è stato davvero difficile.
9 Agosto
.jpg)
Oggi il programma prevede la costa di granito rosa per poi
continuare a dirigersi verso il
nord ovest della Bretagna. Lasciamo l’Hotel “Bonsai”
verso le 8.30. Fatto rifornimento, decidiamo di fare colazione nella
prima pasticceria che
incontriamo lungo la strada.
Terzo disGUIDO: Guido per l’appunto, sfiora la moto per aprire il
bauletto laterale e questa,
appoggiata in un equilibrio precario, decide di accasciarsi al suolo
fortunatamente senza nessun
danno, eccetto il bauletto leggermente graffiato.
Arriviamo a destinazione intorno alle 13,30. Finalmente la costa di
granito rosa, tanto agognata
dalle donne della spedizione è davanti a noi. Perché si chiamerà costa
di granito rosa??? Boh vai a
capirli i francesi. Non sarà mica per quelle stupende rocce color
rosa???
Ci sono vari sentieri che ci
consentono di girovagare a piedi.
Visto che il caldo modello Loira si fa sentire , decidiamo di andare ad
“assaggiare” l’acqua.
Il mare fra l’altro è calmissimo e di un azzurro-verde molto intenso.
Merlino non resiste e in un batter d’occhio si leva giubbotto,
pantaloni,maglietta e mutande…ehm
quelle no, spicca un tuffo da uno scoglio e “splash!!!!” eccolo immerso
nelle fredde acque
atlantiche.
L’acqua a dispetto di quello che si poteva immaginare è un cubetto di
ghiaccio sciolto, ma un tocca
sana contro il caldo.
Anche Legolas non resiste e dopo qualche secondo si tuffa anche lui per
una breve nuotata e la foto
di rito.
Freschi (nel vero senso della parola) e tonificati, i due temerari si
rivestono (ma non vedrete mai la
foto a chiappe di fuori di Merlino e Legolas scattate da Magò di
nascosto) e improvvisamente
ci accorgiamo della forza della marea.
Nel giro di 10 minuti lo sperone di roccia da cui ci siamo tuffati e
dove ci eravamo tutti distesi per
prendere un po’ di sole, viene sommerso di almeno un metro e mezzo.
Per fortuna che avevamo tolto tutti i vestiti!!!
Lasciata la costa, raggiungiamo un Mc Donalds per la merenda, infatti
vista l’ora, le 16.30, non
possiamo parlare di pranzo.
La tappa seguente è un menhir “cristianizzato”,
perché, in epoca di
evangelizzazione, vi è stata scolpita sulla sommità una croce. Alto
circa 10 metri, di certo non
sarà spettacolare come quello che dovremo andare a vedere fra qualche
giorno, che le guide dicono
essere il menhir più alto del mondo….. oltre 20 m!!
Il bagno fuori programma, e forse anche un' eccessiva supervalutazione
del tempo e della strada da
percorre, ci fanno tardare nella prenotazione dell’Hotel. Quando
giungiamo all’ufficio del turismo
di Morlaix , questo è in chiusura (li chiudono verso le 18,00).
L’operatrice non ci considera e ci liquida dicendoci che tutta la zona è
invasa da turisti.
Inizia così un vero tour de force per cercare un alloggio per la notte.
Decidiamo, dopo il quarto
hotel esaurito, di tagliare verso il centro della Bretagna, dove
speriamo di trovare meno gente. Dopo molti km e molte soste presso
altrettanti
alberghi, la fortuna vuole che alla reception dell’ennesimo Hotel cui
chiediamo ricovero, una
simpatica signora..(sono ormai le 19,30) mossa a “compassione”, ci aiuta
e ci dirotta verso l’Hotel
di SHINING, uno sperduto GOLF HOTEL.
Perché Hotel di Shining? Perché si trova in un posto isolato, in mezzo
alla campagna, con corridoi lunghi e desolati in un albergo
semivuoto. Nonostante tutto, la prima impressione è stata sbagliata, l’hotel per
noi va benissimo, stanze pulite e
confortevoli….e questo ci basta.
La serata passa in una creperie, dove “diabolicamente” Merlino fa
scattare
una disquisizione fra Legolas, Magò e tutti gli altri sul “millesimo
dell’età” e sull’effettivo inizio
del terzo millennio : il 1° gennaio del 2000 oppure il 1° gennaio del
2001??? Ai lettori l’ardua
risposta!!!
Buona notte!!
10 Agosto
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Viste le difficoltà avute la sera precedente, decidiamo di dirigerci
subito verso la destinazione finale
della giornata e cercare un albergo.
Giungiamo a Chateauline, dove troviamo un alberghetto davvero niente
male, l’HOTEL de la
FRANCE.
Un pensioncina pulitissima, gestita da una signora
un po’ fuori di testa, capace di girare dalla mattina alla sera, per fare le
pulizie o per servire ai tavoli, con i
tacchi a spillo.
Lasciamo i bagagli in Hotel e percorrendo delle strade interne
attraverso campagne e foreste, raggiungiamo il piccolo abitato di Huelgoat immerso
nell'omonima foresta.
Parcheggiate le moto, ci avviamo verso uno degli “ingressi” al
bosco.
Una volta entrati, e superate le prime rocce, ci accorgiamo che si
sviluppa una foresta immensa.
Il fiume che l'attraversa e che sarebbe dovuto essere l'attrazione del
luogo, formando stagni e cascatelle “improvvise”, complice il caldo e la
siccità di quest'anno, è poco più che un
torrente in secca, quindi onestamente il posto perde molto di quello che
ha di magico e incantato.
Il rientro avviene facendo un bel percorso panoramico all’interno del
parco dei MONTS d’AREE.
Anche qui il traffico è quasi inesistente e quasi tutti i paesini che
attraversiamo sembrano deserti,
anzi lo sono, evidentemente l'afa costringe la gente in casa e sono
pochi i temerari che vanno in giro con il
giubbotto in gore-tex e un casco in testa…
Dopo una visitina alla cappella di S. Michel con il suo splendido
panorama a 360°, arriviamo fino a
Pleyben, dove ci fermiamo ad ammirare il suo famoso complesso
parrocchiale con il Calvario e per
la serie uniamo l’utile al dilettevole, visitiamo anche una piccolissima
fabbrica di cioccolato, dove
“scrocchiamo” qualche assaggio gratuito.
La giornata si conclude al ristorante del nostro albergo davanti ad un
mitico
piatto di Cozze al Curry…semplicemente divine.
Ovviamente c’erano anche le immancabili patatine fritte di contorno!!.
11 Agosto
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Vista l’ottima posizione del nostro albergo, il prezzo niente male e le
stanze particolari e molto
carine, decidiamo di rimanere qui un’altra notte.
Prima meta del giorno è la penisola di CROZON e successivamente POINT
DU RAZ.
Lo spettacolo della natura è entusiasmante, ma ciò nonostante non siamo
soddisfatti completamente.
Finora non abbiamo ancora visto quei bei fari bianchi tanto famosi,
riprodotti a migliaia nelle
cartoline e nei poster. Probabilmente si troveranno nella zona che
abbiamo dovuto eliminare dal
tour per mancanza di tempo.
Riguardo la penisola, vanno ricordati i siti megalitici dove
sono presenti MENHIR preistorici, il museo della BATTAGLIA ATLANTICA
avvenuta durante la
seconda guerra mondiale e le postazioni dei tedeschi disposte sulla
costa, complete di fortini, case
matte ecc…, che però nonostante la presenza del museo, versano in uno
stato di completo
abbandono.
Anche da qui si può godere di un panorama mozzafiato.
Riguardo a POINT DU RAZ che dire: è il punto più a ovest della Francia e
uno dei più turistici della
costa Bretone.
Pagato il carissimo biglietto d’ingresso e il parcheggio per le moto,
accediamo all’area
destinata ai turisti dove una miriade di negozietti vendono tutti le stesse
cose, come magliette, fari in miniatura (che si trovano un po’ ovunque
in Bretagna), gadget, adesivi, e altre cosette inutili
che vengono accantonate al
ritorno a casa.
Da qui Point du Raz dista ancora circa un paio di Km, che possono essere
percorsi a piedi, in autobus
(trasporto gratuito) o con una specie di carrozza trainata da
un cavallo.
Il punto di osservazione è mozzafiato, all’orizzonte si stagliano due
fari che indicano alle navi che
transitano in zona, i punti da evitare a causa degli immensi scogli
sommersi, ma soprattutto è
strepitoso notare le due correnti, una proveniente da nord e una
proveniente da sud che si incrociano
e si scontrano creando onde e pericolosi mulinelli. Contemporaneamente a
causa di questo incontro
di correnti, si forma una zona in cui il mare è stranamente “calmo”,
proprio perché le onde creano
una sorta di piscina naturale, insomma….. una roba che se non la vedi è
un po’ difficile da spiegare.
Lasciato Point Du Raz, ci dirigiamo verso LOCRONAN, paesino medievale
semplicemente delizioso.
Purtroppo abbiamo potuto visitare ben poco del luogo, in quanto siamo
giunti ad un orario
impossibile. Ad ogni modo il solo camminare per le strade di questo
villaggio è magnifico, le case
sono tutte in pietra e perfettamente tenute, la loro architettura è
splendida e ci sono fiori ovunque. Si
nota subito la completa assenza di cavi elettrici, dei pali della luce,
delle parabole o antenne dei
telefonini, infatti il governo francese ha applicato una politica di
“interramento” per tutelare il paese da inquinamenti estetici,
elettromagnetici
ecc…
12 Agosto
.JPG)
Nuovo giorno nuovo albergo!!!
Ormai la strada ci sta portando verso sud-est…purtroppo il rientro è
iniziato.
Alloggiamo a QUIMPERLE’, da qui lasciati i bauletti, ci muoviamo verso
PLOUMANACH dove
c’è il faro più alto di Francia.
La cittadina non ha nulla di particolare se non questo faro, quindi, se
non li amate, potete anche
evitare di andarci!!
E' visitabile al costo di un offerta da lasciare al…. “guardiano”.
Raggiungere la meta è abbastanza dura, sia perché per arrivare in cima
si devono fare un bel po’ di
gradini, sia perché sulla stessa rampa di scale (larga circa
50 cm) si incrociano le
persone che salgono e quelle che scendono, rendendo complicato il
“sorpasso” dei più lenti.
Lasciato il faro ci dirigiamo alla cittadina di mare CONCARNEAU, paese
di pescatori per eccellenza, dove al porto, a
mezzanotte circa le barche che rientrano dalla battuta di pesca, vendono
il bottino sulle banchine, mettendolo all’asta.
Per accedere al centro storico, si deve oltrepassare un piccolo ponte.
Il cuore della
città vecchia si chiama Ville Close ed è praticamente un'isola tutta
fortificata, ricca di stradine strette molto romantiche.
Rientrati a Quimperlè verso le 21:30, raggiungiamo il centro e cerchiamo
un posto per cenare, mah....,
nessuno ci accoglie nonostante i locali abbiano tavoli vuoti perché le
cucine sono già in chiusura…alle 21,30 ???? Ci accontenteremmo di una
pizzetta veloce,veloce,
ma niente da fare non sono attratti dall’idea di mettere a tavola dei
clienti.
E pensare che in Italia, pur di farti mangiare, ti stiperebbero
chissà dove!!!
La serata si conclude quindi al Mc Donalds adiacente l’albergo…che
tristezza!!!
13 Agosto
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La giornata inizia con la sorpresa a CINZIA che proprio oggi
compie 30 anni!!
Con Mirco e Laura abbiamo precedentemente comprato una catenina con il
TRISKELL (portafortuna
bretone celtico eletto a simbolo della vacanza; l’adesivo campeggia ora
su tutte le nostre moto).
Alle 8,30 precise invadiamo la stanza di Cinzia e Mirko per festeggiare
tutti insieme e spengere le candeline.
Il programma del giorno prevede la visita di BELLE ILLE (chiodo fisso
del buon Merlino) e
CARNAC con i suoi menhir.
Belle Ille (l’isola bella), di cui Merlino ha in ufficio un poster in
cui si vede una piccola chiesa a picco sul
mare in tempesta, viene presentata (stando alle guide) come un luogo incontaminato, in cui
il
tempo si è fermato e dove il turismo “non è di casa”…
Raggiungiamo quindi la penisola del Quiberon che ci porterà all’imbarco
per Belle Ille. La strada
che congiunge la terra ferma al Quiberon, è larga circa 80 metri,
invasa da camper e auto, per passare siamo
costretti a fare lo slalom come sul raccordo anulare di Roma. Per adesso
siamo abbastanza delusi.
L’altra batosta ci arriva al porto da dove partono i traghetti per
l’isola. L’unica nave che va su e giù
costa, a persona, 45 euro e le moto 90 cadauna. Il costo eccessivo,
l’impossibilità di girare l’isola a
piedi (che se pur piccola ha sempre 15-20 km di diametro) e la presenza
massiccia di turisti
ci danno la seconda delusione della giornata e rinunciamo alla visita.
Ci dirigiamo così verso CARNAC, che è famosa per i suoi siti megalitici e per il fatto che in uno di questi è
presente il menhir più alto del
mondo!!
Effettivamente di menhir di varie grandezze ce ne sono tanti, allineati
per chilometri e chilometri, ci
sono musei dove ti spiegano un po’ la storia di questi monumenti e la
storia della zona…ma in
realtà se non sei un appassionato (e noi abbiamo scoperto di non
esserlo) “visto uno, visti tutti”…
Anche il menhir più alto del mondo è stata una delusione…nessuna guida
aveva ricordato di
scrivere che questa enorme pietra di granito è distesa in terra e si è
spezzata in tre parti!!!
La penisola del Quiberon ci ha deluso molto e non consigliamo di andare
a visitarla.
Arriviamo in albergo a Nantes (catena Ibis) in serata. Anche qui la
cortesia e la complicità dei francesi verso i
motociclisti torna protagonista. Un signore in moto vedendoci persi,
stanchi e affamati, ci chiede se
abbiamo bisogno di aiuto e ci scorta fin sotto all’Hotel.
Lasciamo le moto in un parcheggio coperto, ormai essendo tornati in
città è meglio non fidarsi troppo.
Il prezzo è sconvolgente: dalle 19,00 alle 09,00 del
mattino 2 euro e basta (a Roma ci fai due ore!!).
Finalmente si conclude questa giornata che nel complesso non ci ha
soddisfatti affatto!!
14 Agosto
.JPG)
Purtroppo il viaggio è arrivato alla fine, questo è il
nostro ultimo giorno insieme, la meta è VICHY dove abbiamo individuato
l’ennesimo ETAP hotel.
Usciti da NANTES, imbocchiamo la statale per Vichy, il viaggio risulterà
essere lungo e stancante, alla fine la
tappa di oggi toccherà i 700 km!!
Nonostante questo non poteva mancare l’ultimo colpo di scena!!
Quarto disGUIDO: ci fermiamo come al solito all’INTERMARCHE’ per fare
rifornimento e per
acquistare il pranzo. Merlino ha appena terminato il rifornimento quando
mettendo il cavalletto,
decide di sporgersi dalla moto per prendere il casco appoggiato sulla
pompa di benzina e…
il caso, la fretta, la distrazione o la sfiga hanno voluto che il
cavalletto rientrasse…e Merlino finisse
in terra sotto la moto!!!
Botto incredibile sull’asfalto, davanti ad una fila di automobilisti che
ridevano (figura di
m…incredibile). Subito vengo soccorso dai miei prodi cavalieri Mirco e
Mirko, e purtroppo ci
accorgiamo che questa volta non è che mi sia andata proprio bene…
Il manubrio per l’urto si è piegato, ma la moto è guidabile (a Roma
Merlino sarà costretto a farlo
cambiare). Per fortuna il bauletto ha protetto la caduta, ma il
portapacchi (wing rack 2 della Givi), si è spezzato di netto!!
E ora come portiamo il bauletto???
Certo abbiamo il filo di ferro e delle corde, ma non sono sufficienti a
reggere il peso del bagaglio.
Ma ovviamente Merlino ha sempre un jolly nella manica, e quindi......Intermarchè non è solo supermercato, brico, garden, e chi più ne ha più
ne metta, è anche officina
meccanica!!!
Ci dirigiamo in officina a chiedere aiuto, e dei ragazzi, nel giro di due
ore mi riparano il portapacchi, facendo un supporto metallico bloccato con dei rivetti. In sostanza alla cifra di 7 euro (cui
ho aggiunto una mancia di 10) mi hanno rimesso in piedi il porta pacchi
consentendomi di arrivare fino a casa.
Le due ore perse ci fanno saltare la visita di Vichy, arriviamo in
albergo in serata dopo una tirata in autostrada niente male.
Dopo aver cenato, torniamo in camera e Merlino e Valentina si accorgono
di aver dimenticato il
codice per aprire la porta in stanza. Gli Etap non hanno servizio
notturno di portineria e pagando
anticipatamente si ottiene, al posto della chiave, un codice d’entrata.
Ovviamente il fuori
programma finale doveva esserci!!
Tramite un apposito citofono riusciamo a contattare qualcuno che ci
manda il
portiere il quale, abbastanza scocciato, ci dà il codice.
La serata è finita.
15 Agosto
Lasciamo Vichy per dirigerci a Chambery dove dovremmo passare l’ultima notte. Lungo il
tragitto però Merlino e
Valentina decidono di arrivare fino a Torino perché il giorno seguente
li aspetta una bella tirata fino a Roma.
Con la morte nel cuore il M.I.C. si divide.
Notte francese di Mirko, Mirco, Cinzia e Laura:
L’albergo che troviamo è carino, leggermente fuori dal paese. Il gestore
è un simpatico signore di
mezz’età che parla molto bene l’italiano e ha un simpaticissimo cane
lupo di nome Osso. La serata
la passiamo in una pizzeria ma siamo abbastanza tristi pensando ai
nostri amici soli soletti a Torino.
Notte italiana di Guido e Valentina: abbiamo alloggiato in un hotel di Rivoli, vicino Torino, il prezzo
iniziale ci sconvolge: 80 euro per
una doppia. Abituati alle tariffe d’oltralpe ci sembra uno sproposito,
ma comunque vista la
stanchezza avremmo pagato senza batter ciglio.
Poi però il portiere ci domanda se avremmo pagato in contanti o con
carta, noi diciamo in contanti, e come per magia gli
80 euro diventano 65; poi ci chiede se eravamo intenzionati a fare
colazione in albergo oppure
no, al nostro rifiuto il “Mago Forrester” trasforma i 65 euro in 55
(riportando il tutto in linea con le
tariffe francesi).
Come si dice una mano lava l’altra ………Eravamo tornati in Italia!!!
CONCLUSIONI :
E’ stata un esperienza fantastica che speriamo non resti anche l’unica,
in questi 15 giorni abbiamo
avuto modo di conoscerci, confrontarci, apprezzarci per i pregi e per i
difetti di ognuno di noi…
Abbiamo visitato luoghi magnifici, e luoghi meno belli, ma pur sempre
con un fascino particolare, il
fascino di fare un viaggio in moto con persone che condividono la tua
stessa passione.
Il MIC a questo punto si divide, ma non si scioglie, l’appuntamento è
fissato per il prossimo anno
“Scozia 2004”.
NOTE DI VIAGGIO PER CHI VA IN MOTO:
La rete autostradale non è estesa come quella italiana, è poco
trafficata e c’è una sensibile presenza
di polizia.
Le tariffe al casello per le moto sono spesso differenziate
rispetto alle automobili, a patto
che non si vada al pagamento automatico dove non è presente un sistema
di rilevamento che
differenzia il mezzo.
Notate bene che l’autostrada è indicata da
cartelli blu e non verdi come da noi, mentre per le statali funziona esattamente al contrario: verdi invece
che blu.
Se non si ha fretta, è consigliabile percorrere le statali, che talvolta
passano attraverso paesini
meravigliosi.
Le grandi catene di supermercati vendono anche benzina ad un costo
notevolmente inferiore (anche
0,89 euro/litro) rispetto ai distributori ufficiali. Sono aperti tutti i
giorni fino alle 19, domenica e
festivi fino alle 12,00. I sistemi di pagamento automatici (nel caso non
ci fosse l’operatore) non
accettano carte di credito o bancomat che non siano francesi, di
conseguenza se si rimane a secco
occorre aspettare qualche francese che vi fa benzina pagandolo in
contanti.
Grande rispetto per motociclisti e ciclisti, gli automobilisti fanno
sempre strada ed il parcheggio in
città (strisce blu) è gratuito a meno che non sia espressamente
indicato; tra moto ci si saluta
SEMPRE, anche in autostrada, e anche se si viaggia su corsie opposte.
L’educazione stradale è elevata, non si lampeggia, non si suona con il
clacson (anche se il semaforo
diventa verde e chi è davanti a noi non parte!!!) e si ha pazienza se
chi ci precede è più lento o
indeciso su quale strada prendere. L’asfalto è in ottime condizioni e le
famose rotonde sono
ovunque, grandi e funzionali. Le persone si fermano per offrire il loro
aiuto se ci vedono in
difficoltà o in dubbio sulla strada da prendere.
Per chi non prenota dall’Italia, ci sono molte catene alberghiere, per
tutte le tasche.
La più grande è la ACCOR va da 1 stella (i Formula1) alle 5
stelle. Noi abbiamo alloggiato
negli Etap Hotel, che sono come i Formula 1 ma con il bagno in camera e
negli Ibis che sono
qualitativamente migliori dei precedenti a prezzi ancora ragionevoli.
Inoltre ci sono le Chambre d’Hotes (queste meglio prenotarle) che sono
un misto fra degli
agriturismi e dei B&B. Quelle bretoni sono bellissime e veramente
“rustiche”.
Per prenotare ci si può rivolgere agli uffici del turismo (presenti in
quasi tutti i paesini), penseranno
a tutto loro. Attenzione alcuni possono richiedere una piccola
commissione per il servizio.
Chiudono alle 18, nelle zone di maggior attrazione turistica non vi
attardate a prenotare o rischiate
di non trovare nulla.
La colazione non è consigliabile farla in Hotel, andate nelle patisserie
dove hanno più scelta e sono
più economiche.
Cosa mangiare: in Bretagna assaggiate l’ottimo pesce (zuppe, ostriche
ecc.) e non dimenticate le cozze con contorno di patate fritte (il top per chi ama i
sapori “forti” sono quelle al
Curry!!) e le crepes e gallette ovviamente!
Per i più “pigri” le ferrovie francesi danno la possibilità di
trasportare la moto in treno, facendoti
risparmiare tempo, km e benzina…ma ne vale la pena?!
Condizioni Climatiche: purtroppo, l’estate 2003, sarà ricordata in Francia per un caldo
infernale mai registrato, che ha
fatto molti danni. Noi non abbiamo visto nemmeno una goccia d’acqua ma
in ogni caso la Bretagna
normalmente è una zona piovosa quindi l’attrezzatura antipioggia è
necessaria!! Nella Loira
invece…caldo, caldo, caldo e
umido, umido, umido!!!
Temperature massime : Loira : 37°-44°, Bretagna: 25°-30°
Speriamo che questi consigli vi servano per organizzare la vostra
vacanza in Francia!!
Merlino,Magò,Legolas,Lamù,Haran Benjo e Titty
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