Clicca sull'icona per vedere la cartina 5.500 KM
01.08.03 - 15.08.03

  

L’INIZIO:

"Le vacanze estive ci piacerebbe farle in Francia, più precisamente nella zona della Loira con i suoi castelli.
Cerco compagni di viaggio, perchè è la prima vacanza in moto e sarebbe bello avere compagnia.
Chi è già stato in zona, mi può dire com'è di solito il tempo?
So che la domanda è difficile perchè ultimamente non si possono fare previsioni meteorologiche molto attendibili.
Il sogno sarebbe Scozia o Irlanda, ma in 15 giorni non sono troppo lontane?"

INTRODUZIONE

     Tutto ha inizio con un messaggio (vedi sopra) a Marzo del 2003 di Legolas & Lamù (Mirko e Cinzia) di Tavarnuzze (FI) su due siti del “settore”: TDM Italia.net e Mototuristi.org. per cercare compagni di viaggio per una possibile vacanza in Francia nel mese di Agosto.
     Molte coppie tra cui Merlino & Magò (Guido “Mastrotitta” e Valentina) di Roma e Titty e Haran Benjo (Laura e Mirko) di Castellina, rispondevano al messaggio, cominciando una fitta corrispondenza con Legolas.
    
Che ci fosse “qualcosa” di speciale (almeno secondo Merlino) che andava oltre la casualità, si era capito subito, infatti tra i componenti c’erano già molte affinità. Tre coppie coetanee, due di queste addirittura conterranee, separate solo da quattro colli e pochi Km; tutte e tre alla prima esperienza mototuristica seria, ma soprattutto…tutte e tre con moto TDM.
     Il primo incontro è avvenuto a Roma, a giugno, ed è servito per rompere il ghiaccio, per prendere confidenza gli uni con gli altri e per sancire ufficialmente la nascita del M.I.C. (Motociclisti Incontrati per Caso).
     Il secondo incontro è avvenuto a Castellina a fine giugno ed è servito per consolidare ulteriormente le prime impressioni positive, ma specialmente per organizzare nel dettaglio il viaggio.
     La domenica sera dopo aver steso le cartine (stradali eh!!) sui tavoli, il M.I.C. prepara il piano di battaglia. Tre ore dopo tutto era pronto e definito nei particolari: avremmo scavalcato il Moncenisio e poi…6000 km davanti a noi !!

1 Agosto

     Partenza rimandata per un disGUIDO tecnico: Guido per l’appunto arrivato in quel di Castellina l’1/08/03, ha perso il portafoglio al cui interno c’erano patente, soldi, carte di credito, praticamente tutto. Il borsello era stato perso in una pizzeria nella quale Merlino, Magò, Titty e Haran Benjo avevano comprato la cena. Non restava che tornare a vedere se l’avevano trovato e il gioco era fatto. Il portafoglio era stato effettivamente trovato, ma il locale non avrebbe riaperto sino alle 16.30 del giorno dopo, quindi c’era la prospettiva di perdere un giorno di ferie. La sfortuna oltretutto continuava a darci dentro, infatti la pizzeria aveva anche cambiato gestione e i nuovi proprietari non erano conosciuti da nessuno. In una maniera che definire rocambolesca è riduttivo, viene trovata l’unica persona, ancora in giro a mezzanotte per Castellina in Chianti, che conosceva i nuovi gestori. Dopo averli svegliati all’una, Merlino usa tutto il suo repertorio di scuse per convincerli a partire nel cuore della notte da Siena, aprire la pizzeria e rendergli il prezioso oggetto.
     Riusciranno i nostri eroi ad iniziare la fantastica avventura?????
     La vicenda è complessa e ha dell’incredibile (qualcuno protegge il nostro Merlino e questa mano invisibile come vedremo poi, lo accompagnerà per tutto il viaggio) ma sono le due di notte ed il portafoglio è ritornato in mano al proprietario quindi……..SI PARTE!!!!!!!

 

2 Agosto

 

 

     La giornata inizia nel migliore dei modi, infatti la sveglia ci trova praticamente già “operativi”, visto che per l'eccitazione non abbiamo chiuso occhio!!!
     Fatta una buona colazione, e indossate le tenute da viaggio, non resta altro che mettere in moto le “bambine” e via!!!!
     L’aria “frizzantina” sulla pelle è molto piacevole, il panorama intorno a Castellina è meraviglioso, e per i “lupi ” di città come Merlino, poter iniziare a lasciar andare i cavalli su questi sali scendi è magnifico.
     Ore 8,00 il gruppo è al completo, finalmente a Tavarnuzze all’imbocco dell’autostrada il M.I.C. si completa con Legolas e Cinzia. Anche loro sono lì da un po’ e per non perdere altro tempo vengono rimandati i saluti al primo autogrill, dopo qualche km.
     Le moto e il loro equipaggio “galoppano” sulla Firenze Mare in direzione di Genova, il traffico è assente, e (cosa ancor più importante) anche il caldo non è asfissiante.
     Nei pressi di Genova una volante della Polizia stradale si insinua tra di noi e lampeggia al primo della fila, cioè Legolas, facendoci capire di fermarsi alla prima area di sosta e qui scopriamo il motivo di questa improvvisa visita di “AMICI”.
     Secondo disGUIDO: Guido per l’appunto, orgogliosissimo della sua targa sporca ed illeggibile , è stato beccato e sotto lo sguardo divertito di Legolas, Lamù, Titty e Haran Benjo (ed il poliziotto), si arma di spugna, detersivo e olio di gomito e lava ben bene la targa della sua moto.
     La tappa di oggi è “solo” di trasferimento, la meta è Lione, circa 600 km dalla partenza, dove abbiamo prenotato un Ibis per la notte. La scelta è di non fare il traforo del Frejus per motivi economico-salutisti, bensì di cavalcare il valico del Moncenisio… così tanto per non perdere l’abitudine e per arrotondare le gomme, spiattellate da 400 km di autostrada.
     Attraversato il confine, decidiamo sempre di percorrere una statale che costeggia l'autostrada fino a Lione.
     La scelta si rivelerà poco azzeccata perché, anche se i paesaggi che ci circondano sono splendidi, non avevamo tenuto conto della stanchezza, del caldo e della voglia di farci una doccia, infatti l’aria frizzantina della mattina, ci aveva già abbandonato dopo un paio d’ore, lasciando posto ad un caldo torrido ed insopportabile (probabilmente la nota stonata della vacanza).
    Dopo Chambery, decidiamo così di rinunciare all’idea di raggiungere Lione via statale, e imbocchiamo l’autostrada. Se le strade francesi sono magnifiche, le autostrade non sono certo da meno…
     Dopo aver superato un paio di postazioni mobili di autovelox (in Francia dovete stare attenti sotto ai ponti e alle macchine “civetta” camuffate da automobilisti in “panne” parcheggiate lungo la corsia d’emergenza), raggiungiamo Lione verso sera.
     Grazie a Valentina, che alla fine della vacanza riceverà il premio “motoguida” dell’anno, rintracciamo il famoso Ibis che avevamo prenotato dall’Italia tramite internet.
     Legate le moto l’una all’altra (oltre che a dei robusti pali!!!), docciati e rinfrescati, siamo andati in cerca di un ristorante per cenare…a piedi ovviamente, sia perché il nostro fondoschiena aveva ormai la forma della sella, sia perché per riaprire tutti i lucchetti ci sarebbe voluto almeno un quarto d’ora.
     L’appalto lo vincerà una pizzeria “Pizza Latina” una pizza divina, cotta a legna, migliore di molte mangiate in tanti ristoranti italiani.
     La serata si conclude così, dopo aver gustato un ottima cena e dopo aver deciso l’orario di partenza per il giorno dopo, con il M.I.C. letteralmente a pezzi.

 

3 Agosto

 

 

     Facciamo un abbondante colazione all’Ibis durante la quale conosciamo un italiano, che oltre a parlare, parlare, parlare…ci dà qualche informazione utile: la benzina ai supermercati costa meno, ma dobbiamo fare attenzione a non rimanere senza, perché i distributori automatici francesi non accettano carte di credito italiane!!!!!!!(mah)
     Iniziamo la nostra seconda tappa di trasferimento…direzione Bourges.
     Il traffico per uscire da Lione è notevole, ma le macchine si aprono davanti a noi, al nostro passaggio, come il mar rosso a Mosè, tutto il contrario di quello che succede da noi in Italia, si può dire qualsiasi cosa dei francesi, ma a noi sembrano molto più rispettosi degli italiani.
     Usciti da Lione la situazione si capovolge, lungo la strada le macchine si contano sulla punta delle dita e gli interminabili rettilinei che caratterizzano questa zona della Francia con panorami mozzafiato, distese di campi di girasole e campi di grano, ti spingono ad accelerare, ma a farti rallentare e riflettere ci pensano poi delle strane sagome nere lungo il ciglio della strada indicanti i “caduti” per incidenti stradali.
     Arriviamo a Bourges intorno alle 15.30 anche qui la scelta per dormire è caduta su un albergo della catena Ibis e dopo aver scaricato i bagagli decidiamo di andare a visitare il paese.
     Guidare le moto senza il tris montato dà la sensazione di essere su una bicicletta. Ci dirigiamo verso il centro della città che dista pochissimo, un paio di km.
     La prima cosa che ci colpisce di Bourges è il silenzio che regna sovrano e le poche persone in giro; la seconda è la fantastica cattedrale gotica, imponente, che sovrasta tutto il paese ed è visibile quasi da ogni punto. E’ veramente maestosa, sembra quasi fuori posto in mezzo a quei tetti moderni. L’atmosfera all’interno è magica, la musica in sottofondo, le luci, il silenzio ed il rispetto dei visitatori ti riportano indietro nel tempo, ai secoli bui del Medioevo. Vale sicuramente una visita.
     Dopo aver ammirato la cattedrale, seguendo la nostra preparatissima guida Legolas, responsabile della zona LOIRA, ci dedichiamo alla visita della cittadina scoprendone scorci bellissimi.
     Mentre facciamo finta di ascoltare quanto racconta, la nostra guida decide di integrare la storia e la cultura con del sano esercizio fisico, così che con un bellissimo volo d’angelo, quasi lascia una decina di denti stampati su un bel gradino di granito…meno male che la città è vuota e nessuno ha visto…VERO???
     Nel gironzolare scopriamo il perché di tanta desolazione intorno a noi: nel bel mezzo del parco pubblico una simpatica orchestrina tipo Casadei, intrattiene moltissima gente che balla e si diverte.
     La stanchezza del viaggio è ancora “forte” e non abbiamo del tutto smaltito gli oltre 1000 km di trasferimento da Firenze, quindi dopo un pasto non tanto frugale in un ristorantino del centro, torniamo in albergo a riposar le membra stanche…

 

4 Agosto

 



     La partenza avviene con tutta calma. Ovviamente dopo esserci rifocillati per bene e aver “speso”tutti  i 12 euro a coppia per la colazione, approfittando dell’abbondanza del menù per ricavarne un decente pranzo al sacco.
     Raggiungiamo l'hotel di BLOIS, ETAP questa volta decisamente più abbordabile nel prezzo rispetto all'IBIS, e posiamo i bagagli per partire alla scoperta dei castelli.
     La nostra meta è quello che tutte le guide consultate, garantivano essere tra i castelli  più belli della Loira, quello di Chambord.
     Blois si trova in piena valle della Loira, ed occupa una posizione strategica per muoversi e visitare Chambord, Chenouncheaux, Amboise ed altre belle località.
     Il caldo è massacrante, un termometro di una farmacia, segna 44°.
     Arrivati nel parcheggio del Castlello di Chambord cerchiamo un posto all’ombra per le moto, ma l’impresa si rivela impossibile. Rassegnati, le mettiamo al sole, ma per fortuna in lontananza appare come un miraggio una fontana di acqua potabile sotto la quale “ ci tuffiamo con tutti i vestiti”.
     La particolarità di questi castelli è, a nostro avviso, quella di essere bellissimi, fantastici, eccezionali… ma solo da fuori. L’interno spesso non è all’altezza delle attese e del costo del biglietto.
     Chambord, è molto grande, e la perla del castello è la famosa doppia scala “elicoidale” sita nel centro della sala principale. Tolta questa scala, le camere sono molto spoglie, alle pareti ci sono esclusivamente quadri (quando ci sono!!) raffiguranti scene di caccia e simili.
     Da ricordare lo spettacolo della “caccia alla volpe” che viene ripetuto tutti i pomeriggi (a pagamento) con figuranti e animali addestrati.
     La seconda meta è il Castello di Amboise. Nel parcheggio ci facciamo un’altra doccia completa ma il refrigerio dura poco, dopo qualche km siamo asciutti come la sabbia nel deserto.
     La strada per raggiungere Amboise, è fantastica, costeggia la Loira e in alcuni tratti offre degli scorci bellissimi.
     Da ricordare le “Caves”, che sono dei grottini (molto simili alle fraschette frascatane di Roma) siti lungo la Loira dove si può degustare qualche leccornia del posto, accompagnata dal vino locale.
     Amboise è una bomboniera, un paesino molto carino, sovrastato dall’omonimo castello presunta dimora delle spoglie mortali di Leonardo da Vinci (fra l’altro autore oltre che delle tecniche difensive del castello, anche della bella scala a doppia elica di cui prima..), ma anche sede di una delle migliori cioccolaterie della zona, dove Merlino non ha potuto non assaggiare una tavoletta di cioccolato al latte ….in pieno 4 agosto, con più di 40° all'ombra!!! Ovviamente per gli altri granite a volontà.
     Lasciato Amboise, la meta finale della giornata è il castello di Chenonceaux, che stando alla guida, è eccezionale esternamente, quindi ci proponiamo di vederlo solo da fuori, fare un po’ di foto e via verso Blois. Nonostante la corsa, arriviamo alle 18,55 ovvero 5 minuti prima dell'ora di chiusura, le 19,00. Per la fiscalità dei francesi non ci fanno entrare nemmeno nel parco del castello. Chiediamo uno strappo alla regola, anche solo per uno di noi, giusto per fare un paio di foto nel giardino, ma nulla da fare, i custodi, inflessibili, ci chiudono le porte del parco in faccia lasciandoci a bocca asciutta.
     Rientriamo gustandoci il sole che si sta abbassando lungo la Loira fino allo spuntare di Blois al tramonto, con tutte le sue casette dai tetti d’ardesia, una meraviglia.
     Per la cena abbiamo optato per un ristorante della catena BUFFALO GRILL, dove cucinano della carne niente male. Dopo cena invece ci dirigiamo verso i vicoletti di Blois che sono molto caratteristici e “intimi”.
     Anche qui troviamo “l’intera” popolazione raccolta in una piazza nella quale si affacciano due o tre locali, intenta a bere e divertirsi per riprendersi dalla calura diurna.

 

5 Agosto

 



     La giornata inizia presto, l’incredibile caldo sofferto il giorno prima ci ha convinto a partire con il fresco della mattina, così fino alle 11,00 abbiamo avuto un po’ di “tregua”.
     Le mete della giornata sono gli splendidi giardini del castello di Villandry.
     Disegni tematici si alternano a labirinti di siepi e a coltivazioni di verdure e alberi da frutto. Anche qui non mancano fontane con giochi d’acqua assolutamente originali. L’ormai classico rito della doccia alle fontane si ripete anche qui.
     Lasciato questo castello, ci dirigiamo verso quello di Azay le Ridau, anch’esso molto suggestivo con le sue torri e le sue guglie. Intorno al castello si snoda il classico fossato creato da un fiume che attraversa il bellissimo parco. Di questo castello, visto solo da fuori, ricorderemo comunque l’incontro di Magò con una sua collega di Roma, il coltellino svizzero di Merlino finito per errore nella busta dei rifiuti e la corsa al bagno di Haran Benjo dopo giorni di “astinenza”!
     Visita successiva, Chateau d’Usse visto da lontano perché l’ingresso di 9,80 euro a testa ci sembrava eccessivo. Dicono che questo castello, tra l’altro molto bello nell’architettura, abbia ispirato Perrault per la fiaba della Bella addormentata nel bosco.
     Dopo una mezz’oretta di riposo il M.I.C. si dirige verso Chinon, dove per 4,00 euro a testa ci siamo fatti dei bellissimi gavettoni alla solita e immancabile fontanina, includendo anche qualche malcapitato.
     Ma ora ci aspetta Anger per la notte. Gli ultimi 30 km, che ci separano dalla nota località dove viene prodotto il Cointreau, decidiamo di percorrerli in autostrada. Il caldo è allucinante, insopportabile nonostante siano ormai le 18,00; le gomme hanno dovuto sopportare una prova durissima, ma alla fine il M.I.C. raggiunge l’Hotel ETAP.
     Qui ci attende una bella sorpresa, dopo una giornata a 43°, le stanze sono roventi e l’aria al loro interno irrespirabile. La stessa signora della reception ci conferma che non aveva mai visto una giornata così calda da quelle parti.
     Per la cena abbiamo ricercato più che un locale caratteristico, un locale climatizzato dove poter sorseggiare una birra o una coca (nel caso di Merlino) senza grondare di sudore.
     Comunque anche la giornata più dura volge al termine e d’ora in poi ogni km percorso ci porterà verso il fresco della Bretagna, e questo è l’importante!!!

 

6 Agosto

 



     Alle 7,30 siamo tutti in piedi, colazionati e pronti per partire in direzione Le Mont Saint Michel.
     Sulla nostra strada si trova Fougeres, che è la prima meta della giornata. La strada è più lunga del previsto, ma piacevolissima da percorrere soprattutto se accompagnati da una temperatura finalmente umana, che ci consente di chiudere la lampo dei giubbotti.
     Raggiungiamo il paesino a metà mattina, non prima però di aver acquistato da mangiare e fatto rifornimento nel solito INTERMARCHE’ di turno.
     Fougeres è fantastica, l’appellativo di Carcassonne del nord non è sbagliato. Il castello troneggia con le sue imponenti torri, fossato, e cinta muraria da una collina e domina tutta la città. L’interno è, come tutti i castelli medievali che hanno avuto un passato burrascoso fatto di assedi e riconquiste, desolato e vuoto, ma è proprio il fascino nell’apparente desolazione, che ti fa pensare a come si viveva nei secoli bui del medioevo. L’intero complesso è ben tenuto e vale sicuramente il prezzo del biglietto di ingresso. Se il tempo non incombe, merita una visita, anche la chiesa in stile gotico, costruita in granito, appena fuori le mura del castello.
     Il viaggio riprende ora senza sosta fino alla meta finale della giornata: il monte di San Michele.
     Arrivati nelle vicinanze cominciamo la ricerca di una sistemazione per notte. Tutte le Chambre d’Hotes (case di campagna immerse nel verde, molto rustiche e accoglienti), sono prenotate.
     Decidiamo quindi di recarci all’ufficio turistico, per chiedere di trovarci un tetto per la notte. Questo sistema è quello che risulterà il più comodo e veloce per trovare da dormire in Bretagna. Quasi sempre gratuitamente, altre volte ad un prezzo simbolico, gli operatori si fanno in 4 per trovarti una sistemazione secondo le tue preferenze ed esigenze economiche.
     Nella fattispecie noi siamo stati abbastanza fortunati. Infatti l’operatore ci ha trovato tre camere presso l’HOTEL DE LA POSTE a pochi passi dall’ufficio e a pochi Km dal mitico Le Mont Saint Michel.
     Posati i bagagli in fretta, decidiamo di andare a vedere la meta del giorno al tramonto, sperando anche di trovare l’alta marea che renderebbe la penisola un' isola molto più affascinante.
     La sfortuna vuole però che capitiamo nel periodo della bassa marea, e l’alta marea non si farà vedere se non 4 giorni dopo, che sfiga!!! La vista dell’abbazia che si staglia all’orizzonte è comunque indimenticabile.
     Decidiamo prima di tutto di fare la foto di rito mettendo in posa le moto con sullo sfondo il monte, con i due Mircki intenti a bloccare temporaneamente l’afflusso di macchine lungo la stretta (e unica) strada di collegamento. Rimontati in sella abbiamo percorso poche centinaia di metri e ci siamo concessi una breve visita del paesino arroccato sul monte che ricorda molto S.Marino.
     La visita al monastero viene rimandata per motivi di tempo, al giorno dopo.
    Cena alla “COTE BLEUE” di Pontorson, una creperie che fa delle vere e proprie opere d’arte culinarie. Magò e Legolas decidono di accompagnare il pasto con il famoso sidro di mele. La scelta è particolare ma azzeccata, il sidro leggermente gassato e non troppo dolce si accompagna bene con queste galettes.

 

7 Agosto

 



     Stamani l’appuntamento è alle 8:00, Legolas (il solito mattiniero) ha nel frattempo provveduto a chiedere al proprietario dell’albergo di farci lasciare i bagagli in qualche stanza in modo da evitare di portarli con noi, il secondo appuntamento è invece in una “patisserie” della zona per la colazione.
     Alle 9,00 siamo a Le Mont Saint Michel, lasciamo le moto nel parcheggio principale al costo di € 1,00 per l’intera giornata. A quell’ora il flusso caotico di turisti (che troveremo la sera all’uscita) è quasi inesistente. In pochi minuti facciamo i biglietti e, alle 9:30 siamo nel piazzale dell’Abbazia con un altro gruppo di italiani in attesa di iniziare il tour guidato in italiano (incluso nel biglietto d’ingresso).
     La chiesa risalente all’anno mille, sempre stata abitata da monaci benedettini (attualmente c’è invece una piccola comunità religiosa non benedettina), si sviluppa su uno scoglio di pochi km quadrati, ed è visitata ogni anno da circa 3 milioni di turisti.
     La forma piramidale non è stata creata a caso, ma come tutte le chiese dedicate a S.Michele Arcangelo, deve essere proiettata verso il cielo. L’Abbazia è  “gemella” nello stile e nella forma, a quella dedicata allo stesso Arcangelo sita in Italia sul Gargano.
     Nel 1150 e nel 1400 ha subito dei crolli strutturali, ma in entrambi i casi la fortuna, il destino o per i più credenti il Cielo, ha fatto si che i locali fossero vuoti e non vi fossero vittime. Tali crolli si verificarono in quanto la chiesa, che poggia su un monte a forma piramidale, con spazi ristretti e pareti molto scoscese, non consentiva un appoggio sicuro e stabile alla struttura. Lo stile interno, rimaneggiato da diversi architetti proprio a causa dei crolli, è sia gotico che romanico,  unico quindi nel suo genere. Tutto è molto spoglio, non ci sono ne statue ne dipinti, la rivoluzione francese l'ha praticamente denudata di tutto, cacciando via anche i monaci e ribattezzando il monte in “Monte Libero”. Successivamente alla rivoluzione, il complesso si trasformerà in carcere per poi tornare ad essere un
monastero “abitato” solamente in questo secolo. Grazie alla particolarità del luogo e alla marea, in alcune ore della giornata, il monte è circondato completamente dall’acqua, in altre la marea si ritira velocemente per circa 15/20 km creando una spiaggia immensa che trasforma l’isola in un'appendice della terra ferma.
     Così come se ne va, l’acqua all’improvviso ritorna all’incredibile velocità di 1m/s. In passato questa caratteristica ha fatto strage di persone che ingenuamente si avventuravano per km sulla spiaggia. E’ sconcertante pensare che anche oggi, nonostante tutta l’informazione, qualcuno ci lascia comunque la buccia.
     E’ proprio vero Le Mont Saint Michel ci è proprio piaciuta….non si è letto?!
Superato il marasma di gente, torniamo a mezzogiorno in hotel per prendere le borse e per dirigerci
verso la città dei corsari: St.MALO'.
     Tappa intermedia è CANCALE dove abbiamo visitato una chiesa in stile gotico, con al suo interno un altare dedicato alle vittime del mare.
     Qui a CANCALE il gruppo va all’ufficio del turismo per cercare un letto per la notte. Memori dell’esperienza del giorno prima abbiamo deciso di mettere la prenotazione delle stanze fra le prime cose da fare all’inizio della giornata, nel frattempo Merlino pensa bene di accontentare le sue papille gustative assaggiando il dolce tipico della
Bretagna, una torta alla crema alta 10 cm minimo, il FAHR.
     Per dormire troviamo a € 29,50 + tassa di soggiorno di € 1, tre camere in una Chambre d’Hotes di Cancale.
     Lasciati i bagagli alla signora Leloup,  padrona di casa, ci dirigiamo verso St.MALO', non prima di passare però dalla riserva naturale di POINT de GROUIN, da dove si gode di un panorama stupendo con scogliere a picco sul mare e colonie d’uccelli marini. Un’associazione di volontari ha messo ha disposizione binocoli e cannocchiali per l’osservazione dei pennuti.
     Infine eccoci giunti a St.Malò, la famosa città dei corsari, da qui partivano le navi dei pirati per andare ad abbordare i velieri nei secoli scorsi. Anche qui la bassa marea la fa da padrona. Attrazioni turistiche vere e proprie non ce ne sono, però il centro storico con le sue vie piene di turisti e di negozi (soprattutto ristoranti) è veramente caratteristico.
     L’ora di cena si avvicina e nonostante avessimo pranzato solo da poche ore, decidiamo di sederci e di assaporare le specialità del luogo. La scelta cade su un localino caratteristico del centro, che ci permette di assaporare il piatto tipico bretone le “mules e frittes”, meglio conosciute come cozze (alla marinara o in altre preparazioni)accompagnate da un ricco contorno di patate fritte. Questo perchè una delle attività principali della Bretagna è proprio la coltivazione dei molluschi.
     La serata finisce in allegria, all’uscita del ristorante conosciamo due coppie livornesi, con i quali ci intratteniamo a parlare. Anche hanno fatto il nostro stesso tour, e come noi sono fuggiti dalla Loira per il troppo caldo (“70 gradiiiii”…“boia dè un caldo!!!”). Ci siamo salutati e abbiamo proseguito per la nostra strada convinti di non incontrarci mai più, ma siccome il mondo è veramente piccolo, il caso ha voluto che 3 mesi dopo al Toscoradue organizzato dai Motocinghiali anche il Signor “70 gradiiii”  fosse presente. Come se non bastasse abbiamo scoperto che non solo è iscritto alla nostra solita mailing list, ma ha un TDM giallo come quello di Legolas…mah!!!
     Il rientro a casa dei Leloup è funestato da un incidente a cui siamo fortunatamente dei semplici spettatori, una sardomobilista inconsapevole che al mondo ci sono anche altre persone e che esistono gli stop, tagliava la strada ad un centauro, facendolo cadere…fortunatamente senza gravi conseguenze.

 

8 Agosto

 



     Ci svegliamo a casa dei Leloup dove abbiamo fissato anche la colazione, ma a differenza dei B & B inglesi, con 4 euro a testa (una enormità!!) qui ti danno solo qualche baghette con marmellata, del latte o te (non aranciate o succhi di frutta) e un, dico un, solo cornetto a testa. Con la stessa cifra in pasticceria si mangia il doppio e in due!!!
     Chiusa la parentesi polemica contro la signora Leloup, l’itinerario previsto ci vedrà spostarci all’interno della Bretagna costeggiando sempre la costa per arrivare fino a DINAN.
     Questo paesino è semplicemente meraviglioso, il centro storico è caratterizzato da abitazioni in legno che il tempo e forse un terreno non proprio “edificabile” hanno inclinato sui fianchi, e da una torre “pendente” che fa concorrenza, ma senza batterla, alla nostra torre di Pisa.
     In una chiesa viene conservata una reliquia molto suggestiva e particolare: il cuore di un cavaliere nato a Dinan che la leggenda vuole molto coraggioso e gran combattente.
     Lasciato Dinan, la tappa successiva è Dinard, nome simile ma completamente diversa la situazione. E’ una località turistica che può tranquillamente essere tralasciata, non c’è nulla da vedere se non una piscina d’acqua salata…e abbiamo detto tutto!!
     La meta del giorno, sono le scogliere di “CAP FREHEL” e il loro faro (che il caso ha voluto essere chiuso proprio in quel dì) alto più di 50 metri, la cui luce è visibile fin oltre cento km. Qui il parcheggio per le moto è gratuito e si possono mettere proprio fin sotto. Le macchine devono pagare o metterla molto lontano…in questo i nostri cugini d’oltralpe ci battono alla grande.
     Il tour prosegue “on the road”, infatti non abbiamo una meta prestabilita per oggi. Cerchiamo solamente di fare più km, e di annotare nelle nostre menti il susseguirsi di panorami atipici caratterizzati sempre dalla bassa marea, che in questa zona piena di porticcioli, lascia in secca sulla sabbia centinaia di barche a vela, adagiate su un fianco oppure in equilibrio precario.
     Intanto presso l’ufficio del turismo di S.Brieuc, ci trovano un alloggio a Plerin, all’Hotel “BONSAI”. Per la cena decidiamo di lasciare andare le moto fino a quando non avremo incrociato qualcosa che ci piace, e il caso ha voluto che Binic fosse sulla nostra strada. Questo paesino di mare, si sviluppa tutto su un porticciolo, di medie dimensioni, con numerosi ristoranti e con un festival del BLUES davvero originale. Numerosi artisti internazionali, suonano alternandosi nei vari locali della zona, allietando turisti e non.
     Per cena ci siamo rifugiati in un localino, il “An Arvor Quay de Courcy”, piccolo ma molto carino stracolmo di gente, dalla cucina impeccabile, dove abbiamo mangiato un piatto a base di patate al forno e maiale accompagnato da salsine varie davvero niente male, e delle gallettes altrettanto invitanti. Alla fine della cena le crepes dolci (al miele, al cioccolato, alla vaniglia e chi più ne ha più ne metta) sono state la ciliegina sulla torta per concludere la serata in…”dolcezza”.
     Il rientro in hotel avviene sul tardi, dire addio a questo paesino (che non avevamo considerato di visitare all’inizio del viaggio)  è stato davvero difficile.

 

9 Agosto

 

 

     Oggi il programma prevede la costa di granito rosa per poi continuare a dirigersi verso il nord ovest della Bretagna. Lasciamo l’Hotel “Bonsai” verso le 8.30. Fatto rifornimento, decidiamo di fare colazione nella prima pasticceria che incontriamo lungo la strada.
     Terzo disGUIDO: Guido per l’appunto, sfiora la moto per aprire il bauletto laterale e questa, appoggiata in un equilibrio precario, decide di accasciarsi al suolo fortunatamente senza nessun danno, eccetto il bauletto leggermente graffiato.
     Arriviamo a destinazione intorno alle 13,30. Finalmente la costa di granito rosa, tanto agognata dalle donne della spedizione è davanti a noi. Perché si chiamerà costa di granito rosa??? Boh vai a capirli i francesi. Non sarà mica per quelle stupende rocce color rosa???
     Ci sono vari sentieri che ci consentono di girovagare a piedi.
     Visto che il caldo modello Loira si fa sentire , decidiamo di andare ad “assaggiare” l’acqua. Il mare fra l’altro è calmissimo e di un azzurro-verde molto intenso.
     Merlino non resiste e in un batter d’occhio si leva giubbotto, pantaloni,maglietta e mutande…ehm quelle no, spicca un tuffo da uno scoglio e “splash!!!!” eccolo immerso nelle fredde acque atlantiche. L’acqua a dispetto di quello che si poteva immaginare è un cubetto di ghiaccio sciolto, ma un tocca sana contro il caldo. Anche Legolas non resiste e dopo qualche secondo si tuffa anche lui per una breve nuotata e la foto di rito.
     Freschi (nel vero senso della parola) e tonificati, i due temerari si rivestono (ma non vedrete mai la foto a chiappe di fuori di Merlino e Legolas scattate da Magò di nascosto) e improvvisamente ci accorgiamo della forza della marea. Nel giro di 10 minuti lo sperone di roccia da cui ci siamo tuffati e dove ci eravamo tutti distesi per prendere un po’ di sole, viene sommerso di almeno un metro e mezzo.
     Per fortuna che avevamo tolto tutti i vestiti!!!
     Lasciata la costa, raggiungiamo un Mc Donalds per la merenda, infatti vista l’ora, le 16.30, non possiamo parlare di pranzo.
     La tappa seguente è un menhir “cristianizzato”, perché, in epoca di evangelizzazione, vi è stata scolpita sulla sommità una croce. Alto circa 10 metri, di certo non sarà spettacolare come quello che dovremo andare a vedere fra qualche giorno, che le guide dicono essere il menhir più alto del mondo….. oltre 20 m!!
     Il bagno fuori programma, e forse anche un' eccessiva supervalutazione del tempo e della strada da percorre, ci fanno tardare nella prenotazione dell’Hotel. Quando giungiamo all’ufficio del turismo di Morlaix , questo è in chiusura (li chiudono verso le 18,00). L’operatrice non ci considera e ci liquida dicendoci che tutta la zona è invasa da turisti.
     Inizia così un vero tour de force per cercare un alloggio per la notte. Decidiamo, dopo il quarto hotel esaurito, di tagliare verso il centro della Bretagna, dove speriamo di trovare meno gente. Dopo molti km e molte soste presso altrettanti alberghi, la fortuna vuole che alla reception dell’ennesimo Hotel cui chiediamo ricovero, una simpatica signora..(sono ormai le 19,30) mossa a “compassione”, ci aiuta e ci dirotta verso l’Hotel di SHINING, uno sperduto GOLF HOTEL. Perché Hotel di Shining? Perché si trova in un posto isolato, in mezzo alla campagna, con corridoi lunghi e desolati in un albergo semivuoto. Nonostante tutto, la prima impressione è stata sbagliata, l’hotel per noi va benissimo, stanze pulite e confortevoli….e questo ci basta.
     La serata passa in una creperie, dove “diabolicamente” Merlino fa scattare una disquisizione fra Legolas, Magò e tutti gli altri sul “millesimo dell’età” e sull’effettivo inizio del terzo millennio : il 1° gennaio del 2000 oppure il 1° gennaio del 2001??? Ai lettori l’ardua risposta!!!
     Buona notte!!

10 Agosto

 



     Viste le difficoltà avute la sera precedente, decidiamo di dirigerci subito verso la destinazione finale della giornata e cercare un albergo.
     Giungiamo a Chateauline, dove troviamo un alberghetto davvero niente male, l’HOTEL de la FRANCE. Un pensioncina pulitissima, gestita da una signora un po’ fuori di testa, capace di girare dalla mattina alla sera, per fare le pulizie o per servire ai tavoli, con i tacchi a spillo.
     Lasciamo i bagagli in Hotel e percorrendo delle strade interne attraverso campagne e foreste, raggiungiamo il piccolo abitato di Huelgoat immerso nell'omonima foresta. Parcheggiate le moto, ci avviamo verso uno degli “ingressi” al bosco. Una volta entrati, e superate le prime rocce, ci accorgiamo che si sviluppa una foresta immensa.
Il fiume che l'attraversa e che sarebbe dovuto essere l'attrazione del luogo, formando stagni e cascatelle “improvvise”, complice il caldo e la siccità di quest'anno, è poco più che un torrente in secca, quindi onestamente il posto perde molto di quello che ha di magico e incantato.
     Il rientro avviene facendo un bel percorso panoramico all’interno del parco dei MONTS d’AREE. Anche qui il traffico è quasi inesistente e quasi tutti i paesini che attraversiamo sembrano deserti, anzi lo sono, evidentemente l'afa costringe la gente in casa e sono pochi i temerari che vanno in giro con il giubbotto in gore-tex e un casco in testa…
     Dopo una visitina alla cappella di S. Michel con il suo splendido panorama a 360°, arriviamo fino a Pleyben, dove ci fermiamo ad ammirare il suo famoso complesso parrocchiale con il Calvario e per la serie uniamo l’utile al dilettevole, visitiamo anche una piccolissima fabbrica di cioccolato, dove “scrocchiamo” qualche assaggio gratuito.
     La giornata si conclude al ristorante del nostro albergo davanti ad un mitico piatto di Cozze al Curry…semplicemente divine. Ovviamente c’erano anche le immancabili patatine fritte di contorno!!.
 

11 Agosto

 



     Vista l’ottima posizione del nostro albergo, il prezzo niente male e le stanze particolari e molto carine, decidiamo di rimanere qui un’altra notte.
     Prima meta del giorno è la penisola di CROZON e successivamente POINT DU RAZ. Lo spettacolo della natura è entusiasmante, ma ciò nonostante non siamo soddisfatti completamente. Finora non abbiamo ancora visto quei bei fari bianchi tanto famosi, riprodotti a migliaia nelle cartoline e nei poster. Probabilmente si troveranno nella zona che abbiamo dovuto eliminare dal tour per mancanza di tempo.
     Riguardo la penisola, vanno ricordati i siti megalitici dove sono presenti MENHIR preistorici, il museo della BATTAGLIA ATLANTICA avvenuta durante la seconda guerra mondiale e le postazioni dei tedeschi disposte sulla costa, complete di fortini, case matte ecc…, che però nonostante la presenza del museo, versano in uno stato di completo abbandono. Anche da qui si può godere di un panorama mozzafiato.
     Riguardo a POINT DU RAZ che dire: è il punto più a ovest della Francia e uno dei più turistici della costa Bretone. Pagato il carissimo biglietto d’ingresso e il parcheggio per le moto, accediamo all’area destinata ai turisti dove una miriade di negozietti vendono tutti le stesse cose, come magliette, fari in miniatura (che si trovano un po’ ovunque in Bretagna), gadget, adesivi, e altre cosette inutili che vengono accantonate al ritorno a casa.
     Da qui Point du Raz dista ancora circa un paio di Km, che possono essere percorsi a piedi, in autobus (trasporto gratuito) o con una specie di carrozza trainata da un cavallo. Il punto di osservazione è mozzafiato, all’orizzonte si stagliano due fari che indicano alle navi che transitano in zona, i punti da evitare a causa degli immensi scogli sommersi, ma soprattutto è strepitoso notare le due correnti, una proveniente da nord e una proveniente da sud che si incrociano e si scontrano creando onde e pericolosi mulinelli. Contemporaneamente a causa di questo incontro di correnti, si forma una zona in cui il mare è stranamente “calmo”, proprio perché le onde creano una sorta di piscina naturale, insomma….. una roba che se non la vedi è un po’ difficile da spiegare.
     Lasciato Point Du Raz, ci dirigiamo verso LOCRONAN, paesino medievale semplicemente delizioso. Purtroppo abbiamo potuto visitare ben poco del luogo, in quanto siamo giunti ad un orario impossibile. Ad ogni modo il solo camminare per le strade di questo villaggio è magnifico, le case sono tutte in pietra e perfettamente tenute, la loro architettura è splendida e ci sono fiori ovunque. Si nota subito la completa assenza di cavi elettrici, dei pali della luce, delle parabole o antenne dei telefonini, infatti il governo francese ha applicato una politica di “interramento”  per tutelare il paese da inquinamenti estetici, elettromagnetici ecc…


12 Agosto

 

 

     Nuovo giorno nuovo albergo!!! Ormai la strada ci sta portando verso sud-est…purtroppo il rientro è iniziato.
     Alloggiamo a QUIMPERLE’, da qui lasciati i bauletti, ci muoviamo verso PLOUMANACH dove c’è il faro più alto di Francia. La cittadina non ha nulla di particolare se non questo faro, quindi, se non li amate, potete anche evitare di andarci!! E' visitabile al costo di un offerta da lasciare al…. “guardiano”. Raggiungere la meta è abbastanza dura, sia perché per arrivare in cima si devono fare un bel po’ di gradini, sia perché sulla stessa rampa di scale (larga circa 50 cm) si incrociano le persone che salgono e quelle che scendono, rendendo complicato il “sorpasso” dei più lenti.
     Lasciato il faro ci dirigiamo alla cittadina di mare CONCARNEAU, paese di pescatori per eccellenza, dove al porto, a mezzanotte circa le barche che rientrano dalla battuta di pesca, vendono il bottino sulle banchine, mettendolo all’asta. Per accedere al centro storico, si deve oltrepassare un piccolo ponte. Il cuore della città vecchia si chiama Ville Close ed è praticamente un'isola tutta fortificata, ricca di stradine strette molto romantiche.
     Rientrati a Quimperlè verso le 21:30, raggiungiamo il centro e cerchiamo un posto per cenare, mah...., nessuno ci accoglie nonostante i locali abbiano tavoli vuoti perché le cucine sono già in chiusura…alle 21,30 ???? Ci accontenteremmo di una pizzetta veloce,veloce, ma niente da fare non sono attratti dall’idea di mettere a tavola dei clienti. E pensare che in Italia, pur di farti mangiare, ti stiperebbero chissà dove!!!
     La serata si conclude quindi al Mc Donalds adiacente l’albergo…che tristezza!!!

 

13 Agosto

 

 

     La giornata inizia con la sorpresa a CINZIA che proprio oggi compie 30 anni!! Con Mirco e Laura abbiamo precedentemente comprato una catenina con il TRISKELL (portafortuna bretone celtico eletto a simbolo della vacanza; l’adesivo campeggia ora su tutte le nostre moto). Alle 8,30 precise invadiamo la stanza di Cinzia e Mirko per festeggiare tutti insieme e spengere le candeline.
     Il programma del giorno prevede la visita di BELLE ILLE (chiodo fisso del buon Merlino) e CARNAC con i suoi menhir.
     Belle Ille (l’isola bella), di cui Merlino ha in ufficio un poster in cui si vede una piccola chiesa a picco sul mare in tempesta, viene presentata (stando alle guide) come un luogo incontaminato, in cui il tempo si è fermato e dove il turismo “non è di casa”… Raggiungiamo quindi la penisola del Quiberon che ci porterà all’imbarco per Belle Ille. La strada che congiunge la terra ferma al Quiberon, è larga circa 80 metri, invasa da camper e auto, per passare siamo
costretti a fare lo slalom come sul raccordo anulare di Roma. Per adesso siamo abbastanza delusi.
     L’altra batosta ci arriva al porto da dove partono i traghetti per l’isola. L’unica nave che va su e giù costa, a persona, 45 euro e le moto 90 cadauna. Il costo eccessivo, l’impossibilità di girare l’isola a piedi (che se pur piccola ha sempre 15-20 km di diametro) e la presenza massiccia di turisti ci danno la seconda delusione della giornata e rinunciamo alla visita.
     Ci dirigiamo così verso CARNAC, che è famosa  per i suoi siti megalitici e per il fatto che in uno di questi è presente il menhir più alto del mondo!! Effettivamente di menhir di varie grandezze ce ne sono tanti, allineati per chilometri e chilometri, ci sono musei dove ti spiegano un po’ la storia di questi monumenti e la storia della zona…ma in realtà se non sei un appassionato (e noi abbiamo scoperto di non esserlo) “visto uno, visti tutti”…
Anche il menhir più alto del mondo è stata una delusione…nessuna guida aveva ricordato di scrivere che questa enorme pietra di granito è distesa in terra e si è spezzata in tre parti!!!
     La penisola del Quiberon ci ha deluso molto e non consigliamo di andare a visitarla.
     Arriviamo in albergo a Nantes (catena Ibis) in serata. Anche qui la cortesia e la complicità dei francesi verso i motociclisti torna protagonista. Un signore in moto vedendoci persi, stanchi e affamati, ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto e ci scorta fin sotto all’Hotel. Lasciamo le moto in un parcheggio coperto, ormai essendo tornati in città è meglio non fidarsi troppo. Il prezzo è sconvolgente: dalle 19,00 alle 09,00 del mattino 2 euro e basta (a Roma ci fai due ore!!).
     Finalmente si conclude questa giornata che nel complesso non ci ha soddisfatti affatto!!

 

14 Agosto

 



     Purtroppo il viaggio è arrivato alla fine, questo è il nostro ultimo giorno insieme, la meta è VICHY dove abbiamo individuato l’ennesimo ETAP hotel.
     Usciti da NANTES, imbocchiamo la statale per Vichy, il viaggio risulterà essere lungo e stancante, alla fine la tappa di oggi toccherà i 700 km!! Nonostante questo non poteva mancare l’ultimo colpo di scena!!
     Quarto disGUIDO: ci fermiamo come al solito all’INTERMARCHE’ per fare rifornimento e per acquistare il pranzo. Merlino ha appena terminato il rifornimento quando mettendo il cavalletto, decide di sporgersi dalla moto per prendere il casco appoggiato sulla pompa di benzina e… il caso, la fretta, la distrazione o la sfiga hanno voluto che il cavalletto rientrasse…e Merlino finisse in terra sotto la moto!!!
     Botto incredibile sull’asfalto, davanti ad una fila di automobilisti che ridevano (figura di m…incredibile). Subito vengo soccorso dai miei prodi cavalieri Mirco e Mirko, e purtroppo ci accorgiamo che questa volta non è che mi sia andata proprio bene…
     Il manubrio per l’urto si è piegato, ma la moto è guidabile (a Roma Merlino sarà costretto a farlo cambiare). Per fortuna il bauletto ha protetto la caduta, ma il portapacchi (wing rack 2 della Givi), si è spezzato di netto!!
     E ora come portiamo il bauletto??? Certo abbiamo il filo di ferro e delle corde, ma non sono sufficienti a reggere il peso del bagaglio. Ma ovviamente Merlino ha sempre un jolly nella manica, e quindi......Intermarchè non è solo supermercato, brico, garden, e chi più ne ha più ne metta, è anche officina meccanica!!!
     Ci dirigiamo in officina a chiedere aiuto, e dei ragazzi, nel giro di due ore mi riparano il portapacchi, facendo un supporto metallico bloccato con dei rivetti. In sostanza alla cifra di 7 euro (cui ho aggiunto una mancia di 10) mi hanno rimesso in piedi il porta pacchi consentendomi di arrivare fino a casa.
     Le due ore perse ci fanno saltare la visita di Vichy, arriviamo in albergo in serata dopo una tirata in autostrada niente male.
     Dopo aver cenato, torniamo in camera e Merlino e Valentina si accorgono di aver dimenticato il codice per aprire la porta in stanza. Gli Etap non hanno servizio notturno di portineria e pagando anticipatamente si ottiene, al posto della chiave, un codice d’entrata. Ovviamente il fuori programma finale doveva esserci!!
Tramite un apposito citofono riusciamo a contattare qualcuno che ci manda il portiere il quale, abbastanza scocciato, ci dà il codice.
     La serata è finita.

15 Agosto

     Lasciamo Vichy per dirigerci a Chambery dove dovremmo passare l’ultima notte. Lungo il tragitto però Merlino e Valentina decidono di arrivare fino a Torino perché il giorno seguente li aspetta una bella tirata fino a Roma.
     Con la morte nel cuore il M.I.C. si divide.
     Notte francese di Mirko, Mirco, Cinzia e Laura: L’albergo che troviamo è carino, leggermente fuori dal paese. Il gestore è un simpatico signore di mezz’età che parla molto bene l’italiano e ha un simpaticissimo cane lupo di nome Osso. La serata la passiamo in una pizzeria ma siamo abbastanza tristi pensando ai nostri amici soli soletti a Torino.
     Notte italiana di Guido e Valentina: abbiamo alloggiato in un hotel di Rivoli, vicino Torino, il prezzo iniziale ci sconvolge: 80 euro per una doppia. Abituati alle tariffe d’oltralpe ci sembra uno sproposito, ma comunque vista la stanchezza avremmo pagato senza batter ciglio. Poi però il portiere ci domanda se avremmo pagato in contanti o con carta, noi diciamo in contanti, e come per magia gli 80 euro diventano 65; poi ci chiede se eravamo intenzionati a fare colazione in albergo oppure no, al nostro rifiuto il “Mago Forrester” trasforma i 65 euro in 55 (riportando il tutto in linea con le tariffe francesi).
Come si dice una mano lava l’altra ………Eravamo tornati in Italia!!!

CONCLUSIONI :
E’ stata un esperienza fantastica che speriamo non resti anche l’unica, in questi 15 giorni abbiamo avuto modo di conoscerci, confrontarci, apprezzarci per i pregi e per i difetti di ognuno di noi…
Abbiamo visitato luoghi magnifici, e luoghi meno belli, ma pur sempre con un fascino particolare, il fascino di fare un viaggio in moto con persone che condividono la tua stessa passione.
Il MIC a questo punto si divide, ma non si scioglie, l’appuntamento è fissato per il prossimo anno “Scozia 2004”.


NOTE DI VIAGGIO PER CHI VA IN MOTO:
La rete autostradale non è estesa come quella italiana, è poco trafficata e c’è una sensibile presenza di polizia. 

Le tariffe al casello per le moto sono spesso differenziate rispetto alle automobili, a patto che non si vada al pagamento automatico dove non è presente un sistema di rilevamento che differenzia il mezzo.

Notate bene che l’autostrada è indicata da cartelli blu e non verdi come da noi, mentre per le statali funziona esattamente al contrario: verdi invece che blu. Se non si ha fretta, è consigliabile percorrere le statali, che talvolta passano attraverso paesini meravigliosi.

Le grandi catene di supermercati vendono anche benzina ad un costo notevolmente inferiore (anche 0,89 euro/litro) rispetto ai distributori ufficiali. Sono aperti tutti i giorni fino alle 19, domenica e festivi fino alle 12,00. I sistemi di pagamento automatici (nel caso non ci fosse l’operatore) non accettano carte di credito o bancomat che non siano francesi, di conseguenza se si rimane a secco occorre aspettare qualche francese che vi fa benzina pagandolo in contanti.

Grande rispetto per motociclisti e ciclisti, gli automobilisti fanno sempre strada ed il parcheggio in città (strisce blu) è gratuito a meno che non sia espressamente indicato; tra moto ci si saluta SEMPRE, anche in autostrada, e anche se si viaggia su corsie opposte. L’educazione stradale è elevata, non si lampeggia, non si suona con il clacson (anche se il semaforo diventa verde e chi è davanti a noi non parte!!!) e si ha pazienza se chi ci precede è più lento o indeciso su quale strada prendere. L’asfalto è in ottime condizioni e le famose rotonde sono ovunque, grandi e funzionali. Le persone si fermano per offrire il loro aiuto se ci vedono in difficoltà o in dubbio sulla strada da prendere.

Per chi non prenota dall’Italia, ci sono molte catene alberghiere, per tutte le tasche. La più grande è la ACCOR va da 1 stella (i Formula1) alle 5 stelle. Noi abbiamo alloggiato negli Etap Hotel, che sono come i Formula 1 ma con il bagno in camera e negli Ibis che sono qualitativamente migliori dei precedenti a prezzi ancora ragionevoli.
Inoltre ci sono le Chambre d’Hotes (queste meglio prenotarle) che sono un misto fra degli agriturismi e dei B&B. Quelle bretoni sono bellissime e veramente “rustiche”. Per prenotare ci si può rivolgere agli uffici del turismo (presenti in quasi tutti i paesini), penseranno a tutto loro. Attenzione alcuni possono richiedere una piccola commissione per il servizio. Chiudono alle 18, nelle zone di maggior attrazione turistica non vi attardate a prenotare o rischiate di non trovare nulla.

La colazione non è consigliabile farla in Hotel, andate nelle patisserie dove hanno più scelta e sono più economiche.
Cosa mangiare: in Bretagna assaggiate l’ottimo pesce (zuppe, ostriche ecc.) e non dimenticate le cozze con contorno di patate fritte (il top per chi ama i sapori “forti” sono quelle al Curry!!) e le crepes e gallette ovviamente!

Per i più “pigri” le ferrovie francesi danno la possibilità di trasportare la moto in treno, facendoti risparmiare tempo, km e benzina…ma ne vale la pena?!

Condizioni Climatiche: purtroppo, l’estate 2003, sarà ricordata in Francia per un caldo infernale mai registrato, che ha fatto molti danni. Noi non abbiamo visto nemmeno una goccia d’acqua ma in ogni caso la Bretagna normalmente è una zona piovosa quindi l’attrezzatura antipioggia è necessaria!! Nella Loira invece…caldo, caldo, caldo e umido, umido, umido!!! Temperature massime : Loira : 37°-44°, Bretagna: 25°-30°

Speriamo che questi consigli vi servano per organizzare la vostra vacanza in Francia!!


Merlino,Magò,Legolas,Lamù,Haran Benjo e Titty