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02.08.08 - 24.08.08

 

Per sfruttare al massimo i giorni di ferie, partiamo il sabato mattina anche se fino alle 18.00 del venerdì abbiamo lavorato tutti. Come di consueto, Guido e Valentina arrivano da Roma per pernottare da noi. Vederli sbucare in fondo alla nostra via carichi come muli, prelude sempre a qualcosa di bello che di lì a poche ore avrà inizio…

 

2 agosto

 

 

     Sveglia all’alba (5.30) per cercare di fare più km possibile con il fresco. Le moto, davanti casa, ci aspettano trepidanti…sotto le loro gomme nuove nuove scorreranno migliaia di km di asfalto. Subito in sella, un colpetto allo starter e via verso la prima destinazione. Dopo 891 km arriviamo a Nuits-Saint-Georges, in piena Borgogna, dove passeremo la notte. Fortunatamente durante il viaggio il caldo non si è fatto sentire assolutamente e le temperature assurde del 2003 sono solo un lontano ricordo.

 

3 agosto

 

 

     Anche oggi, lunga tappa di trasferimento. Purtroppo i 731 km che ci hanno portato fino al porto di Cherbourg, dove ci aspettava la “Oscar Wilde” per portarci direttamente in Irlanda, sono stati accompagnati in buona parte da una fastidiosa pioggia.

 

4 agosto

 

 

 

     Dopo una tranquilla traversata di 16 ore, con grande emozione vediamo avvicinarsi il piccolo porto di Rosslare e per fortuna al momento di scendere smette di piovere. Appena usciti dal porto ci fermiamo per sistemare le cartine e compiere un’operazione che diventerà un rito quotidiano…l’ingrassaggio della catena. La meta finale di oggi è Naas. Imbocchiamo la 25 e poi a Wexford la 11 verso nord. La guida a sinistra all’inizio è sempre un po’ sconcertante ma ci si fa presto l’abitudine. Ci fermiamo ad Arklow dove abbiamo un appuntamento con Mattia. Guido lo aveva conosciuto circa un anno e mezzo prima per motivi di lavoro quando ancora viveva in Italia. Adesso Mattia vive e lavora a  Dublino e ci farà da guida per il nostro primo giorno in Irlanda. Percorriamo la scorrevole 752 e poi la 755 fino a Laragh. Una breve deviazione sulla 756 ci conduce fino al sito monastico di St.Kevin, lungo la valle del Glendalough. La parte più antica di questo insediamento risale addirittura al quinto secolo. I resti sono ben conservati ma a noi sembra un po’ troppo turistico ed affollato. Dopo una breve visita ci rimettiamo in moto e Mattia ci guida lungo la bella e panoramica 115 che si inerpica sulle Wiclow Mountains. Ci fermiamo sul Sally Gap, un bellissimo passo che offre una vista mozzafiato. Le colline sono coperte di erica e cardi e cominciamo ad assaporare i bellissimi paesaggi che offre quest’isola. Nel riscendere, ammiriamo in fondo ad una profonda valle, un lago dalle acque molto scure che accarezzano dolcemente una spiaggia color avana. Poco distante un’enorme villa in stile vittoriano, domina lo specchio d’acqua. Quella che stiamo osservando è la “piccola” dimora di un membro della famiglia Guinness, il cui cognome dice tutto. Il lago e la spiaggia sembrano in effetti un enorme boccale della famigerata birra. Prima di ripartire veniamo letteralmente assaliti dai midges, fastidiosi moscerini che credevamo vivessero solo in Scozia, invece anche qui danno sfoggio di tutta la loro voracità e ci costringono a rimontare velocemente in sella. Prima di arrivare a Naas ci fermiamo per la cena in un pub di un piccolo paesino che stiamo attraversando. Arriviamo al B&B mentre il sole sta tramontando e salutiamo Mattia che è rimasto con noi fino a sera. Con lui ci incontreremo nuovamente alla fine della vacanza, nella sua Dublino dove ci farà da guida ancora una volta per un paio di giorni.

 

  5 agosto

 

 

 

     La prima Irish breakfast della vacanza è ottima ed abbondante, l’unica nota stonata è che guardando dalla finestra si nota la solita fastidiosa pioggia del giorno prima che sta ancora cadendo. Imbocchiamo la 78 verso Kilkenny. Notiamo subito che le strade sono poco trafficate e che la civiltà alla guida è nettamente superiore a quella italiana. In quasi tutte le strade irlandesi l’asfalto è drenante, consente quindi un’ottima visibilità ed un ottimo grip anche in condizioni meteo poco favorevoli. Arrivati a Kilkenny entriamo nel poderoso castello solo per acquistare al costo di 20 euro, l’Heritage card (questa carta permette di accedere gratuitamente ad una lunga serie di siti archeologici, castelli e punti di interesse distribuiti su tutto il territorio nazionale). Decidiamo di non visitare l’interno anche se la guida ce lo descrive come una delle più notevoli fortezze irlandesi, facendoci scoraggiare dall’obbligo della visita guidata, che sarebbe cominciata solo dopo qualche ora facendoci perdere molto tempo. Ci dirigiamo così verso la Jerpoint Abbey. I meravigliosi resti di questa abbazia cistercense del XII secolo sono ben conservati e suggestivi. Il sole squarcia la coltre di nuvole rendendo la visita molto piacevole. Proseguiamo alla volta del Dunmore East, bella e scorrevole la strada per raggiungerlo, però, questo piccolo ed anonimo porticciolo ci delude un po’; la vista sul golfo e sul promontorio di fronte non è troppo esaltante. Arriviamo a Cahir nel tardo pomeriggio e scopriamo con immenso piacere che il nostro B&B è un castello ben conservato, proprietà, dei discendenti di una importantissima famiglia di nobili che ha dominato questa contea fin dal primo medioevo. Adesso però non se la passano molto bene se sono costretti a mandare avanti un B&B per sbarcare il lunario. Ceniamo al Galtee Inn, ottimo ristorante che si trova nella piazza principale della piccola cittadina. I prezzi sono nella media dei ristoranti irlandesi (e quindi piuttosto alti) ma non avrete niente da ridire ne sulla qualità ne sulla quantità delle pietanze.

 

6 agosto

 

 

 

     Dopo un’ottima colazione servita dalla contessa in persona, visitiamo il Castello di Cahir. Questo maniero di origine medioevale, splendidamente conservato, apparteneva appunto alla famiglia Buttler di cui siamo stati ospiti. I conti lo hanno posseduto dal 1375 fino al giorno in cui quel gran simpaticone di Cromwell lo prese senza colpo ferire. Era l’anno 1650…Negli anni 40 del ‘900 divenne proprietà dello stato. La visita è interessante e la consigliamo anche per l’estrema tranquillità del posto che non è preso d’assalto da orde di turisti. Proseguiamo con una visita alla vicina cittadina di Fethard con i resti di un’antica cinta muraria risalente al XII secolo e diverse altre rovine medievali. Non senza sbagliare una paio di volte strada, arriviamo a Cashel con la sua imponente rocca. Trattasi di uno dei siti archeologici più belli d’Irlanda e di conseguenza molto affollato di turisti. Dalla sommità della collina su cui sorge la rocca, si gode di una splendida vista a 360 gradi sulla verde campagna circostante e in lontananza si possono ammirare anche i formidabili resti della duecentesca Hore Abbey. Intanto il sole oggi è riuscito ad averla vinta sulle nuvole e sulla pioggia e percorrere la strada costiera verso Cork e poi Timoleague è un vero piacere. Proprio quest’ultima abbazia, che non viene minimamente nominata sulla Lonely Planet e appena accennata sulla Routard di Valentina, ci stupirà con i suoi resti di un monastero francescano del 1200 costruito in riva al mare. Il sito è a nostro avviso bellissimo. Siamo gli unici quattro visitatori che si aggirano tra il cimitero e le rovine, scattando decine di foto. Da quello che rimane delle finestre della chiesa si vede il mare a pochi metri di distanza. Non ci accorgiamo del tempo che passa tanto ci piace questo posto e quando ripartiamo il sole comincia ad abbassarsi sull’orizzonte. Consigliamo vivamente una visita. In breve arriviamo a Skibbereen dove abbiamo prenotato un B&B con stanze grandi e pulite ma rimarrà nella nostra memoria soprattutto per il grande numero di avvisi che i gestori hanno appiccicato ovunque. “Non salire con le scarpe fangose”, “Non sbattere le porte”, “Non parlare ad alta voce la notte”, “Non saltare sul letto”…e tanti tanti altri…In paese becchiamo un pub a caso e come al solito caschiamo bene. La cena è ottima, abbondante e la calda atmosfera del locale ci rilassa dopo una dura giornata in sella. 

 

7 agosto

 

 

 

     Alle 10 siamo già in sella con la ruota puntata verso Mizen Head e percorriamo la strada costiera che ci regala una splendida vista sulle scogliere, baie ed isolette alla nostra sinistra. Seguiamo poi le indicazioni per L’Healy Pass, cominciando a percorrere la 574 che sale tortuosa in cima al passo. Questa strada è molto bella come il paesaggio, quasi lunare, che ci circonda. Lo stretto nastro di asfalto si inerpica tra le rocce e la scarsa vegetazione, percorso da pochissimi mezzi e da molte pecore che pascolano nei paraggi. Arrivati in cima , decidiamo per una sosta, fa freddo e tira vento ma la vista è meravigliosa. Alle nostre spalle la strada appena percorsa sembra un serpente. Davanti a noi invece una veduta mozzafiato sulla contea del Kerry. Scendiamo verso Kenmare dove abbiamo prenotato il nostro B&B che sul cartello di benvenuto porta scritto “Probabilmente il B&B con la più bella vista d’Irlanda”. Il proprietario è un tipo simpatico e ha certamente scritto quella frase a ragion veduta. La sua casa sorge su una piccola collina e domina la baia sottostante. Il mare qui si insinua nella terraferma quasi a formare uno stretto fiordo ed in effetti il tutto è molto suggestivo. Le camere sono molto grandi e pulite e possiamo tranquillamente dire che questo B&B si è guadagnato il podio. Il signore ci consiglia un posto dove mangiare non troppo distante da lì e ci fidiamo. Il Sailor’s Bar offre piatti di pesce e carne veramente ottimi e se passate in zona la sosta per la cena è quasi obbligatoria.

 

8 agosto

 

 

     Carichiamo bagagli e zavorrine sulla strada perché il viottolo del B&B è troppo ripido e ricoperto di ghiaia e partiamo alla volta di Muckross Abbey, interessante sito monastico che sorge sul Lough Leane. Subito dopo invece di seguire il classico anello del Kerry optiamo di percorrere una strada che lo taglia esattamente a metà passando attraverso il Ballaghisheen Pass e sbucando a Waterville, sul mare. Causa la quasi totale assenza di cartelli, abbiamo sbagliato direzione come minimo 2 o 3 volte ma alla fine siamo riusciti ad imboccare quella giusta. Il primo tratto fino al passo è eccezionale. La strada percorre il fondo di una valle e la sua particolare conformazione di sali e scendi, permettono di vedere un veicolo (se mai ce ne fosse uno) parecchi km davanti a noi. Le impetuose acque di un torrente ci accompagnano intersecandosi senza soluzione di continuità con la nostra strada. La guida rilassata ci permette di guardare intorno a noi ammirando le immense distese di erica che ricoprono i pendii della valle. Dopo il passo invece la strada diventa meno interessante ma siamo contenti della scelta fatta. Arrivati a Waterville imbocchiamo la strada costiera che fiancheggia la St. Finan’s Bay  regalandoci splendidi scorci sulla baia e le spiagge sottostanti raggiungiamo poi Ballinaskelligs per visitare i resti di un monastero con annesso cimitero, che sorge proprio in riva al mare. Se non siete in zona potete anche evitare la deviazione. Percorriamo quello che resta del Ring of Kerry e arriviamo Dingle, dove passeremo la notte, abbastanza tardi. Nonostante la cittadina sia molto turistica non ci rimarranno impressi nella mente ne il B&B ne il pub dove ceniamo : il Dingle Pub.

 

   9 agosto

 

 

     Durante la colazione facciamo la conoscenza di una coppia di italiani compaesani di Guido e Valentina. Ci scambiamo informazioni, suggerimenti e raccogliamo orgogliosi i loro complimenti quando gli diciamo che siamo venuti quassù con la moto. Ancora non lo sappiamo, ma dal punto di vista meteorologico, oggi sarebbe stato il giorno più duro della vacanza. Ci mettiamo in marcia lungo la penisola di Dingle. La pioggia ancora non cade impietosa come avrebbe fatto di lì a poco ma le nuvole basse ed il freddo ci accompagnano minacciosi. Alte scogliere e scoscesi dirupi distolgono la nostra attenzione dalla guida da quanto sono affascinanti, non osiamo pensare quanto tutto questo sarebbe bello con il sole… Raggiungiamo Slea Head dal quale si gode di una bella vista sulle isole che si trovano a poca distanza dalla costa e mentre stiamo facendo le foto, ci accorgiamo di un gruppo di ragazzini che nella spiaggia sottostante sta facendo il bagno…BAGNO?????? Tira vento, fa freddo, ci sono le nuvole ed il mare mosso…in Italia a volte nemmeno a dicembre c’è un tempo così!!!! Noi siamo vestiti di tutto punto, guanti compresi, e questi corrono fuori e dentro l’acqua come se nulla fosse. Appena rimontati in sella vediamo un simpatico cartello che indica che nei pressi si trova il pub più a occidente d’Irlanda…, ciò significa che se volete farvi una birra proseguendo verso ovest dovrete arrivare a Boston…negli Stati Uniti d’America…Torniamo verso Dingle ed evitiamo a malincuore il Connor Pass perché la pioggia comincia a cadere pesantemente. Ci mettiamo in marcia con destinazione Kilrush e per risparmiare diversi km, visto che stiamo guidando sotto un autentico diluvio, a Tarbert, prendiamo al volo un piccolo traghetto, o chiatta perché chiamarlo traghetto è un po’ eccessivo, che ci permette di attraversare l’istmo creato dal fiume Shannon. Appena scesi percorriamo pochi km fino al B&B dove ci rigeneriamo con una doccia bollente e asciughiamo caschi, stivali e giubbotti con il phon. L’acqua è entrata ovunque…persino nelle valige laterali ci sono tracce di umidità. Kilrush è abbastanza desolata ma riusciamo a trovare comunque un discreto pub dove cenare e scolarci l’immancabile Guinness…oggi ampiamente meritata.    

 

   10 agosto

 

 

 

     La tappa di oggi prevede l’arrivo a Galway con visita delle famose Cliffs of Moher. Dopo colazione partiamo alla volta del Loop Head che si trova poco più a sud di Kilrush. Purtroppo il tempo non è un gran chè, ma almeno non piove perciò ci accontentiamo. Il capo rappresenta il lembo estremo di un stretta penisola e la strada finisce proprio al faro. Alte scogliere a perdita d’occhio sono la caratteristica di Loop Head. Il tempo non troppo clemente però ci costringe ad una visita piuttosto rapida. Ci rimettiamo in sella verso le Cliffs. Queste famose scogliere sono effettivamente molto belle ma troppo affollate. Il parcheggio (a pagamento) è strapieno e la confusione, i negozi di souvenir e gli schiamazzi dei turisti (soprattutto italiani),  stridono molto con la tranquillità dell’Irlanda incontrata fino  adesso. Guido, che le ha visitate oltre dieci anni prima, rimane un po’ deluso da questo eccessivo sfruttamento turistico, nonostante tutto, valgono comunque una visita. Un vento fortissimo, ci mette una certa apprensione mentre percorriamo il sentiero a strapiombo sul mare. Proseguiamo poi verso Galway e nel percorrere la strada costiera non resistiamo dal fermarsi ad ammirare le onde, molto, molto grandi, infrangersi e generare spruzzi alti anche decine di metri che non mancano di colpire i turisti curiosi. Riprendiamo la marcia verso la meta del giorno dove arriviamo alle 18.00. Il B&B è carino ma si trova in periferia di Galway. Non abbiamo voglia di riprendere le moto per andare a cena e mentre discutiamo l’eventualità di chiamare un taxi, la padrona di casa si offre di accompagnarci in centro. La cittadina è molto affollata e piena di vita. Per la cena non abbiamo che l’imbarazzo della scelta e dopo aver mangiato scegliamo un pub per ascoltare un po’ di musica tipica e  bere una birra.  L’usanza che abbiamo riscontrato nei pub è che chiunque sappia suonare uno strumento, si unisce ad altri musicisti, anche senza conoscersi, per suonare musica tipica irlandese e bere Guinness. Ad onor del vero oggi questo viene messo su soprattutto ad uso e consumo dei turisti.

 

11 agosto

 

 

     Partiamo alla volta del Connemara. La prima tappa è l’ Aughnanure Castle e ne consigliamo la visita. Il sito è composto dalle mura di cinta e dal mastio del castello. I resti sono ben conservati e la visita è molto piacevole. I tre piani del mastio sono visitabili ed alcuni interessanti cartelli spiegano la storia e la vita che si svolgeva al suo interno. Pare che i padroni del maniero fossero molto sanguinari e feroci  e che terrorizzassero gli abitanti della vicina Galway. Torniamo verso la statale e nonostante il tempo non troppo clemente decidiamo una deviazione verso sud. La scelta si rivela molto azzeccata in quanto ci ritroviamo a guidare circondati da colline ricoperte da erica, piccoli laghi e torrenti che si susseguono senza sosta. Il paesaggio circostante è veramente da favola e anche qui rimpiangiamo di non avere il sole come compagno di viaggio. A Clifden facciamo una sosta per prenotare il B&B della sera e sfamarci. Visto il clima, il nostro pranzo consiste in un paio di cioccolate calde e muffin acquistati in un supermercato. Dopo questa ricarica, ci dirigiamo verso la Burryshoole Abbey. I resti di questo convento francescano con annesso cimitero, sono conservati bene e la sua posizione, praticamente con l’acqua di mare che lo lambisce, lo rende molto suggestivo. Se siete in zona vale la pena fare una piccola deviazione per visitarlo. Mancano ancora molti chilometri a Sligo e quindi ripartiamo di buon passo. Arriviamo a destinazione abbastanza tardi e viste le condizioni meteo e l’ubicazione del B&B non troppo vicina la paese, decidiamo di un prendere un taxi per andare a mangiare. Spengiamo le moto dopo aver percorso 328 km. La città ci colpisce per la sua desolazione. Nonostante sia abbastanza grande, molti locali sono chiusi ed in giro non si vede praticante nessuno. Il taxi che prendiamo al ritorno è l’unica nota divertente di Sligo. L’autista è un nigeriano che ha vissuto tanti anni a Napoli e in perfetto dialetto napoletano, ci racconta un po’ la sua storia : non gli piace il clima irlandese ma si guadagna di più e si trova lavoro più facilmente che in Italia.    

 

12 agosto

 

 

     Anche questa partenza purtroppo è accompagnata da un cielo coperto di nuvole minacciose. Quindi anche oggi ci prepariamo alla pioggia e ci mettiamo in viaggio con le coperture per la borsa da serbatoio, sopraguanti etc, etc… Le guide consigliano una visita alle Slieve League, aspre scogliere che dovrebbero offrire scorci molto belli. La strada per arrivarci è molto stretta, tanto stretta che quando incontriamo una macchina (pochissime per fortuna) ci scambiamo con qualche difficoltà. Inoltre, la guida a sinistra, che ci fa trovare sul lato dello strapiombo e il vento molto forte rendono questo tratto da brividi. I paesaggi che si parano davanti ai nostri occhi sono però meravigliosi e arrivati al piccolo parcheggio rimaniamo senza parole per la bellezza di questo sito. Secondo noi queste scogliere sono belle forse più delle tanto celebrate Cliffs of Moher e decisamente meno affollate. Alla nostra destra un laghetto circondato da una distesa di erica, gabbiani che giocano con le raffiche di vento, pecore che brucano l’erba su terrapieni a picco con l’oceano due, trecento metri più sotto; tutto questo nel silenzio dovuto alla quasi totale assenza di visitatori. In lontananza si vedono due cascate di acqua dolce, che dopo un volo di parecchie centinaia di metri, si tuffano direttamente nelle fredde acque dell’Atlantico. Così come ci appare, questa immagine ci ricorda una scena del film Jurassic Park. Consigliamo decisamente una visita in questo splendido posto. Proseguiamo il nostro viaggio verso il valico del Glengesh Pass. Il traffico quasi assente aumenta il piacere di guidare lungo questa strada scorrevole e molto bella per il contesto paesaggistico che ci circonda. Purtroppo comincia a piovere e anche se nelle nostre intenzioni ci sarebbe stata la visita al promontorio di Bloody Foreland, la pioggia che  cade copiosa ci fa cambiare idea e ci dirigiamo verso il B&B di Dunfanaghy. Questa località ci sembra un po’ desolata e quando usciamo per mangiare, veniamo avvicinati da un simpatico vecchietto che vuole fare due chiacchere. Il volto arrossato dell’uomo tradisce qualche Guinness di troppo al pub dal quale sta uscendo. Ci invita a bere ma decliniamo l’invito chiedendo consiglio su dove andare a mangiare. Per la prima volta da quando siamo in Irlanda non entriamo in un pub e non ceniamo con la birra, ripieghiamo in una specie di tavola calda nella quale non servono alcolici. Per recuperare, dopo cena, ci infiliamo nel pub più vicino, dove un gruppetto di musicisti suona piacevoli melodie tipiche. Ovviamente fuori piove, ci sono circa  12 gradi e un Irish Coffee è l’ideale per finire la serata.

 

13 agosto

 

 

     Finalmente una partenza con il sole ed il cielo azzurro. Stasera dormiremo in Irlanda del Nord e ci arriveremo dal mare…attraversando il Lough Foyle imbarcandoci a Greencastle. Lasciato il B&B, ci dirigiamo verso il promontorio di Horn Head. La strada sale in cima a questo spoglio altopiano a picco sul mare e la vista è a 360 gradi sulle scogliere circostanti.  Ci fermiamo per una breve visita al castello di Doe, carino ma niente di eccezionale. A questo punto lo scopo è raggiungere Dunree Head ma ci perdiamo numerose volte a causa della totale mancanza di segnaletica stradale. Alla fine ci riusciamo, ma il parcheggio a pagamento per vedere quello che già potevamo ammirare dalla strada, ci fa desistere e torniamo indietro. Questa parte dell’ Inishowen è molto bella e in particolare la strada che porta da Dunree Head a Clonmany. Ci fermiamo in cima al Malin Head per festeggiare il compleanno di Cinzia. Mangiamo un dolce tipico su una panchina circondati da un paesaggio meraviglioso ed il sole che finalmente splende, ci regala una sosta veramente piacevole. Lungo la strada che percorriamo per lasciare il Malin Head, troviamo il pub più a nord d’Irlanda. Anche qui i paesaggi sono molto belli e consigliamo la visita di questa penisola. A Greencastle ci imbarchiamo per attraversare lo stretto braccio di mare che ci separa dall’Irlanda del Nord. Anche in questo caso risparmieremo tanta strada e tanto tempo. Al porto, la solita chiatta, che ospita al massimo una ventina di veicoli, molto simile a quella presa qualche giorno prima. La guida dice che spesso in questo piccolo porticciolo si vedono le foche e prima di imbarcarci facciamo due passi per vedere se riusciamo ad avvistarle, la solita bufala!!!! Carichiamo le moto delusi del mancato incontro, ma appena ci muoviamo, davanti alla prua qualcuno vede il simpatico mammifero che fa capolino. Riusciamo anche noi a scorgere il dorso della foca che si immerge, un’emozione unica. In pochi minuti siamo dall’altra parte e ci dirigiamo verso il B&B che si trova nei pressi di Aghadowey. Arriviamo abbastanza tardi in questa casa di campagna gestita da un’anziana signora che incarna perfettamente lo stereotipo della nonnina inglese. Il posto è molto bello, pulito e le camere molto grandi. Ceniamo nella vicina cittadina che però ci sembra un po’ desolata. E’ stato sufficiente attraversare il confine per rendersi conto di essere in uno stato diverso. Le strade sono tenute decisamente meglio ed i segnali più precisi e frequenti. Di contro le persone sembrano più frenetiche ed il traffico più intenso. Tutto questo lo abbiamo notato solo nei pochi chilometri che abbiamo percorso dal traghetto al B&B.

 

14 agosto

 

 

     Dopo una ricca colazione cucinata dalla nonnina in persona, puntiamo verso nord decisi a percorrere la strada costiera e visitare vari siti che si trovano lungo il percorso. La prima tappa è il Dunluce Castle, molto bello e suggestivo con la sua posizione a picco sulla scogliera. La visita è a pagamento, ma le rovine sono ben tenute e vale la pena farci un salto. Una particolarità del sito è che una parte del castello, in particolare le cucine, precipitò in mare in una notte di tempesta nel 1639, portandosi dietro anche diversi cucinieri. Pochi chilometri dopo, incontriamo le Giant’s Causeway, particolari formazioni rocciose prismatiche che sorgono in riva al mare. Il sito è molto turistico ma particolarmente affascinante. Questi pilastri di basalto sembrano opera dell’uomo ed è facile immaginare come possano aver dato vita a leggende e miti nel passato. Ci rimettiamo in moto e ci fermiamo nuovamente dopo poca strada per andare a vedere il Rope Bridge. Si tratta di un ponte in corda sospeso tra la terraferma ed uno scoglio distante qualche decina di metri. Il passaggio è abbastanza emozionante per l’altezza dello strapiombo sul mare. Non abbiamo in programma altre soste e ci godiamo tutta la statale  che corre scorrevole lungo la costa fino a Belfast. Breve pausa a Carrickfergus, sotto l’omonimo castello, prima di giungere nella martoriata città inglese. Giusto per concludere in bellezza una lunga giornata di viaggio, scopriamo che all’albergo non hanno la nostra prenotazione effettuata tramite internet, in una biblioteca di Colleraine la mattina stessa. Dopo circa un’ora di discussioni con il personale, telefonate in italia, mail e fax, riusciamo a farci dare le nostre camere. Usciamo per cena e anche qui scopriamo abitudini completamente diverse dalle nostre. Alle dieci siamo gli ultimi clienti rimasti nel ristorante ed intorno a noi i camerieri stanno già spazzando e mettendo le sedie sui tavoli…

 

15 agosto

 

 

     Dedichiamo la mattina alla visita dei quartieri protestanti e cattolici di Belfast. La città non lascia indifferenti e le tracce delle tragedie del recente passato sono ancora evidenti. I famigerati murales raccontano di un odio ancora non sopito e nelle zone più calde le case ed i negozi hanno ancora le inferriate a porte e finestre. Molte camionette della polizia girano ancora in assetto antisommossa e la zona di nessuno, quella che segnava il confine tra le due parti della città, è ancora in uno stato di totale abbandono. Il murales che colpisce di più è quello dedicato a Bobby Sands, cattolico morto in carcere a seguito dello sciopero della fame del 1981. La città sta vivendo un periodo di ricostruzione impressionante. Ovunque ci sono cantieri edili e numerose gru svettano tra i palazzi. Partiamo verso mezzogiorno con destinazione  Dublino. La tappa è solo di trasferimento ma facciamo una deviazione degna di nota per andare a visitare il castello di Trim. Purtroppo arriviamo che il personale sta chiudendo i cancelli. Sconsolati gironzoliamo intorno alle mura per scattare qualche foto e ammirare le rovine ben tenute di questo maniero. In effetti il castello è molto bello ed è stato utilizzato per girare molti film tra cui alcune scene di Braveheart. Se siete a Dublino, Trim è una deviazione da fare, ma arrivate prima delle 17, ora di chiusura. Mentre ritorniamo verso le moto, attraversando un piccolo ponte in pietra, leggiamo un’anonima targa che dice che quel ponte è il più antico d’Irlanda senza aver subito nessun restauro…Rimontiamo in sella e manco a dirlo comincia a piovere…ne sentivamo proprio la mancanza!!! In serata andiamo, con i mezzi pubblici, nel centro di Dublino, dove ci aspetta la nostra guida e amico Mattia. Insieme mangiamo una pizza e ci facciamo un paio di birre ovviamente al Temple Bar. La vie del centro sono piene di gente ed i locali sono strapieni. Ci diamo appuntamento per il giorno dopo e ci congediamo da Mattia. Anche per l’indomani ci farà compagnia guidandoci in giro per la città.

 

16 agosto

 

 

     Anche oggi….PIOVE!!!! In ogni caso, ci saremmo comunque mossi con i mezzi pubblici per visitare Dublino. In meno di mezz’ora siamo in centro e ci incontriamo con Mattia. Insieme andiamo a visitare le prigioni di Kilmainham. Costruite nel XVIII secolo, hanno visto passare tra le sue celle sia detenuti comuni che personaggi di rilievo della storia irlandese. La visita è molto interessante e toccante e la consigliamo se siete a Dublino. Ceniamo in un ristorante etnico di cui la capitale Irlandese pullula e poi ce ne andiamo in albergo.

 

17 agosto

 

     Oggi il gruppo si divide. Le ragazze abbandonano le due ruote per le ali di un Airbus della Ryanair che le porta fino a Ciampino. I ragazzi invece si imbarcano su un traghetto veloce che in un paio di ore li porta in Galles…poi via tutta di un fiato fino a Londra…ma questa è un’altra storia…