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Per
sfruttare al massimo i giorni di ferie, partiamo il sabato mattina anche
se fino alle 18.00 del venerdì abbiamo lavorato tutti. Come di consueto,
Guido e Valentina arrivano da Roma per pernottare da noi. Vederli
sbucare in fondo alla nostra via carichi come muli, prelude sempre a
qualcosa di bello che di lì a poche ore avrà inizio…
2 agosto

Sveglia all’alba (5.30) per cercare di fare più km possibile con il
fresco. Le moto, davanti casa, ci aspettano trepidanti…sotto le loro
gomme nuove nuove scorreranno migliaia di km di asfalto. Subito in
sella, un colpetto allo starter e via verso la prima destinazione. Dopo
891 km arriviamo a Nuits-Saint-Georges, in piena Borgogna, dove
passeremo la notte. Fortunatamente durante il viaggio il caldo non si è
fatto sentire assolutamente e le temperature assurde del 2003 sono solo
un lontano ricordo.
3 agosto
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Anche oggi, lunga tappa di trasferimento. Purtroppo i 731 km che ci
hanno portato fino al porto di Cherbourg, dove ci aspettava la “Oscar
Wilde” per portarci direttamente in Irlanda, sono stati accompagnati in
buona parte da una fastidiosa pioggia.
4 agosto
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Dopo
una tranquilla traversata di 16 ore, con grande emozione vediamo
avvicinarsi il piccolo porto di Rosslare e per fortuna al momento di
scendere smette di piovere. Appena usciti dal porto ci fermiamo per
sistemare le cartine e compiere un’operazione che diventerà un rito
quotidiano…l’ingrassaggio della catena. La meta finale di oggi è Naas.
Imbocchiamo la 25 e poi a Wexford la 11 verso nord. La guida a sinistra
all’inizio è sempre un po’ sconcertante ma ci si fa presto l’abitudine.
Ci fermiamo ad Arklow dove abbiamo un appuntamento con Mattia. Guido lo
aveva conosciuto circa un anno e mezzo prima per motivi di lavoro quando
ancora viveva in Italia. Adesso Mattia vive e lavora a Dublino e ci
farà da guida per il nostro primo giorno in Irlanda. Percorriamo la
scorrevole 752 e poi la 755 fino a Laragh. Una breve deviazione sulla
756 ci conduce fino al sito monastico di St.Kevin, lungo la valle del
Glendalough. La parte più antica di questo insediamento risale
addirittura al quinto secolo. I resti sono ben conservati ma a noi
sembra un po’ troppo turistico ed affollato. Dopo una breve visita ci
rimettiamo in moto e Mattia ci guida lungo la bella e panoramica 115 che
si inerpica sulle Wiclow Mountains. Ci fermiamo sul Sally Gap, un
bellissimo passo che offre una vista mozzafiato. Le colline sono coperte
di erica e cardi e cominciamo ad assaporare i bellissimi paesaggi che
offre quest’isola. Nel riscendere, ammiriamo in fondo ad una profonda
valle, un lago dalle acque molto scure che accarezzano dolcemente una
spiaggia color avana. Poco distante un’enorme villa in stile vittoriano,
domina lo specchio d’acqua. Quella che stiamo osservando è la “piccola”
dimora di un membro della famiglia Guinness, il cui cognome dice tutto.
Il lago e la spiaggia sembrano in effetti un enorme boccale della
famigerata birra. Prima di ripartire veniamo letteralmente assaliti dai
midges, fastidiosi moscerini che credevamo vivessero solo in Scozia,
invece anche qui danno sfoggio di tutta la loro voracità e ci
costringono a rimontare velocemente in sella. Prima di arrivare a Naas
ci fermiamo per la cena in un pub di un piccolo paesino che stiamo
attraversando. Arriviamo al B&B mentre il sole sta tramontando e
salutiamo Mattia che è rimasto con noi fino a sera. Con lui ci
incontreremo nuovamente alla fine della vacanza, nella sua Dublino dove
ci farà da guida ancora una volta per un paio di giorni.
5
agosto
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La
prima Irish breakfast della vacanza è ottima ed abbondante, l’unica nota
stonata è che guardando dalla finestra si nota la solita fastidiosa
pioggia del giorno prima che sta ancora cadendo. Imbocchiamo la 78 verso
Kilkenny. Notiamo subito che le strade sono poco trafficate e che la
civiltà alla guida è nettamente superiore a quella italiana. In quasi
tutte le strade irlandesi l’asfalto è drenante, consente quindi
un’ottima visibilità ed un ottimo grip anche in condizioni meteo poco
favorevoli. Arrivati a Kilkenny entriamo nel poderoso castello solo per
acquistare al costo di 20 euro, l’Heritage
card (questa carta permette di accedere gratuitamente ad una lunga serie
di siti archeologici, castelli e punti di interesse distribuiti su tutto
il territorio nazionale). Decidiamo di non visitare l’interno anche se
la guida ce lo descrive come una delle più notevoli fortezze irlandesi,
facendoci scoraggiare dall’obbligo della visita guidata, che sarebbe
cominciata solo dopo qualche ora facendoci perdere molto tempo. Ci
dirigiamo così verso la Jerpoint Abbey. I meravigliosi resti di questa
abbazia cistercense del XII secolo sono ben conservati e suggestivi. Il
sole squarcia la coltre di nuvole rendendo la visita molto piacevole.
Proseguiamo alla volta del Dunmore East, bella e scorrevole la strada
per raggiungerlo, però, questo piccolo ed anonimo porticciolo ci delude
un po’; la vista sul golfo e sul promontorio di fronte non è troppo
esaltante. Arriviamo a Cahir nel tardo pomeriggio e scopriamo con
immenso piacere che il nostro B&B è un castello ben conservato,
proprietà, dei discendenti di una importantissima famiglia di nobili che
ha dominato questa contea fin dal primo medioevo. Adesso però non se la
passano molto bene se sono costretti a mandare avanti un B&B per
sbarcare il lunario. Ceniamo al Galtee Inn, ottimo ristorante che si
trova nella piazza principale della piccola cittadina. I prezzi sono
nella media dei ristoranti irlandesi (e quindi piuttosto alti) ma non
avrete niente da ridire ne sulla qualità ne sulla quantità delle
pietanze.
6 agosto
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Dopo
un’ottima colazione servita dalla contessa in persona, visitiamo il
Castello di Cahir. Questo maniero di origine medioevale, splendidamente
conservato, apparteneva appunto alla famiglia Buttler di cui siamo stati
ospiti. I conti lo hanno posseduto dal 1375 fino al giorno in cui quel
gran simpaticone di Cromwell lo prese senza colpo ferire. Era l’anno
1650…Negli anni 40 del ‘900 divenne proprietà dello stato. La visita è
interessante e la consigliamo anche per l’estrema tranquillità del posto
che non è preso d’assalto da orde di turisti. Proseguiamo con una visita
alla vicina cittadina di Fethard con i resti di un’antica cinta muraria
risalente al XII secolo e diverse altre rovine medievali. Non senza
sbagliare una paio di volte strada, arriviamo a Cashel con la sua
imponente rocca. Trattasi di uno dei siti archeologici più belli
d’Irlanda e di conseguenza molto affollato di turisti. Dalla sommità
della collina su cui sorge la rocca, si gode di una splendida vista a
360 gradi sulla verde campagna circostante e in lontananza si possono
ammirare anche i formidabili resti della duecentesca Hore Abbey. Intanto
il sole oggi è riuscito ad averla vinta sulle nuvole e sulla pioggia e
percorrere la strada costiera verso Cork e poi Timoleague è un vero
piacere. Proprio quest’ultima abbazia, che non viene minimamente
nominata sulla Lonely Planet e appena accennata sulla Routard di
Valentina, ci stupirà con i suoi resti di un monastero francescano del
1200 costruito in riva al mare. Il sito è a nostro avviso bellissimo.
Siamo gli unici quattro visitatori che si aggirano tra il cimitero e le
rovine, scattando decine di foto. Da quello che rimane delle finestre
della chiesa si vede il mare a pochi metri di distanza. Non ci
accorgiamo del tempo che passa tanto ci piace questo posto e quando
ripartiamo il sole comincia ad abbassarsi sull’orizzonte. Consigliamo
vivamente una visita. In breve arriviamo a Skibbereen dove abbiamo
prenotato un B&B con stanze grandi e pulite ma rimarrà nella nostra
memoria soprattutto per il grande numero di avvisi che i gestori hanno
appiccicato ovunque. “Non salire con le scarpe fangose”, “Non sbattere
le porte”, “Non parlare ad alta voce la notte”, “Non saltare sul
letto”…e tanti tanti altri…In paese becchiamo un pub a caso e come al
solito caschiamo bene. La cena è ottima, abbondante e la calda atmosfera
del locale ci rilassa dopo una dura giornata in sella.
7 agosto
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Alle
10 siamo già in sella con la ruota puntata verso Mizen Head e
percorriamo la strada costiera che ci regala una splendida vista sulle
scogliere, baie ed isolette alla nostra sinistra. Seguiamo poi le
indicazioni per L’Healy Pass, cominciando a percorrere la 574 che sale
tortuosa in cima al passo. Questa strada è molto bella come il
paesaggio, quasi lunare, che ci circonda. Lo stretto nastro di asfalto
si inerpica tra le rocce e la scarsa vegetazione, percorso da pochissimi
mezzi e da molte pecore che pascolano nei paraggi. Arrivati in cima ,
decidiamo per una sosta, fa freddo e tira vento ma la vista è
meravigliosa. Alle nostre spalle la strada appena percorsa sembra un
serpente. Davanti a noi invece una veduta mozzafiato sulla contea del
Kerry. Scendiamo verso Kenmare dove abbiamo prenotato il nostro B&B che
sul cartello di benvenuto porta scritto “Probabilmente il B&B con la più
bella vista d’Irlanda”. Il proprietario è un tipo simpatico e ha
certamente scritto quella frase a ragion veduta. La sua casa sorge su
una piccola collina e domina la baia sottostante. Il mare qui si insinua
nella terraferma quasi a formare uno stretto fiordo ed in effetti il
tutto è molto suggestivo. Le camere sono molto grandi e pulite e
possiamo tranquillamente dire che questo B&B si è guadagnato il podio.
Il signore ci consiglia un posto dove mangiare non troppo distante da lì
e ci fidiamo. Il Sailor’s Bar offre piatti di pesce e carne veramente
ottimi e se passate in zona la sosta per la cena è quasi obbligatoria.
8 agosto
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Carichiamo bagagli e zavorrine sulla strada perché il viottolo del B&B è
troppo ripido e ricoperto di ghiaia e partiamo alla volta di Muckross
Abbey, interessante sito monastico che sorge sul Lough Leane. Subito
dopo invece di seguire il classico anello del Kerry optiamo di
percorrere una strada che lo taglia esattamente a metà passando
attraverso il Ballaghisheen Pass e sbucando a Waterville, sul mare.
Causa la quasi totale assenza di cartelli, abbiamo sbagliato direzione
come minimo 2 o 3 volte ma alla fine siamo riusciti ad imboccare quella
giusta. Il primo tratto fino al passo è eccezionale. La strada percorre
il fondo di una valle e la sua particolare conformazione di sali e
scendi, permettono di vedere un veicolo (se mai ce ne fosse uno)
parecchi km davanti a noi. Le impetuose acque di un torrente ci
accompagnano intersecandosi senza soluzione di continuità con la nostra
strada. La guida rilassata ci permette di guardare intorno a noi
ammirando le immense distese di erica che ricoprono i pendii della
valle. Dopo il passo invece la strada diventa meno interessante ma siamo
contenti della scelta fatta. Arrivati a Waterville imbocchiamo la strada
costiera che fiancheggia la St. Finan’s Bay regalandoci splendidi
scorci sulla baia e le spiagge sottostanti raggiungiamo poi
Ballinaskelligs per visitare i resti di un monastero con annesso
cimitero, che sorge proprio in riva al mare. Se non siete in zona potete
anche evitare la deviazione. Percorriamo quello che resta del Ring of
Kerry e arriviamo Dingle, dove passeremo la notte, abbastanza tardi.
Nonostante la cittadina sia molto turistica non ci rimarranno impressi
nella mente ne il B&B ne il pub dove ceniamo : il Dingle Pub.
9
agosto
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Durante la colazione facciamo la conoscenza di una coppia di italiani
compaesani di Guido e Valentina. Ci scambiamo informazioni, suggerimenti
e raccogliamo orgogliosi i loro complimenti quando gli diciamo che siamo
venuti quassù con la moto. Ancora non lo sappiamo, ma dal punto di vista
meteorologico, oggi sarebbe stato il giorno più duro della vacanza. Ci
mettiamo in marcia lungo la penisola di Dingle. La pioggia ancora non
cade impietosa come avrebbe fatto di lì a poco ma le nuvole basse ed il
freddo ci accompagnano minacciosi. Alte scogliere e scoscesi dirupi
distolgono la nostra attenzione dalla guida da quanto sono affascinanti,
non osiamo pensare quanto tutto questo sarebbe bello con il sole…
Raggiungiamo Slea Head dal quale si gode di una bella vista sulle isole
che si trovano a poca distanza dalla costa e mentre stiamo facendo le
foto, ci accorgiamo di un gruppo di ragazzini che nella spiaggia
sottostante sta facendo il bagno…BAGNO?????? Tira vento, fa freddo, ci
sono le nuvole ed il mare mosso…in Italia a volte nemmeno a dicembre c’è
un tempo così!!!! Noi siamo vestiti di tutto punto, guanti compresi, e
questi corrono fuori e dentro l’acqua come se nulla fosse. Appena
rimontati in sella vediamo un simpatico cartello che indica che nei
pressi si trova il pub più a occidente d’Irlanda…, ciò significa che se
volete farvi una birra proseguendo verso ovest dovrete arrivare a
Boston…negli Stati Uniti d’America…Torniamo verso Dingle ed evitiamo a
malincuore il Connor Pass perché la pioggia comincia a cadere
pesantemente. Ci mettiamo in marcia con destinazione Kilrush e per
risparmiare diversi km, visto che stiamo guidando sotto un autentico
diluvio, a Tarbert, prendiamo al volo un piccolo traghetto, o chiatta
perché chiamarlo traghetto è un po’ eccessivo, che ci permette di
attraversare l’istmo creato dal fiume Shannon. Appena scesi percorriamo
pochi km fino al B&B dove ci rigeneriamo con una doccia bollente e
asciughiamo caschi, stivali e giubbotti con il phon. L’acqua è entrata
ovunque…persino nelle valige laterali ci sono tracce di umidità. Kilrush
è abbastanza desolata ma riusciamo a trovare comunque un discreto pub
dove cenare e scolarci l’immancabile Guinness…oggi ampiamente meritata.
10 agosto
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La
tappa di oggi prevede l’arrivo a Galway con visita delle famose Cliffs
of Moher. Dopo colazione partiamo alla volta del Loop Head che si trova
poco più a sud di Kilrush. Purtroppo il tempo non è un gran chè, ma
almeno non piove perciò ci accontentiamo. Il capo rappresenta il lembo
estremo di un stretta penisola e la strada finisce proprio al faro. Alte
scogliere a perdita d’occhio sono la caratteristica di Loop Head. Il
tempo non troppo clemente però ci costringe ad una visita piuttosto
rapida. Ci rimettiamo in sella verso le Cliffs. Queste famose scogliere
sono effettivamente molto belle ma troppo affollate. Il parcheggio (a
pagamento) è strapieno e la confusione, i negozi di souvenir e gli
schiamazzi dei turisti (soprattutto italiani), stridono molto con la
tranquillità dell’Irlanda incontrata fino adesso. Guido, che le ha
visitate oltre dieci anni prima, rimane un po’ deluso da questo
eccessivo sfruttamento turistico, nonostante tutto, valgono comunque una
visita. Un vento fortissimo, ci mette una certa apprensione mentre
percorriamo il sentiero a strapiombo sul mare. Proseguiamo poi verso
Galway e nel percorrere la strada costiera non resistiamo dal fermarsi
ad ammirare le onde, molto, molto grandi, infrangersi e generare spruzzi
alti anche decine di metri che non mancano di colpire i turisti curiosi.
Riprendiamo la marcia verso la meta del giorno dove arriviamo alle
18.00. Il B&B è carino ma si trova in periferia di Galway. Non abbiamo
voglia di riprendere le moto per andare a cena e mentre discutiamo
l’eventualità di chiamare un taxi, la padrona di casa si offre di
accompagnarci in centro. La cittadina è molto affollata e piena di vita.
Per la cena non abbiamo che l’imbarazzo della scelta e dopo aver
mangiato scegliamo un pub per ascoltare un po’ di musica tipica e bere
una birra. L’usanza che abbiamo riscontrato nei pub è che chiunque
sappia suonare uno strumento, si unisce ad altri musicisti, anche senza
conoscersi, per suonare musica tipica irlandese e bere Guinness. Ad onor
del vero oggi questo viene messo su soprattutto ad uso e consumo dei
turisti.
11 agosto
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Partiamo alla volta del Connemara. La prima tappa è l’ Aughnanure Castle
e ne consigliamo la visita. Il sito è composto dalle mura di cinta e dal
mastio del castello. I resti sono ben conservati e la visita è molto
piacevole. I tre piani del mastio sono visitabili ed alcuni interessanti
cartelli spiegano la storia e la vita che si svolgeva al suo interno.
Pare che i padroni del maniero fossero molto sanguinari e feroci e che
terrorizzassero gli abitanti della vicina Galway. Torniamo verso la
statale e nonostante il tempo non troppo clemente decidiamo una
deviazione verso sud. La scelta si rivela molto azzeccata in quanto ci
ritroviamo a guidare circondati da colline ricoperte da erica, piccoli
laghi e torrenti che si susseguono senza sosta. Il paesaggio circostante
è veramente da favola e anche qui rimpiangiamo di non avere il sole come
compagno di viaggio. A Clifden facciamo una sosta per prenotare il B&B
della sera e sfamarci. Visto il clima, il nostro pranzo consiste in un
paio di cioccolate calde e muffin acquistati in un supermercato. Dopo
questa ricarica, ci dirigiamo verso la Burryshoole Abbey. I resti di
questo convento francescano con annesso cimitero, sono conservati bene e
la sua posizione, praticamente con l’acqua di mare che lo lambisce, lo
rende molto suggestivo. Se siete in zona vale la pena fare una piccola
deviazione per visitarlo. Mancano ancora molti chilometri a Sligo e
quindi ripartiamo di buon passo. Arriviamo a destinazione abbastanza
tardi e viste le condizioni meteo e l’ubicazione del B&B non troppo
vicina la paese, decidiamo di un prendere un taxi per andare a mangiare.
Spengiamo le moto dopo aver percorso 328 km. La città ci colpisce per la
sua desolazione. Nonostante sia abbastanza grande, molti locali sono
chiusi ed in giro non si vede praticante nessuno. Il taxi che prendiamo
al ritorno è l’unica nota divertente di Sligo. L’autista è un nigeriano
che ha vissuto tanti anni a Napoli e in perfetto dialetto napoletano, ci
racconta un po’ la sua storia : non gli piace il clima irlandese ma si
guadagna di più e si trova lavoro più facilmente che in Italia.
12 agosto
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Anche questa partenza purtroppo è accompagnata da un cielo coperto di
nuvole minacciose. Quindi anche oggi ci prepariamo alla pioggia e ci
mettiamo in viaggio con le coperture per la borsa da serbatoio,
sopraguanti etc, etc… Le guide consigliano una visita alle Slieve League,
aspre scogliere che dovrebbero offrire scorci molto belli. La strada per
arrivarci è molto stretta, tanto stretta che quando incontriamo una
macchina (pochissime per fortuna) ci scambiamo con qualche difficoltà.
Inoltre, la guida a sinistra, che ci fa trovare sul lato dello
strapiombo e il vento molto forte rendono questo tratto da brividi. I
paesaggi che si parano davanti ai nostri occhi sono però meravigliosi e
arrivati al piccolo parcheggio rimaniamo senza parole per la bellezza di
questo sito. Secondo noi queste scogliere sono belle forse più delle
tanto celebrate Cliffs of Moher e decisamente meno affollate. Alla
nostra destra un laghetto circondato da una distesa di erica, gabbiani
che giocano con le raffiche di vento, pecore che brucano l’erba su
terrapieni a picco con l’oceano due, trecento metri più sotto; tutto
questo nel silenzio dovuto alla quasi totale assenza di visitatori. In
lontananza si vedono due cascate di acqua dolce, che dopo un volo di
parecchie centinaia di metri, si tuffano direttamente nelle fredde acque
dell’Atlantico. Così come ci appare, questa immagine ci ricorda una
scena del film Jurassic Park. Consigliamo decisamente una visita in
questo splendido posto. Proseguiamo il nostro viaggio verso il valico
del Glengesh Pass. Il traffico quasi assente aumenta il piacere di
guidare lungo questa strada scorrevole e molto bella per il contesto
paesaggistico che ci circonda. Purtroppo comincia a piovere e anche se
nelle nostre intenzioni ci sarebbe stata la visita al promontorio di
Bloody Foreland, la pioggia che cade copiosa ci fa cambiare idea e ci
dirigiamo verso il B&B di Dunfanaghy. Questa località ci sembra un po’
desolata e quando usciamo per mangiare, veniamo avvicinati da un
simpatico vecchietto che vuole fare due chiacchere. Il volto arrossato
dell’uomo tradisce qualche Guinness di troppo al pub dal quale sta
uscendo. Ci invita a bere ma decliniamo l’invito chiedendo consiglio su
dove andare a mangiare. Per la prima volta da quando siamo in Irlanda
non entriamo in un pub e non ceniamo con la birra, ripieghiamo in una
specie di tavola calda nella quale non servono alcolici. Per recuperare,
dopo cena, ci infiliamo nel pub più vicino, dove un gruppetto di
musicisti suona piacevoli melodie tipiche. Ovviamente fuori piove, ci
sono circa 12 gradi e un Irish Coffee è l’ideale per finire la serata.
13 agosto
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Finalmente una partenza con il sole ed il cielo azzurro. Stasera
dormiremo in Irlanda del Nord e ci arriveremo dal mare…attraversando il
Lough Foyle imbarcandoci a Greencastle. Lasciato il B&B, ci dirigiamo
verso il promontorio di Horn Head. La strada sale in cima a questo
spoglio altopiano a picco sul mare e la vista è a 360 gradi sulle
scogliere circostanti. Ci fermiamo per una breve visita al castello di
Doe, carino ma niente di eccezionale. A questo punto lo scopo è
raggiungere Dunree Head ma ci perdiamo numerose volte a causa della
totale mancanza di segnaletica stradale. Alla fine ci riusciamo, ma il
parcheggio a pagamento per vedere quello che già potevamo ammirare dalla
strada, ci fa desistere e torniamo indietro. Questa parte dell’
Inishowen è molto bella e in particolare la strada che porta da Dunree
Head a Clonmany. Ci fermiamo in cima al Malin Head per festeggiare il
compleanno di Cinzia. Mangiamo un dolce tipico su una panchina
circondati da un paesaggio meraviglioso ed il sole che finalmente
splende, ci regala una sosta veramente piacevole. Lungo la strada che
percorriamo per lasciare il Malin Head, troviamo il pub più a nord
d’Irlanda. Anche qui i paesaggi sono molto belli e consigliamo la visita
di questa penisola. A Greencastle ci imbarchiamo per attraversare lo
stretto braccio di mare che ci separa dall’Irlanda del Nord. Anche in
questo caso risparmieremo tanta strada e tanto tempo. Al porto, la
solita chiatta, che ospita al massimo una ventina di veicoli, molto
simile a quella presa qualche giorno prima. La guida dice che spesso in
questo piccolo porticciolo si vedono le foche e prima di imbarcarci
facciamo due passi per vedere se riusciamo ad avvistarle, la solita
bufala!!!! Carichiamo le moto delusi del mancato incontro, ma appena ci
muoviamo, davanti alla prua qualcuno vede il simpatico mammifero che fa
capolino. Riusciamo anche noi a scorgere il dorso della foca che si
immerge, un’emozione unica. In pochi minuti siamo dall’altra parte e ci
dirigiamo verso il B&B che si trova nei pressi di Aghadowey. Arriviamo
abbastanza tardi in questa casa di campagna gestita da un’anziana
signora che incarna perfettamente lo stereotipo della nonnina inglese.
Il posto è molto bello, pulito e le camere molto grandi. Ceniamo nella
vicina cittadina che però ci sembra un po’ desolata. E’ stato
sufficiente attraversare il confine per rendersi conto di essere in uno
stato diverso. Le strade sono tenute decisamente meglio ed i segnali più
precisi e frequenti. Di contro le persone sembrano più frenetiche ed il
traffico più intenso. Tutto questo lo abbiamo notato solo nei pochi
chilometri che abbiamo percorso dal traghetto al B&B.
14 agosto
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Dopo
una ricca colazione cucinata dalla nonnina in persona, puntiamo verso
nord decisi a percorrere la strada costiera e visitare vari siti che si
trovano lungo il percorso. La prima tappa è il Dunluce Castle, molto
bello e suggestivo con la sua posizione a picco sulla scogliera. La
visita è a pagamento, ma le rovine sono ben tenute e vale la pena farci
un salto. Una particolarità del sito è che una parte del castello, in
particolare le cucine, precipitò in mare in una notte di tempesta nel
1639, portandosi dietro anche diversi cucinieri. Pochi chilometri dopo,
incontriamo le Giant’s Causeway, particolari formazioni rocciose
prismatiche che sorgono in riva al mare. Il sito è molto turistico ma
particolarmente affascinante. Questi pilastri di basalto sembrano opera
dell’uomo ed è facile immaginare come possano aver dato vita a leggende
e miti nel passato. Ci rimettiamo in moto e ci fermiamo nuovamente dopo
poca strada per andare a vedere il Rope Bridge. Si tratta di un ponte in
corda sospeso tra la terraferma ed uno scoglio distante qualche decina
di metri. Il passaggio è abbastanza emozionante per l’altezza dello
strapiombo sul mare. Non abbiamo in programma altre soste e ci godiamo
tutta la statale che corre scorrevole lungo la costa fino a Belfast.
Breve pausa a Carrickfergus, sotto l’omonimo castello, prima di giungere
nella martoriata città inglese. Giusto per concludere in bellezza una
lunga giornata di viaggio, scopriamo che all’albergo non hanno la nostra
prenotazione effettuata tramite internet, in una biblioteca di
Colleraine la mattina stessa. Dopo circa un’ora di discussioni con il
personale, telefonate in italia, mail e fax, riusciamo a farci dare le
nostre camere. Usciamo per cena e anche qui scopriamo abitudini
completamente diverse dalle nostre. Alle dieci siamo gli ultimi clienti
rimasti nel ristorante ed intorno a noi i camerieri stanno già spazzando
e mettendo le sedie sui tavoli…
15 agosto
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Dedichiamo la mattina alla visita dei quartieri protestanti e cattolici
di Belfast. La città non lascia indifferenti e le tracce delle tragedie
del recente passato sono ancora evidenti. I famigerati murales
raccontano di un odio ancora non sopito e nelle zone più calde le case
ed i negozi hanno ancora le inferriate a porte e finestre. Molte
camionette della polizia girano ancora in assetto antisommossa e la zona
di nessuno, quella che segnava il confine tra le due parti della città,
è ancora in uno stato di totale abbandono. Il murales che colpisce di
più è quello dedicato a Bobby Sands, cattolico morto in carcere a
seguito dello sciopero della fame del 1981. La città sta vivendo un
periodo di ricostruzione impressionante. Ovunque ci sono cantieri edili
e numerose gru svettano tra i palazzi. Partiamo verso mezzogiorno con
destinazione Dublino. La tappa è solo di trasferimento ma facciamo una
deviazione degna di nota per andare a visitare il castello di Trim.
Purtroppo arriviamo che il personale sta chiudendo i cancelli.
Sconsolati gironzoliamo intorno alle mura per scattare qualche foto e
ammirare le rovine ben tenute di questo maniero. In effetti il castello
è molto bello ed è stato utilizzato per girare molti film tra cui alcune
scene di Braveheart. Se siete a Dublino, Trim è una deviazione da fare,
ma arrivate prima delle 17, ora di chiusura. Mentre ritorniamo verso le
moto, attraversando un piccolo ponte in pietra, leggiamo un’anonima
targa che dice che quel ponte è il più antico d’Irlanda senza aver
subito nessun restauro…Rimontiamo in sella e manco a dirlo comincia a
piovere…ne sentivamo proprio la mancanza!!! In serata andiamo, con i
mezzi pubblici, nel centro di Dublino, dove ci aspetta la nostra guida e
amico Mattia. Insieme mangiamo una pizza e ci facciamo un paio di birre
ovviamente al Temple Bar. La vie del centro sono piene di gente ed i
locali sono strapieni. Ci diamo appuntamento per il giorno dopo e ci
congediamo da Mattia. Anche per l’indomani ci farà compagnia guidandoci
in giro per la città.
16 agosto

Anche oggi….PIOVE!!!! In ogni caso, ci saremmo comunque mossi con i
mezzi pubblici per visitare Dublino. In meno di mezz’ora siamo in centro
e ci incontriamo con Mattia. Insieme andiamo a visitare le prigioni di
Kilmainham. Costruite nel XVIII secolo, hanno visto passare tra le sue
celle sia detenuti comuni che personaggi di rilievo della storia
irlandese. La visita è molto interessante e toccante e la consigliamo se
siete a Dublino. Ceniamo in un ristorante etnico di cui la capitale
Irlandese pullula e poi ce ne andiamo in albergo.
17 agosto
Oggi
il gruppo si divide. Le ragazze abbandonano le due ruote per le ali di
un Airbus della Ryanair che le porta fino a Ciampino. I ragazzi invece
si imbarcano su un traghetto veloce che in un paio di ore li porta in
Galles…poi via tutta di un fiato fino a Londra…ma questa è un’altra
storia…
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