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07.08.10 - 26.08.10

Come al solito la parte più bella del viaggio è la preparazione : pianificazione degli itinerari, lettura delle guide e tagliando della moto, tutte cose che mettono addosso una sorta di adrenalina molto piacevole. L’apice però lo si raggiunge la mattina della partenza. Il sole è sorto da poco, l’aria è fresca ed in giro non si vede nessuno; puntiamo verso nord consapevoli che la notte seguente avremmo dormito sul suolo di Sua Maestà Elisabetta II.

7 agosto

 

 

 

     La prima lunga tappa di avvicinamento a Calais scorre via tranquilla. Fortunatamente la calura estiva non morde come ci aspettavamo e dopo quasi 800 km, riposiamo le nostre stanche membra a Macon. Mettiamo le moto al sicuro nel parcheggio dell’albergo ma è una precauzione inutile perché la cittadina è tranquillissima. Dopo una doccia che ci rimette al mondo, scendiamo per la cena. Siamo praticamente in centro e facciamo un po’ di foto lungo il fiume che taglia in due Macon. Ci sono diversi localini molto carini e ci facciamo guidare dall’istinto (che raramente ci tradisce) nella scelta, e anche questa volta.....

8 agosto

 

 

 

     L’unico impegno che dobbiamo rispettare oggi è arrivare alle 17.00 al porto di Calais. Decidiamo quindi di partire abbastanza presto e macinare un bel po’ di chilometri con il culo riposato per poi eventualmente rilassarci all’imbarco. Il traffico quasi assente ci permette di tenere discrete velocità di marcia e arriviamo al porto con un’oretta di anticipo. Mentre siamo in attesa di salire sulla nave, scambiamo due chiacchiere con alcuni motociclisti inglesi di ritorno in patria. Questi sono i primi di una lunga serie di personaggi che incontreremo nel corso del nostro viaggio i quali si prodigheranno nel dispensarci consigli su cosa fare, cosa non fare e cosa vedere o meno. Scesi dalla nave ci congediamo dai nostri amici inglesi e subito io pago pegno alla guida a sinistra : alla prima rotonda mi impappino e sbaglio strada. Torno indietro dopo aver trovato un punto dove svoltare e ripartiamo alla volta di Folkestone. La cittadina, sita a pochi chilometri da Dover, è un classico paese di mare, un po’ sporco, trasandato e le poche persone in giro non hanno un'aria proprio raccomandabile. Trovato l’albergo ci sistemiamo ed usciamo per la cena. Sono le 20.00 e nella via principale del paese non troviamo un solo negozio o locale aperto. Andiamo sul lungo mare e finalmente ci imbattiamo in un pub che però non serve più da mangiare avendo già chiuso le cucine. Così la nostra prima cena inglese la consumiamo in un Mc Donalds…ma ci rifaremo nel corso del viaggio. Per uno strano scherzo del destino anche la cena dell’ultima sera in Inghilterra non sarà assolutamente all’altezza delle precedenti.

9 agosto

 

 

 

     Di buon mattino lasciamo Folkestone percorrendo la strada costiera fino alla piccola cittadina di Rye. Entriamo in un TIC e fissiamo la notte nelle vicinanze di Stonehenge. Visitiamo nel frattempo il centro di Rye che si rivela molto carino e piacevolmente affollato. Deviamo verso l’interno per andare a visitare il castello di Bodiam. Questo pittoresco maniero è completamente circondato da un largo fossato pieno di acqua. L’esterno è perfettamente conservato ma decidiamo di non visitarlo all’interno perché, da quel poco che riusciamo ad intravedere, ci sembra molto spoglio. Ovviamente sia il parcheggio che il castello sono a pagamento. Facciamo le foto di rito, rimontiamo in sella, ed entriamo nella M25 che sarebbe la tangenziale di Londra. Dopo circa 30 km la lasciamo seguendo le indicazioni per Winchester. Visitiamo l’immensa cattedrale la cui navata misura 164m., e in effetti colpisce per le sue dimensioni, enormi colonne e antiche statue. Ceniamo nella vicina Salisbury presso un pub scelto a caso. Dopo aver mangiato, mentre stiamo pagando, un avventore che parla qualche parola di italiano, ci mostra una particolare caratteristica del locale. Durante i lavori di ristrutturazione del pub, viene rinvenuta una mano mummificata che si ritiene essere appartenuta ad un giocatore di carte probabilmente mozzatagli a seguito di una lite e gettata nel fuco del caminetto. Facciamo due passi per Salisbury by night, completamente deserta, con tutti i locali chiusi, ma carina e ben tenuta. Il B&B dove passeremo la notte non è proprio dietro l’angolo e quindi ci mettiamo in marcia senza fare altre soste. Arriviamo a destinazione che è già buio, ma lungo la strada ci siamo goduti lo splendido spettacolo offerto da un bel tramonto. Il B&B è abbastanza lussuoso e si trova a pochissimi chilometri dal sito di Stonehenge, le stanze sono molto grandi e ben arredate. In una delle due c’è un meraviglioso letto a baldacchino con di fronte una bella vasca da bagno con piedini, illuminata alla base da una serie di LED.



 

10 agosto

 

 

 

     Mattinata dedicata alla visita del sito archeologico di Stonehenge. Molto affollato di turisti ma la visita è molto piacevole ed interessante. All’ingresso, compreso nel prezzo del biglietto, ci viene consegnata un’audioguida in italiano ben fatta. Anche se il cielo minaccia pioggia, fortunatamente non piove per tutta la durata della visita. La tappa successiva prevede la visita al Durdle Door, ad un arco di pietra disegnato dal vento e dal mare che si trova non troppo distante. Arriviamo al parcheggio vicino a questa attrazione che è cominciato a piovere piuttosto forte. Lasciamo le moto e ci incamminiamo su per la scogliera. Secondo la guida dovremmo seguire un sentiero per circa un paio di chilometri per arrivare all’arco. Nonostante la camminata non sia assolutamente proibitiva, dobbiamo desistere a causa del maltempo che si sta facendo sempre più inclemente. Il forte vento, la pioggia ed una fitta nebbia non ci permettono nemmeno di vedere la costa sottostante e quindi decidiamo di tornare alle moto. Puntiamo alla meta della giornata che è la città costiera di Minehead e fortunatamente dopo un’oretta smette di piovere. Mentre siamo al riparo presso un distributore di benzina, il sole squarcia le nubi e l’azzurro del cielo è stupendo. Dopo Tiverton imbocchiamo la A396, tutta curve, con uno splendido panorama e un ottimo asfalto. Lungo il percorso notiamo alcuni cartelli che segnalano la presenza di fagiani sulla strada. Un po’ perplessi per la stranezza di questo cartello, proseguiamo tranquillamente per ritrovarsi poche curve dopo circondati da centinaia di fagiani che scappano da tutte le parti. Probabilmente eravamo finiti nel bel mezzo di una riserva di caccia. Nessuno di noi aveva mai visto tutti questi volatili insieme, ma la domanda che ci è sorta spontanea è: -che fine fanno questi uccelli visto che non abbiamo mai trovato nessun piatto a base di carne di fagiano nei pub o ristoranti? Ci dirigiamo alla volta del B&B dove la gentile padrona di casa ci fornisce una tinozza d’acqua per lavare borse e bauletti delle moto tremendamente sporchi. Ceniamo su consiglio del marito della signora in un locale lungo mare. Anche qui arriviamo un pelo prima dell’orario di chiusura delle cucine ma fortunatamente riusciamo a mangiare un buon pasto. Il locale non è un classico pub inglese ma un ex teatro ristrutturato e convertito a pub/ristorante. Non c’è quasi nessuno ma a giudicare dal numero di tavoli sembra molto frequentato forse in altri periodi dell’anno. Qui scopriamo l’usanza tutta inglese di ordinare il cibo alla cassa, dicendo all’addetto il numero del tavolo dove si va a sedere. Infatti quasi mai nei pub i camerieri vengono a prendere le ordinazioni ai tavoli.


11 agosto

 

 

 

     Durante la colazione al B&B Simone fa il battesimo del porridge mangiandone con soddisfazione una bella porzione. Accompagnati da un bel cielo terso, montiamo in sella. La prima tappa della giornata è la cittadina di Glastonbury, meta consigliata dalla sorella di Simone per la presenza dei resti ben conservati di una abbazia medioevale. La cittadina è movimentata e carina. Visitiamo l’abbazia che, secondo la leggenda, ha ospitato il Santo Graal. Tutto qui ha un alone mistico per via delle molte leggende che avvolgono il posto. In ogni caso la visita è piacevole ed interessante. Prima di tornare alle moto ci fermiamo in un TIC per prenotare le tre notti successive. Piccola sosta a Wells dove facciamo due passi in centro tra le bancherelle di un affollato mercatino. Lungo le strade ci sono dei canaletti in cui scorre dell’acqua, sicuramente un retaggio del passato medioevale della cittadina. L’immancabile cattedrale, che però troviamo chiusa, si staglia da un'ampia piazza con uno splendido pratino all’inglese. Ci muoviamo alla volta di Antworth dove abbiamo il B&B che si rivela uno dei migliori della vacanza. Gestito da una coppia di mezza età ha camere grandi e molto pulite per non parlare della colazione che avremo fatto l’indomani. Visto che per una volta ogni tanto non siamo arrivati a destinazione ad orari impossibili, lasciamo le borse nella rispettive camere e proseguiamo il nostro giro. Il padrone di casa ci da un paio di dritte sulle strade da fare e cosa vedere. Notiamo con piacere che grossomodo il tutto coincide con quello che avevamo preventivato di fare. Ci fermiamo a Lacock, piccolo paesino ben conservato che ha fatto da sfondo ad alcune scene della serie di Harry Potter. A noi sinceramente non fa impazzire ma se si è in zona una sosta si può fare. Proseguiamo per il cerchio di pietre di Avebury . Ovviamente non ha niente a che vedere con Stonehenge, ma conserva comunque il suo fascino, dato dalla totale assenza di turisti e dalla possibilità di camminare in mezzo alle pietre. Lo stomaco comincia a protestare e quindi decidiamo che è ora di rientrare e cercare un pub. Durante il giro per le viuzze di Lacock avevamo notato un bel locale che ci aveva ispirato molta fiducia e senza pensarci su troppo, torniamo nel paesino per la cena. Nonostante siamo gli unici avventori del pub, consumiamo un ottimo ed abbondante pasto soddisfatti della scelta fatta. Degna di nota anche la birra dello Yorkshire che ci viene servita.

 

12 agosto

 

 

 

     Durante la colazione niente è lasciato al caso, il tavolo è stracolmo di un sacco di cose prelibate, sia dolci che salate e la padrona di casa ogni tanto fa capolino dalla cucina per sentire se è tutto a posto o vogliamo qualcos’altro. La prima sosta della giornata la facciamo a Bath. Sede delle terme romane meglio conservate al mondo. Restiamo in giro per circa tre ore ma non visitiamo le terme sia per l’elevato costo del biglietto d'ingresso sia perché la visita ci avrebbe portato via troppo tempo. Puntiamo verso nord e per risparmiare un bel po’ di strada, decidiamo di attraversare il grande estuario del fiume Severn che sembra un immenso fiordo norvegese. Il Severn Bridge è un bel ponte moderno a pagamento tranne che per le moto. Poco dopo esser scesi dal ponte, entriamo in Galles e puntiamo subito verso il Chepston Castle. Da fuori è molto carino ma fortunatamente riusciamo a sbirciare l’interno che invece è spoglio e decidiamo di non entrare. Ci rimettiamo in moto, sotto una pioggerella leggera ma sufficiente a rompere le scatole, alla volta della Tintern Abbey. Queste sono le maestose rovine di una grande abbazia distrutta, manco a dirlo, durante la riforma voluta da Enrico VIII. Facciamo i biglietti per entrare, scelta azzeccata, perché è tutto molto bello ed affascinante. Ovunque ci sono cartelli con spiegazioni e disegni riguardanti l’abbazia ai tempi del suo massimo splendore. Il sole che fa capolino, fa da corollario ad una bella visita. La tappa successiva è il Raglan Castle che si trova lungo la strada per Abergavenny, nostra meta della giornata. Visitiamo anche questo maniero, le rovine sono ben tenute e molto particolari. Dalla cima di una grande torre ottagonale, si gode una splendida vista sulle campagne circostanti. C’è tutto quello che ci deve essere in un maniero medievale: un fossato con l’acqua, un piccolo ponte levatoio, la piazza d’armi e le mura merlate. La giornata è giunta al termine e ci fermiamo all’ingresso di Abergavenny per chiamare il B&B e farci spiegare la strada. Dopo vari tentativi non andati a buon fine, il titolare ci viene incontro con la macchina e ci scorta a casa sua, dove ci accoglie la gentile consorte Tina ed il loro buffo cagnolino che non la smette mai di saltarci intorno. La casa è carina, con un bel giardino e si trova in un piccolo borghetto spaventosamente tranquillo. Anche qui chiediamo consiglio per la cena e Jeff ci indica un pub a pochi chilometri da li. Si offre di prenotare anche per noi visto che anche loro andranno a cena li quella sera. Il Warwick’s è proprio come ci si immagina un pub inglese (in questo caso gallese) debba essere. Sperduto nelle campagne gallesi, buio, con le luci soffuse e calde, pavimenti in legno consumati dal tempo, pochi massicci tavoli e robuste sedie danno a questo posto un aspetto molto familiare e rassicurante. Il cibo è ottimo e ben presentato come la birra Ale della zona che va giù che è un piacere. Tina’s B&B sarà la nostra casa per due notti, così andiamo a dormire soddisfatti della giornata appena trascorsa e pronti a visitare la costa sud del Galles l’indomani.


13 agosto

 

 

 

     Il programma di oggi è pieno zeppo (nelle intenzioni) di cose da vedere ed imbocchiamo la scorrevole statale A40 che ci porta fino alla prima tappa della giornata. Il Carreg Cennen Castle, un’imponente rovina che si trova abbarbicata in cima ad una collina. Parcheggiamo le moto e decidiamo sul da farsi. Ad occhio e croce raggiungere il rudere richiede una camminata di almeno una mezz’oretta solo per andare e giudicando da quello che si vede, si tratta di rovine vere e proprie. Optiamo per fare qualche foto dal parcheggio e rimontiamo in sella. Dopo un bel po’ di strada costiera, incontriamo il Laugharne Castle che, tanto per cambiare, domina una bella baia in secca per effetto della marea. Anche in questo caso non lo visitiamo all’interno ma facciamo un bel giro intorno alle mura, e scattiamo delle belle foto alle barche adagiate sulla sabbia in attesa del ritorno delle acque. Proseguiamo lungo la costa passando dalla frequentata località balneare di Tenby per arrivare nei pressi del Castello di Manorbier. Decidiamo di parcheggiare e fare due passi verso il mare. La marea, ancora molto bassa, lascia scoperto un bel tratto di spiaggia e per noi che non siamo abituati è un bello spettacolo. La giornata è molto bella ma tira un vento piuttosto freddo e ci fa una certa impressione vedere persone di tutte le età che fanno il bagno in costume mentre noi siamo vestiti con i giubbotti da moto. L’altro castello della giornata è il Pembroke Castle che in effetti è uno dei più belli mai visti finora, praticamente costruito su una penisola e circondato per quasi totalità dall’acqua. Le mura esterne sono perfettamente conservate ed in effetti vale la pena visitarlo. Prima di entrare ci facciamo un giro tra i souvenirs venduti nella biglietteria del castello dove, tra le cartoline ne vediamo una che raffigura un meraviglioso arco naturale in pietra a picco sul mare. Giriamo la cartolina per vedere dove si trova e con nostra grande sorpresa leggiamo che è a pochi chilometri dal castello. Ci guardiamo, ma la decisione è praticamente presa, abbandoniamo la visita al castello e montiamo in sella per raggiungere Stack Rocks. Mai decisione fu più azzeccata. Per arrivarci si passa attraverso una grande base militare, per cui intorno non c’è praticamente niente. Arriviamo che il sole comincia a non essere più molto alto sull’orizzonte e la luce è fantastica. La scogliera sarebbe già molto bella di suo, ma quando alla nostra destra vediamo l’arco che si appoggia in mare, rimaniamo colpiti da tanta bellezza. Come se non bastasse giù tra le onde vediamo anche due foche. Facciamo un bel po’ di foto e non teniamo conto del tempo che passa e della distanza che ci separa dal B&B. A malincuore decidiamo di rientrare e per fare prima imbocchiamo appena possibile l’autostrada. Siccome siamo assolutamente decisi ad andare a cena da Warwick’s anche quella sera diamo un bel po’ di gas alle nostre cavalcature. Lungo la strada incontriamo anche un bell’acquazzone che ci fa rallentare un po’ ma ci permette di ammirare uno degli arcobaleni più belli mai visti. Alla fine arriviamo al pub alle 21.30 piuttosto sfiduciati che riusciremo a mangiare visti gli orari delle cucine inglesi. All’interno vediamo gente ma le porte sono chiuse e pensiamo di esserci giocati il pasto. In effetti però ci sembra strano che chiudano le porte ma si sa , paese che vai usanza che trovi. Proviamo a bussare e dall’interno ci aprono. Gli avventori, con le immancabili birre in mano, ci sorridono e sono palesemente divertiti dalla cosa. Non capiamo bene cosa succede ma ci viene detto che servono ancora da mangiare e tanto ci basta. Anche questa sera vediamo Jeff e Tina i quali ci salutano con affetto presentandoci dei loro amici. La cordialità dei gallesi e la loro voglia di conoscere gli altri è purtroppo sconosciuta a noi italiani. Oltretutto il 13 è il compleanno di Cinzia e Tina ci offre una bottiglia di vino rosso che ci fa portare al nostro tavolo. Ovviamente la cena è all’altezza della precedente; poi il vino, le tantissime cose viste ed i quasi 500 chilometri percorsi durante la giornata fanno si che si crei un’atmosfera rilassata e speciale.

 

14 agosto

 

 

 

     Lasciamo a malincuore la casa di Tina, ad Abergavenny, imbocchiamo la A470. Questa arteria nasce a Cardiff e corre in direzione nord attraversando tutto il Galles. La percorriamo per un bel pezzo fino ad incontrare la B4518. Attraversiamo paesaggi incantevoli fino ad arrivare nella tranquilla località costiera di Aberdyfi. La spiaggia è molto affollata nonostante non faccia molto caldo ed il cielo minacci pioggia. Ci facciamo un panino ripartendo poi in direzione di Foel, praticamente tre case, dove abbiamo prenotato il B&B. Arriviamo al Dyffryn una volta tanto ad un orario normale e ci rilassiamo un po’ nelle rispettive camere. Fortunatamente il B&B ha anche un ristorante annesso e quindi scendiamo a mangiare lasciando le moto a riposo. Rimaniamo sorpresi perché non servono birra Ale ma solo classica birra bionda tipo quella tedesca. A fine cena però si avvicina al nostro tavolo il titolare della baracca che, come altri gallesi, è desideroso di fare due chiacchere con noi. Lo facciamo accomodare con noi e cartina alla mano comincia a darci una serie di consigli sulle cose da vedere in zona ma anche nelle altre località che toccheremo con il nostro tour. Per quasi un’ora ci intrattiene con belle strade da fare, paesini da non perdere e B&B dove dormire.


15 agosto

 

 

 

     Seguendo i consigli della sera precedente, ci mettiamo alla ricerca di un lago non troppo distante. Dopo pochi chilometri passiamo sulla diga che lo forma. Il lago è carino ma non ci entusiasma troppo. La strada corre lungo le sue sponde e ne percorriamo un bel pezzo fino ad incrociare una piccola stradina anche questa consigliataci dal padrone del B&B. La strada è molto stretta e piuttosto irta ma in effetti i paesaggi che incontriamo percorrendola sono meravigliosi. Le onnipresenti pecore sono ovunque ed il nastro di asfalto si snoda dolcemente tra dolci colline spoglie e ruscelli. Sembra di essere sulle Highlands scozzesi e siamo molto contenti di aver dato retta ai consigli. Abbandoniamo questo piccolo paradiso ed imbocchiamo in sequenza la B4405,A499 e A496 sempre circondati da bellissimi paesaggi ma meno desolati e selvaggi di quelli incontrati in precedenza. Un paio di giorni prima , Tina e suo marito, ci avevano raccomandato di visitare assolutamente Portmerion, una località turistica sul mare. La stessa cosa aveva fatto il tizio del B&B e pur non avendo letto cose entusiasmanti sulle nostre guide, decidiamo di fidarci dei suggerimenti visto che erano stati in due a dirci la stessa cosa. Invece questa costosa visita (8,50 sterline a testa) è l’unica fregatura del nostro viaggio in Galles. Potmerion non è altro che una cittadina-attrazione, fatta edificare da un architetto nel secolo scorso che ha costruito edifici, vie e piazze ispirandosi ai vari stili architettonici sparsi per il mondo, il tutto condito con pizzerie, bar, pub ad uso e consumo dei turisti. Ai gallesi piace da morire ma a noi ha deluso molto. Proseguiamo lungo la costa fin ad arrivare in cima ad una scogliera da dove si gode una vista meravigliosa su una piccola isola poco distante sulla quale c’è stato costruito un faro. L’atmosfera è molto bella, il sole si sta abbassando, non ci sono turisti in giro e gli unici esseri viventi intorno a noi sono ovviamente le pecore. Torniamo sui nostri passi percorrendo anche qui la stretta ed irta stradina che ci riporta sulla principale. La nostra meta della giornata è Llanduno dove abbiamo prenotato un B&B per due notti. Usciamo per cenare e la cittadina ci sembra un po’ trasandata anche se offre una vasta scelta di locali dove mangiare. Anche qui, chiediamo in giro e ci viene consigliato un ristorante che alla fine si rivelerà niente male.

 

16 agosto

 

 

 

     Al mattino imbocchiamo la scorrevole A470 alla volta di Betws-y-coed e poi la bella A4086 fino al castello di Caernarfon che visitiamo. Il maniero è molto ben conservato e abbastanza affollato di turisti ma vale la pena farci una visita. All’ingresso acquistiamo una guida e ci facciamo un bel giro del castello. Dopo un paio d’ore rimontiamo in moto e ci dirigiamo verso la vicina penisola che ospita il porto di Holyhead, noto per essere il principale arrivo dei traghetti provenienti dall’Irlanda. Nel sud della penisola ci fermiamo a visitare una piccola chiesina che sorge sopra ad un cocuzzolo a pochi passi dalla spiaggia. Per via della marea, ci sono ore in cui questa non è raggiungibile. E’ molto carina, completamente bianca e tutta circondata da una marea di fiori gialli. La nostra meta però è ancora più ad ovest, South Stack, un faro visitabile che sorge anch’esso sopra ad un isolotto collegato alla terraferma con un ponte a strapiombo sulla scogliera. Purtroppo arriviamo che la struttura sta per chiudere pertanto facciamo solo un po’ di foto da lontano e ci concediamo una passeggiata tra l’erica che cresce ovunque sulla scogliera. Rientriamo a Llanduno ma prima ci fermiamo a cena a Conwy dove sorge un meraviglioso castello che ammiriamo di notte.

 

17 agosto

 

 

 

     Partiamo con una bella pioggia pesante che ci accompagna fino ai pressi di Lancaster. Fortunatamente si tratta solo di un trasferimento autostradale e quindi non è un disagio troppo grande. Qui, imbocchiamo la B6480 e nei pressi di Austwick prendiamo per puro caso una bella stradina che corre su verdi colline divise in appezzamenti da muretti a secco in pietra a perdita d’occhio. Alla fine di questa strada imbocchiamo la B6479 e poi la B6255. I paesaggi che ci troviamo ad attraversare sono molto molto belli e anche qui la quasi totale assenza di traffico ci permette di godere a pieno della natura che ci circonda. La sera dormiamo in un B&B molto bello, il SUN INN, che avevamo prenotato su suggerimento del titolare del B&B Dyffryn. Le stanze sono belle e la cena ottima, una delle migliori che faremo in Inghilterra. Sicuramente il prezzo non è dei più economici ma la struttura è di qualità. Andiamo a letto stanchi dopo aver percorso 332 km ma soddisfatti sia per la cena che per i bei paesaggi visti.

 

18 agosto

 

 

 

     La prima tappa della giornata è Kendal, dove ci fermiamo solamente il tempo necessario per prenotare il B&B per la sera stessa. Seguendo i consigli del motociclista incontrato in Francia mentre stavamo per prendere il traghetto, ci dirigiamo verso il lago di Windermere, il bacino naturale di acqua dolce più grande di tutta l'Inghilterra. Il lago si trova nella bella regione di Cumbria. Circumnavigare il lago, molto lungo, richiederebbe molto tempo, per cui decidiamo di prendere il battello che fa servizio tra una sponda e l'altra. Montiamo e scendiamo senza pagare un centesimo, mentre notiamo che le auto pagano al traghettatore il biglietto. Non capiamo se per le moto è gratis oppure, siccome siamo pigiati come sardine, il ragazzo decide che a noi non può arrivare senza saltare sui cofani delle macchine, e ci regala il passaggio. Appena scesi ci dirigiamo verso Coninston e percorriamo una piacevole strada lungo lago. Imbocchiamo la A5092 e poi la A595 bella e scorrevole in direzione della costa e poco prima di Gosforth, ci fermiamo ad un distributore per comprare una lampadina di ricambio per il faro del TDM. Poco più avanti troviamo la deviazione per il lago di Wast Water, dalle acque scure ed incastonato in una valle desolata e selvaggia, foto di rito e siccome come al solito il tempo è volato, imbocchiamo la veloce A66 per raggiungere prima che faccia buio il nostro B&B che si trova a Hackthorpe. Lungo la strada però ci concediamo una visita al cerchio di pietre di Castelrigg. Sulla copertina della guida del Galles 2011 della Lonely Planet, c'è una splendida foto di questo cerchio e incuriositi, abbiamo letto in quarta copertina dove si trovava. Il sito è molto interessante perchè lontano dalle rotte dei turisti e pertanto più “autentico”. Niente a che vedere ovviamente con l'affollatissimo ma unico Stonehenge, ma a Castelrigg si respira un'aria mistica molto particolare e suggestiva. Gli unici visitatori oltre a noi quattro, erano purtroppo una famigliola un po' maleducata, per cui abbiamo dovuto aspettare che se ne andassero per fare qualche scatto decente ed una visita solitaria. Arriviamo al B&B tardino, lasciamo i bagagli nelle enormi camere, e schizziamo a mangiare in paese. La cena anche qui è ottima ed abbondante. Al mattino scopriamo che il B&B ha solo le due nostre camere e coccolati dalla padrona di casa si fa colazione in un tavolo allestito proprio di fronte alle nostre camere solo per noi.
 

19 agosto

 

 

 

     Oggi si parte alla volta della A 686 che ci conduce in cima ad un passo ben lontano però dall'idea di passo montano che abbiamo noi in Italia. Comunque la strada è scorrevole e completamente deserta. Dopo la foto di rito in cima alla strada, ci dirigiamo verso la nostra meta del giorno : il Vallo di Adriano. Il muro, lungo circa 120 km, fu costruito sotto Adriano dalle legioni romane che si insediarono in queste zone con lo scopo di difendersi dalle incursioni dei barbari del nord. Percorriamo la B6318 che corre parallela al muro. Decidiamo di visitare il fortino di Housestead che è l'insdiamento che si è conservato meglio. Il sito è ovviamente a pagamento ma la visita è molto interessante. Ci sono i resti della caserma, degli alloggi, delle stalle e persino delle latrine. Lasciamo il forte e ci dirigiamo verso sud facendo solo una tappa ad Hexam per prenotare un B&B per la sera. Prendiamo infine la B6277 verso Barnard Castle per poi tornare verso nord puntando verso Durham. Prima di Barnard Castle ci fermiamo per ammirare delle cascate. Sono molto belle, il salto sarà alto circa una ventina di metri e la portata d'acqua, molto scura, è notevole. Ovviamente arriviamo a Durham che si sta facendo buio. Il B&B si trova sopra un pub e per una sera non dobbiamo prendere la moto per andare a mangiare.
 

20 agosto

 

 

 

     Al mattino visitiamo la bella città universitaria di Durham. Le sue stradine sono molto affollate di studenti e turisti ed i negozi sono tutti aperti nonostante sia il 20 di agosto. Una visita che merita attenzione è l'imponente cattedrale che domina la città. Lasciata Durham imbocchiamo l'autostrada in direzione York, disturbati da un vento laterale molto forte. Usciamo per imboccare la B1257, una strada statale scorrevole che attraversa le belle campagne dello Yorshire. Facciamo una piccola deviazione per visitare le rovine della Rievaulx Abbey. L'abbazia è ben tenuta ma francamente riteniamo troppo costoso il biglietto e ci limitiamo a fare un paio di foto da lontano. Giochiamo un po' con un cavallo che bruca in un recinto nei pressi del parcheggio e rimontiamo in sella. La strada scorre via in maniera piacevole tra boschi e prati e dopo qualche chilometro avvistiamo i resti di un'altra abbazia e facciamo una piccola sosta. Della Byland Abbey ben poco è arrivato ai giorni nostri e anche qui ci sembra esagerato il costo del biglietto per ammirare poco più di qualche muro. Arriviamo al B&B, che si trova ad una decina di chilometri da York, finalmente ad un orario decente. La casa è molto carina e le moto sono al sicuro nel giardino della padrona di casa. Seguendo il suo consiglio andiamo a mangiare poco distante al Black Bull Pub. A costo di essere monotoni, ribadiamo che anche qui la cena è ottima ed abbondante.
 

21 agosto

 

 

 

     Partiamo sotto un bel cielo azzurro alla volta della costa e viaggiamo veloci fino a Norton. Dopo imbocchiamo la A169 fino alla cittadina costiera di Whitby. La strada che ci porta verso questa città, ci riserva una meravigliosa sorpresa. Per un paio di chilometri su entrambi i lati, si estendono a perdita d'occhio campi pieni zeppi di erica in fiore. E' veramente uno spettacolo della natura e ci fermiamo a fare un po' di foto. Di Whitby ammiriamo la suggestiva cattedrale ma anche questa è semidistrutta dal tempo e dalla mano dell'uomo all'epoca dello scisma della chiesa anglicana da parte di Enrico VIII. Facciamo le foto di rito e rimontiamo in moto per andare a visitare il caratteristico borgo sul mare di Robin's Hodd Bay. Le sue stradine sono strette ed affollate di turisti ma vale comunque la pena farci un salto. La giornata è splendida, facciamo due passi e mangiamo un boccone prima di rimetterci in marcia. Sulla via del ritorno vediamo alcuni cartelli che indicano i resti di una strada romana. Decidiamo di seguirli e percorriamo qualche chilometro in moto prima di trovare un parcheggio e proseguire a piedi. Facciamo due passi nella campagna inglese fino a trovare in effetti i resti di un'antica strada romana. Un cartello spiega che non si conosce esattamente l'epoca a cui risale e che nel corso dei secoli, le popolazioni locali ne hanno prelevato le pietre per costruire le loro case. A conti fatti è stata una deviazione che ci ha fatto perdere un bel po' di tempo senza valerne in effetti la pena. Arriviamo a York a metà pomeriggio e troviamo una città affollatissima di turisti, con strade piene di negozi di tutti i generi. York è molto carina e merita sicuramente una visita di almeno un giorno. La cosa che ci colpisce, è che verso le cinque, quando chiudono i negozi, la città si svuota improvvisamente. Torniamo al B&B e ceniamo al pub della sera precedente...come si dice : squadra che vince non si cambia!!!
 

22 agosto

 

 

 

     La giornata di oggi ci porta a visitare la Fountains Abbey. Questa abbazia medioevale fondata nel 1132 è una delle più grandi di Inghilterra, vale la visita. Ovviamente anche qui la riforma ha fatto i suoi danni ed ai giorni nostri sono arrivati solo resti anche se ben conservati. Il complesso è immerso in un enorme parco pieno di laghetti e rilassanti sentieri che si perdono nel verde. Trascorriamo almeno tre ore a visitare il sito e nel pomeriggio torniamo verso York che dista poco più di 40 km. Tanto per andare sul sicuro ceniamo nuovamente al Black Bull Pub per festeggiare al meglio la nostra vacanza in terra inglese. Il giorno seguente infatti sarà l'ultimo prima di tornare a mettere le ruote sul continente.

23 Agosto – 26 Agosto

     Questi giorni rappresentano il cammino di ritorno verso casa attraverso Banbury e Dover, passando per Saint Omer e Chambery.