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Come al solito la parte più bella del viaggio è la
preparazione : pianificazione degli itinerari, lettura delle guide e
tagliando della moto, tutte cose che mettono addosso una sorta di
adrenalina molto piacevole. L’apice però lo si raggiunge la mattina
della partenza. Il sole è sorto da poco, l’aria è fresca ed in giro non
si vede nessuno; puntiamo verso nord consapevoli che la notte seguente
avremmo dormito sul suolo di Sua Maestà Elisabetta II.
7 agosto

La prima lunga tappa di avvicinamento a
Calais scorre via tranquilla. Fortunatamente la calura estiva non morde
come ci aspettavamo e dopo quasi 800 km, riposiamo le nostre stanche
membra a Macon. Mettiamo le moto al sicuro nel parcheggio dell’albergo
ma è una precauzione inutile perché la cittadina è tranquillissima. Dopo
una doccia che ci rimette al mondo, scendiamo per la cena. Siamo
praticamente in centro e facciamo un po’ di foto lungo il fiume che
taglia in due Macon. Ci sono diversi localini molto carini e ci facciamo
guidare dall’istinto (che raramente ci tradisce) nella scelta, e anche
questa volta.....
8 agosto

L’unico impegno che dobbiamo rispettare oggi
è arrivare alle 17.00 al porto di Calais. Decidiamo quindi di partire
abbastanza presto e macinare un bel po’ di chilometri con il culo
riposato per poi eventualmente rilassarci all’imbarco. Il traffico quasi
assente ci permette di tenere discrete velocità di marcia e arriviamo al
porto con un’oretta di anticipo. Mentre siamo in attesa di salire sulla
nave, scambiamo due chiacchiere con alcuni motociclisti inglesi di
ritorno in patria. Questi sono i primi di una lunga serie di personaggi
che incontreremo nel corso del nostro viaggio i quali si prodigheranno
nel dispensarci consigli su cosa fare, cosa non fare e cosa vedere o
meno. Scesi dalla nave ci congediamo dai nostri amici inglesi e subito
io pago pegno alla guida a sinistra : alla prima rotonda mi impappino e
sbaglio strada. Torno indietro dopo aver trovato un punto dove svoltare
e ripartiamo alla volta di Folkestone. La cittadina, sita a pochi
chilometri da Dover, è un classico paese di mare, un po’ sporco,
trasandato e le poche persone in giro non hanno un'aria proprio
raccomandabile. Trovato l’albergo ci sistemiamo ed usciamo per la cena.
Sono le 20.00 e nella via principale del paese non troviamo un solo
negozio o locale aperto. Andiamo sul lungo mare e finalmente ci
imbattiamo in un pub che però non serve più da mangiare avendo già
chiuso le cucine. Così la nostra prima cena inglese la consumiamo in un
Mc Donalds…ma ci rifaremo nel corso del viaggio. Per uno strano scherzo
del destino anche la cena dell’ultima sera in Inghilterra non sarà
assolutamente all’altezza delle precedenti.
9 agosto

Di buon mattino lasciamo Folkestone
percorrendo la strada costiera fino alla piccola cittadina di Rye.
Entriamo in un TIC e fissiamo la notte nelle vicinanze di Stonehenge.
Visitiamo nel frattempo il centro di Rye che si rivela molto carino e
piacevolmente affollato. Deviamo verso l’interno per andare a visitare
il castello di Bodiam. Questo pittoresco maniero è completamente
circondato da un largo fossato pieno di acqua. L’esterno è perfettamente
conservato ma decidiamo di non visitarlo all’interno perché, da quel
poco che riusciamo ad intravedere, ci sembra molto spoglio. Ovviamente
sia il parcheggio che il castello sono a pagamento. Facciamo le foto di
rito, rimontiamo in sella, ed entriamo nella M25 che sarebbe la
tangenziale di Londra. Dopo circa 30 km la lasciamo seguendo le
indicazioni per Winchester. Visitiamo l’immensa cattedrale la cui navata
misura 164m., e in effetti colpisce per le sue dimensioni, enormi
colonne e antiche statue. Ceniamo nella vicina Salisbury presso un pub
scelto a caso. Dopo aver mangiato, mentre stiamo pagando, un avventore
che parla qualche parola di italiano, ci mostra una particolare
caratteristica del locale. Durante i lavori di ristrutturazione del pub,
viene rinvenuta una mano mummificata che si ritiene essere appartenuta
ad un giocatore di carte probabilmente mozzatagli a seguito di una lite
e gettata nel fuco del caminetto. Facciamo due passi per Salisbury by
night, completamente deserta, con tutti i locali chiusi, ma carina e ben
tenuta. Il B&B dove passeremo la notte non è proprio dietro l’angolo e
quindi ci mettiamo in marcia senza fare altre soste. Arriviamo a
destinazione che è già buio, ma lungo la strada ci siamo goduti lo
splendido spettacolo offerto da un bel tramonto. Il B&B è abbastanza
lussuoso e si trova a pochissimi chilometri dal sito di Stonehenge, le
stanze sono molto grandi e ben arredate. In una delle due c’è un
meraviglioso letto a baldacchino con di fronte una bella vasca da bagno
con piedini, illuminata alla base da una serie di LED.
10 agosto

Mattinata dedicata alla visita del sito
archeologico di Stonehenge. Molto affollato di turisti ma la visita è
molto piacevole ed interessante. All’ingresso, compreso nel prezzo del
biglietto, ci viene consegnata un’audioguida in italiano ben fatta.
Anche se il cielo minaccia pioggia, fortunatamente non piove per tutta
la durata della visita. La tappa successiva prevede la visita al Durdle
Door, ad un arco di pietra disegnato dal vento e dal mare che si trova
non troppo distante. Arriviamo al parcheggio vicino a questa attrazione
che è cominciato a piovere piuttosto forte. Lasciamo le moto e ci
incamminiamo su per la scogliera. Secondo la guida dovremmo seguire un
sentiero per circa un paio di chilometri per arrivare all’arco.
Nonostante la camminata non sia assolutamente proibitiva, dobbiamo
desistere a causa del maltempo che si sta facendo sempre più inclemente.
Il forte vento, la pioggia ed una fitta nebbia non ci permettono nemmeno
di vedere la costa sottostante e quindi decidiamo di tornare alle moto.
Puntiamo alla meta della giornata che è la città costiera di Minehead e
fortunatamente dopo un’oretta smette di piovere. Mentre siamo al riparo
presso un distributore di benzina, il sole squarcia le nubi e l’azzurro
del cielo è stupendo. Dopo Tiverton imbocchiamo la A396, tutta curve,
con uno splendido panorama e un ottimo asfalto. Lungo il percorso
notiamo alcuni cartelli che segnalano la presenza di fagiani sulla
strada. Un po’ perplessi per la stranezza di questo cartello,
proseguiamo tranquillamente per ritrovarsi poche curve dopo circondati
da centinaia di fagiani che scappano da tutte le parti. Probabilmente
eravamo finiti nel bel mezzo di una riserva di caccia. Nessuno di noi
aveva mai visto tutti questi volatili insieme, ma la domanda che ci è
sorta spontanea è: -che fine fanno questi uccelli visto che non abbiamo
mai trovato nessun piatto a base di carne di fagiano nei pub o
ristoranti? Ci dirigiamo alla volta del B&B dove la gentile padrona di
casa ci fornisce una tinozza d’acqua per lavare borse e bauletti delle
moto tremendamente sporchi. Ceniamo su consiglio del marito della
signora in un locale lungo mare. Anche qui arriviamo un pelo prima
dell’orario di chiusura delle cucine ma fortunatamente riusciamo a
mangiare un buon pasto. Il locale non è un classico pub inglese ma un ex
teatro ristrutturato e convertito a pub/ristorante. Non c’è quasi
nessuno ma a giudicare dal numero di tavoli sembra molto frequentato
forse in altri periodi dell’anno. Qui scopriamo l’usanza tutta inglese
di ordinare il cibo alla cassa, dicendo all’addetto il numero del tavolo
dove si va a sedere. Infatti quasi mai nei pub i camerieri vengono a
prendere le ordinazioni ai tavoli.
11 agosto

Durante la colazione al B&B Simone fa il
battesimo del porridge mangiandone con soddisfazione una bella porzione.
Accompagnati da un bel cielo terso, montiamo in sella. La prima tappa
della giornata è la cittadina di Glastonbury, meta consigliata dalla
sorella di Simone per la presenza dei resti ben conservati di una
abbazia medioevale. La cittadina è movimentata e carina. Visitiamo
l’abbazia che, secondo la leggenda, ha ospitato il Santo Graal. Tutto
qui ha un alone mistico per via delle molte leggende che avvolgono il
posto. In ogni caso la visita è piacevole ed interessante. Prima di
tornare alle moto ci fermiamo in un TIC per prenotare le tre notti
successive. Piccola sosta a Wells dove facciamo due passi in centro tra
le bancherelle di un affollato mercatino. Lungo le strade ci sono dei
canaletti in cui scorre dell’acqua, sicuramente un retaggio del passato
medioevale della cittadina. L’immancabile cattedrale, che però troviamo
chiusa, si staglia da un'ampia piazza con uno splendido pratino
all’inglese. Ci muoviamo alla volta di Antworth dove abbiamo il B&B che
si rivela uno dei migliori della vacanza. Gestito da una coppia di mezza
età ha camere grandi e molto pulite per non parlare della colazione che
avremo fatto l’indomani. Visto che per una volta ogni tanto non siamo
arrivati a destinazione ad orari impossibili, lasciamo le borse nella
rispettive camere e proseguiamo il nostro giro. Il padrone di casa ci da
un paio di dritte sulle strade da fare e cosa vedere. Notiamo con
piacere che grossomodo il tutto coincide con quello che avevamo
preventivato di fare. Ci fermiamo a Lacock, piccolo paesino ben
conservato che ha fatto da sfondo ad alcune scene della serie di Harry
Potter. A noi sinceramente non fa impazzire ma se si è in zona una sosta
si può fare. Proseguiamo per il cerchio di pietre di Avebury .
Ovviamente non ha niente a che vedere con Stonehenge, ma conserva
comunque il suo fascino, dato dalla totale assenza di turisti e dalla
possibilità di camminare in mezzo alle pietre. Lo stomaco comincia a
protestare e quindi decidiamo che è ora di rientrare e cercare un pub.
Durante il giro per le viuzze di Lacock avevamo notato un bel locale che
ci aveva ispirato molta fiducia e senza pensarci su troppo, torniamo nel
paesino per la cena. Nonostante siamo gli unici avventori del pub,
consumiamo un ottimo ed abbondante pasto soddisfatti della scelta fatta.
Degna di nota anche la birra dello Yorkshire che ci viene servita.
12 agosto

Durante la colazione niente è lasciato al
caso, il tavolo è stracolmo di un sacco di cose prelibate, sia dolci che
salate e la padrona di casa ogni tanto fa capolino dalla cucina per
sentire se è tutto a posto o vogliamo qualcos’altro. La prima sosta
della giornata la facciamo a Bath. Sede delle terme romane meglio
conservate al mondo. Restiamo in giro per circa tre ore ma non visitiamo
le terme sia per l’elevato costo del biglietto d'ingresso sia perché la
visita ci avrebbe portato via troppo tempo. Puntiamo verso nord e per
risparmiare un bel po’ di strada, decidiamo di attraversare il grande
estuario del fiume Severn che sembra un immenso fiordo norvegese. Il
Severn Bridge è un bel ponte moderno a pagamento tranne che per le moto.
Poco dopo esser scesi dal ponte, entriamo in Galles e puntiamo subito
verso il Chepston Castle. Da fuori è molto carino ma fortunatamente
riusciamo a sbirciare l’interno che invece è spoglio e decidiamo di non
entrare. Ci rimettiamo in moto, sotto una pioggerella leggera ma
sufficiente a rompere le scatole, alla volta della Tintern Abbey. Queste
sono le maestose rovine di una grande abbazia distrutta, manco a dirlo,
durante la riforma voluta da Enrico VIII. Facciamo i biglietti per
entrare, scelta azzeccata, perché è tutto molto bello ed affascinante.
Ovunque ci sono cartelli con spiegazioni e disegni riguardanti l’abbazia
ai tempi del suo massimo splendore. Il sole che fa capolino, fa da
corollario ad una bella visita. La tappa successiva è il Raglan Castle
che si trova lungo la strada per Abergavenny, nostra meta della
giornata. Visitiamo anche questo maniero, le rovine sono ben tenute e
molto particolari. Dalla cima di una grande torre ottagonale, si gode
una splendida vista sulle campagne circostanti. C’è tutto quello che ci
deve essere in un maniero medievale: un fossato con l’acqua, un piccolo
ponte levatoio, la piazza d’armi e le mura merlate. La giornata è giunta
al termine e ci fermiamo all’ingresso di Abergavenny per chiamare il B&B
e farci spiegare la strada. Dopo vari tentativi non andati a buon fine,
il titolare ci viene incontro con la macchina e ci scorta a casa sua,
dove ci accoglie la gentile consorte Tina ed il loro buffo cagnolino che
non la smette mai di saltarci intorno. La casa è carina, con un bel
giardino e si trova in un piccolo borghetto spaventosamente tranquillo.
Anche qui chiediamo consiglio per la cena e Jeff ci indica un pub a
pochi chilometri da li. Si offre di prenotare anche per noi visto che
anche loro andranno a cena li quella sera. Il Warwick’s è proprio come
ci si immagina un pub inglese (in questo caso gallese) debba essere.
Sperduto nelle campagne gallesi, buio, con le luci soffuse e calde,
pavimenti in legno consumati dal tempo, pochi massicci tavoli e robuste
sedie danno a questo posto un aspetto molto familiare e rassicurante. Il
cibo è ottimo e ben presentato come la birra Ale della zona che va giù
che è un piacere. Tina’s B&B sarà la nostra casa per due notti, così
andiamo a dormire soddisfatti della giornata appena trascorsa e pronti a
visitare la costa sud del Galles l’indomani.
13 agosto

Il programma di oggi è pieno zeppo (nelle
intenzioni) di cose da vedere ed imbocchiamo la scorrevole statale A40
che ci porta fino alla prima tappa della giornata. Il Carreg Cennen
Castle, un’imponente rovina che si trova abbarbicata in cima ad una
collina. Parcheggiamo le moto e decidiamo sul da farsi. Ad occhio e
croce raggiungere il rudere richiede una camminata di almeno una
mezz’oretta solo per andare e giudicando da quello che si vede, si
tratta di rovine vere e proprie. Optiamo per fare qualche foto dal
parcheggio e rimontiamo in sella. Dopo un bel po’ di strada costiera,
incontriamo il Laugharne Castle che, tanto per cambiare, domina una
bella baia in secca per effetto della marea. Anche in questo caso non lo
visitiamo all’interno ma facciamo un bel giro intorno alle mura, e
scattiamo delle belle foto alle barche adagiate sulla sabbia in attesa
del ritorno delle acque. Proseguiamo lungo la costa passando dalla
frequentata località balneare di Tenby per arrivare nei pressi del
Castello di Manorbier. Decidiamo di parcheggiare e fare due passi verso
il mare. La marea, ancora molto bassa, lascia scoperto un bel tratto di
spiaggia e per noi che non siamo abituati è un bello spettacolo. La
giornata è molto bella ma tira un vento piuttosto freddo e ci fa una
certa impressione vedere persone di tutte le età che fanno il bagno in
costume mentre noi siamo vestiti con i giubbotti da moto. L’altro
castello della giornata è il Pembroke Castle che in effetti è uno dei
più belli mai visti finora, praticamente costruito su una penisola e
circondato per quasi totalità dall’acqua. Le mura esterne sono
perfettamente conservate ed in effetti vale la pena visitarlo. Prima di
entrare ci facciamo un giro tra i souvenirs venduti nella biglietteria
del castello dove, tra le cartoline ne vediamo una che raffigura un
meraviglioso arco naturale in pietra a picco sul mare. Giriamo la
cartolina per vedere dove si trova e con nostra grande sorpresa leggiamo
che è a pochi chilometri dal castello. Ci guardiamo, ma la decisione è
praticamente presa, abbandoniamo la visita al castello e montiamo in
sella per raggiungere Stack Rocks. Mai decisione fu più azzeccata. Per
arrivarci si passa attraverso una grande base militare, per cui intorno
non c’è praticamente niente. Arriviamo che il sole comincia a non essere
più molto alto sull’orizzonte e la luce è fantastica. La scogliera
sarebbe già molto bella di suo, ma quando alla nostra destra vediamo
l’arco che si appoggia in mare, rimaniamo colpiti da tanta bellezza.
Come se non bastasse giù tra le onde vediamo anche due foche. Facciamo
un bel po’ di foto e non teniamo conto del tempo che passa e della
distanza che ci separa dal B&B. A malincuore decidiamo di rientrare e
per fare prima imbocchiamo appena possibile l’autostrada. Siccome siamo
assolutamente decisi ad andare a cena da Warwick’s anche quella sera
diamo un bel po’ di gas alle nostre cavalcature. Lungo la strada
incontriamo anche un bell’acquazzone che ci fa rallentare un po’ ma ci
permette di ammirare uno degli arcobaleni più belli mai visti. Alla fine
arriviamo al pub alle 21.30 piuttosto sfiduciati che riusciremo a
mangiare visti gli orari delle cucine inglesi. All’interno vediamo gente
ma le porte sono chiuse e pensiamo di esserci giocati il pasto. In
effetti però ci sembra strano che chiudano le porte ma si sa , paese che
vai usanza che trovi. Proviamo a bussare e dall’interno ci aprono. Gli
avventori, con le immancabili birre in mano, ci sorridono e sono
palesemente divertiti dalla cosa. Non capiamo bene cosa succede ma ci
viene detto che servono ancora da mangiare e tanto ci basta. Anche
questa sera vediamo Jeff e Tina i quali ci salutano con affetto
presentandoci dei loro amici. La cordialità dei gallesi e la loro voglia
di conoscere gli altri è purtroppo sconosciuta a noi italiani.
Oltretutto il 13 è il compleanno di Cinzia e Tina ci offre una bottiglia
di vino rosso che ci fa portare al nostro tavolo. Ovviamente la cena è
all’altezza della precedente; poi il vino, le tantissime cose viste ed i
quasi 500 chilometri percorsi durante la giornata fanno si che si crei
un’atmosfera rilassata e speciale.
14 agosto

Lasciamo a malincuore la casa di Tina, ad
Abergavenny, imbocchiamo la A470. Questa arteria nasce a Cardiff e corre
in direzione nord attraversando tutto il Galles. La percorriamo per un
bel pezzo fino ad incontrare la B4518. Attraversiamo paesaggi
incantevoli fino ad arrivare nella tranquilla località costiera di
Aberdyfi. La spiaggia è molto affollata nonostante non faccia molto
caldo ed il cielo minacci pioggia. Ci facciamo un panino ripartendo poi
in direzione di Foel, praticamente tre case, dove abbiamo prenotato il
B&B. Arriviamo al Dyffryn una volta tanto ad un orario normale e ci
rilassiamo un po’ nelle rispettive camere. Fortunatamente il B&B ha
anche un ristorante annesso e quindi scendiamo a mangiare lasciando le
moto a riposo. Rimaniamo sorpresi perché non servono birra Ale ma solo
classica birra bionda tipo quella tedesca. A fine cena però si avvicina
al nostro tavolo il titolare della baracca che, come altri gallesi, è
desideroso di fare due chiacchere con noi. Lo facciamo accomodare con
noi e cartina alla mano comincia a darci una serie di consigli sulle
cose da vedere in zona ma anche nelle altre località che toccheremo con
il nostro tour. Per quasi un’ora ci intrattiene con belle strade da
fare, paesini da non perdere e B&B dove dormire.
15 agosto

Seguendo i consigli della sera precedente, ci
mettiamo alla ricerca di un lago non troppo distante. Dopo pochi
chilometri passiamo sulla diga che lo forma. Il lago è carino ma non ci
entusiasma troppo. La strada corre lungo le sue sponde e ne percorriamo
un bel pezzo fino ad incrociare una piccola stradina anche questa
consigliataci dal padrone del B&B. La strada è molto stretta e piuttosto
irta ma in effetti i paesaggi che incontriamo percorrendola sono
meravigliosi. Le onnipresenti pecore sono ovunque ed il nastro di
asfalto si snoda dolcemente tra dolci colline spoglie e ruscelli. Sembra
di essere sulle Highlands scozzesi e siamo molto contenti di aver dato
retta ai consigli. Abbandoniamo questo piccolo paradiso ed imbocchiamo
in sequenza la B4405,A499 e A496 sempre circondati da bellissimi
paesaggi ma meno desolati e selvaggi di quelli incontrati in precedenza.
Un paio di giorni prima , Tina e suo marito, ci avevano raccomandato di
visitare assolutamente Portmerion, una località turistica sul mare. La
stessa cosa aveva fatto il tizio del B&B e pur non avendo letto cose
entusiasmanti sulle nostre guide, decidiamo di fidarci dei suggerimenti
visto che erano stati in due a dirci la stessa cosa. Invece questa
costosa visita (8,50 sterline a testa) è l’unica fregatura del nostro
viaggio in Galles. Potmerion non è altro che una cittadina-attrazione,
fatta edificare da un architetto nel secolo scorso che ha costruito
edifici, vie e piazze ispirandosi ai vari stili architettonici sparsi
per il mondo, il tutto condito con pizzerie, bar, pub ad uso e consumo
dei turisti. Ai gallesi piace da morire ma a noi ha deluso molto.
Proseguiamo lungo la costa fin ad arrivare in cima ad una scogliera da
dove si gode una vista meravigliosa su una piccola isola poco distante
sulla quale c’è stato costruito un faro. L’atmosfera è molto bella, il
sole si sta abbassando, non ci sono turisti in giro e gli unici esseri
viventi intorno a noi sono ovviamente le pecore. Torniamo sui nostri
passi percorrendo anche qui la stretta ed irta stradina che ci riporta
sulla principale. La nostra meta della giornata è Llanduno dove abbiamo
prenotato un B&B per due notti. Usciamo per cenare e la cittadina ci
sembra un po’ trasandata anche se offre una vasta scelta di locali dove
mangiare. Anche qui, chiediamo in giro e ci viene consigliato un
ristorante che alla fine si rivelerà niente male.
16 agosto

Al mattino imbocchiamo la scorrevole A470
alla volta di Betws-y-coed e poi la bella A4086 fino al castello di
Caernarfon che visitiamo. Il maniero è molto ben conservato e abbastanza
affollato di turisti ma vale la pena farci una visita. All’ingresso
acquistiamo una guida e ci facciamo un bel giro del castello. Dopo un
paio d’ore rimontiamo in moto e ci dirigiamo verso la vicina penisola
che ospita il porto di Holyhead, noto per essere il principale arrivo
dei traghetti provenienti dall’Irlanda. Nel sud della penisola ci
fermiamo a visitare una piccola chiesina che sorge sopra ad un cocuzzolo
a pochi passi dalla spiaggia. Per via della marea, ci sono ore in cui
questa non è raggiungibile. E’ molto carina, completamente bianca e
tutta circondata da una marea di fiori gialli. La nostra meta però è
ancora più ad ovest, South Stack, un faro visitabile che sorge anch’esso
sopra ad un isolotto collegato alla terraferma con un ponte a strapiombo
sulla scogliera. Purtroppo arriviamo che la struttura sta per chiudere
pertanto facciamo solo un po’ di foto da lontano e ci concediamo una
passeggiata tra l’erica che cresce ovunque sulla scogliera. Rientriamo a
Llanduno ma prima ci fermiamo a cena a Conwy dove sorge un meraviglioso
castello che ammiriamo di notte.
17 agosto

Partiamo con una bella pioggia pesante che ci
accompagna fino ai pressi di Lancaster. Fortunatamente si tratta solo di
un trasferimento autostradale e quindi non è un disagio troppo grande.
Qui, imbocchiamo la B6480 e nei pressi di Austwick prendiamo per puro
caso una bella stradina che corre su verdi colline divise in
appezzamenti da muretti a secco in pietra a perdita d’occhio. Alla fine
di questa strada imbocchiamo la B6479 e poi la B6255. I paesaggi che ci
troviamo ad attraversare sono molto molto belli e anche qui la quasi
totale assenza di traffico ci permette di godere a pieno della natura
che ci circonda. La sera dormiamo in un B&B molto bello, il SUN INN, che
avevamo prenotato su suggerimento del titolare del B&B Dyffryn. Le
stanze sono belle e la cena ottima, una delle migliori che faremo in
Inghilterra. Sicuramente il prezzo non è dei più economici ma la
struttura è di qualità. Andiamo a letto stanchi dopo aver percorso 332
km ma soddisfatti sia per la cena che per i bei paesaggi visti.
18 agosto

La prima tappa della giornata è Kendal, dove
ci fermiamo solamente il tempo necessario per prenotare il B&B per la
sera stessa. Seguendo i consigli del motociclista incontrato in Francia
mentre stavamo per prendere il traghetto, ci dirigiamo verso il lago di
Windermere, il bacino naturale di acqua dolce più grande di tutta
l'Inghilterra. Il lago si trova nella bella regione di Cumbria.
Circumnavigare il lago, molto lungo, richiederebbe molto tempo, per cui
decidiamo di prendere il battello che fa servizio tra una sponda e
l'altra. Montiamo e scendiamo senza pagare un centesimo, mentre notiamo
che le auto pagano al traghettatore il biglietto. Non capiamo se per le
moto è gratis oppure, siccome siamo pigiati come sardine, il ragazzo
decide che a noi non può arrivare senza saltare sui cofani delle
macchine, e ci regala il passaggio. Appena scesi ci dirigiamo verso
Coninston e percorriamo una piacevole strada lungo lago. Imbocchiamo la
A5092 e poi la A595 bella e scorrevole in direzione della costa e poco
prima di Gosforth, ci fermiamo ad un distributore per comprare una
lampadina di ricambio per il faro del TDM. Poco più avanti troviamo la
deviazione per il lago di Wast Water, dalle acque scure ed incastonato
in una valle desolata e selvaggia, foto di rito e siccome come al solito
il tempo è volato, imbocchiamo la veloce A66 per raggiungere prima che
faccia buio il nostro B&B che si trova a Hackthorpe. Lungo la strada
però ci concediamo una visita al cerchio di pietre di Castelrigg. Sulla
copertina della guida del Galles 2011 della Lonely Planet, c'è una
splendida foto di questo cerchio e incuriositi, abbiamo letto in quarta
copertina dove si trovava. Il sito è molto interessante perchè lontano
dalle rotte dei turisti e pertanto più “autentico”. Niente a che vedere
ovviamente con l'affollatissimo ma unico Stonehenge, ma a Castelrigg si
respira un'aria mistica molto particolare e suggestiva. Gli unici
visitatori oltre a noi quattro, erano purtroppo una famigliola un po'
maleducata, per cui abbiamo dovuto aspettare che se ne andassero per
fare qualche scatto decente ed una visita solitaria. Arriviamo al B&B
tardino, lasciamo i bagagli nelle enormi camere, e schizziamo a mangiare
in paese. La cena anche qui è ottima ed abbondante. Al mattino scopriamo
che il B&B ha solo le due nostre camere e coccolati dalla padrona di
casa si fa colazione in un tavolo allestito proprio di fronte alle
nostre camere solo per noi.
19 agosto

Oggi si parte alla volta della A 686 che ci
conduce in cima ad un passo ben lontano però dall'idea di passo montano
che abbiamo noi in Italia. Comunque la strada è scorrevole e
completamente deserta. Dopo la foto di rito in cima alla strada, ci
dirigiamo verso la nostra meta del giorno : il Vallo di Adriano. Il
muro, lungo circa 120 km, fu costruito sotto Adriano dalle legioni
romane che si insediarono in queste zone con lo scopo di difendersi
dalle incursioni dei barbari del nord. Percorriamo la B6318 che corre
parallela al muro. Decidiamo di visitare il fortino di Housestead che è
l'insdiamento che si è conservato meglio. Il sito è ovviamente a
pagamento ma la visita è molto interessante. Ci sono i resti della
caserma, degli alloggi, delle stalle e persino delle latrine. Lasciamo
il forte e ci dirigiamo verso sud facendo solo una tappa ad Hexam per
prenotare un B&B per la sera. Prendiamo infine la B6277 verso Barnard
Castle per poi tornare verso nord puntando verso Durham. Prima di
Barnard Castle ci fermiamo per ammirare delle cascate. Sono molto belle,
il salto sarà alto circa una ventina di metri e la portata d'acqua,
molto scura, è notevole. Ovviamente arriviamo a Durham che si sta
facendo buio. Il B&B si trova sopra un pub e per una sera non dobbiamo
prendere la moto per andare a mangiare.
20 agosto

Al mattino visitiamo la bella città
universitaria di Durham. Le sue stradine sono molto affollate di
studenti e turisti ed i negozi sono tutti aperti nonostante sia il 20 di
agosto. Una visita che merita attenzione è l'imponente cattedrale che
domina la città. Lasciata Durham imbocchiamo l'autostrada in direzione
York, disturbati da un vento laterale molto forte. Usciamo per imboccare
la B1257, una strada statale scorrevole che attraversa le belle campagne
dello Yorshire. Facciamo una piccola deviazione per visitare le rovine
della Rievaulx Abbey. L'abbazia è ben tenuta ma francamente riteniamo
troppo costoso il biglietto e ci limitiamo a fare un paio di foto da
lontano. Giochiamo un po' con un cavallo che bruca in un recinto nei
pressi del parcheggio e rimontiamo in sella. La strada scorre via in
maniera piacevole tra boschi e prati e dopo qualche chilometro
avvistiamo i resti di un'altra abbazia e facciamo una piccola sosta.
Della Byland Abbey ben poco è arrivato ai giorni nostri e anche qui ci
sembra esagerato il costo del biglietto per ammirare poco più di qualche
muro. Arriviamo al B&B, che si trova ad una decina di chilometri da
York, finalmente ad un orario decente. La casa è molto carina e le moto
sono al sicuro nel giardino della padrona di casa. Seguendo il suo
consiglio andiamo a mangiare poco distante al Black Bull Pub. A costo di
essere monotoni, ribadiamo che anche qui la cena è ottima ed abbondante.
21 agosto

Partiamo sotto un bel cielo azzurro alla
volta della costa e viaggiamo veloci fino a Norton. Dopo imbocchiamo la
A169 fino alla cittadina costiera di Whitby. La strada che ci porta
verso questa città, ci riserva una meravigliosa sorpresa. Per un paio di
chilometri su entrambi i lati, si estendono a perdita d'occhio campi
pieni zeppi di erica in fiore. E' veramente uno spettacolo della natura
e ci fermiamo a fare un po' di foto. Di Whitby ammiriamo la suggestiva
cattedrale ma anche questa è semidistrutta dal tempo e dalla mano
dell'uomo all'epoca dello scisma della chiesa anglicana da parte di
Enrico VIII. Facciamo le foto di rito e rimontiamo in moto per andare a
visitare il caratteristico borgo sul mare di Robin's Hodd Bay. Le sue
stradine sono strette ed affollate di turisti ma vale comunque la pena
farci un salto. La giornata è splendida, facciamo due passi e mangiamo
un boccone prima di rimetterci in marcia. Sulla via del ritorno vediamo
alcuni cartelli che indicano i resti di una strada romana. Decidiamo di
seguirli e percorriamo qualche chilometro in moto prima di trovare un
parcheggio e proseguire a piedi. Facciamo due passi nella campagna
inglese fino a trovare in effetti i resti di un'antica strada romana. Un
cartello spiega che non si conosce esattamente l'epoca a cui risale e
che nel corso dei secoli, le popolazioni locali ne hanno prelevato le
pietre per costruire le loro case. A conti fatti è stata una deviazione
che ci ha fatto perdere un bel po' di tempo senza valerne in effetti la
pena. Arriviamo a York a metà pomeriggio e troviamo una città
affollatissima di turisti, con strade piene di negozi di tutti i generi.
York è molto carina e merita sicuramente una visita di almeno un giorno.
La cosa che ci colpisce, è che verso le cinque, quando chiudono i
negozi, la città si svuota improvvisamente. Torniamo al B&B e ceniamo al
pub della sera precedente...come si dice : squadra che vince non si
cambia!!!
22 agosto

La giornata di oggi ci porta a visitare la
Fountains Abbey. Questa abbazia medioevale fondata nel 1132 è una delle
più grandi di Inghilterra, vale la visita. Ovviamente anche qui la
riforma ha fatto i suoi danni ed ai giorni nostri sono arrivati solo
resti anche se ben conservati. Il complesso è immerso in un enorme parco
pieno di laghetti e rilassanti sentieri che si perdono nel verde.
Trascorriamo almeno tre ore a visitare il sito e nel pomeriggio torniamo
verso York che dista poco più di 40 km. Tanto per andare sul sicuro
ceniamo nuovamente al Black Bull Pub per festeggiare al meglio la nostra
vacanza in terra inglese. Il giorno seguente infatti sarà l'ultimo prima
di tornare a mettere le ruote sul continente.
23 Agosto –
26 Agosto
Questi giorni rappresentano il cammino di
ritorno verso casa attraverso Banbury e Dover, passando per Saint Omer e
Chambery.
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